Ha fatto vincere il Mondiale a Mir, adesso si aggrega alla sfida impossibile di Fernando Alonso. Davide Brivio a 57 anni sta lasciando la Suzuki e la MotoGp per andare alla Renault in Formula 1 con l’incarico di supervisore della scuderia.
Umberto Zapelloni sul Giornale scrive che nella scelta “c’è tutto Luca De Meo, il nuovo ceo di Renault, un uomo abituato a rovesciare i paradigmi, a fare scelte il più lontano possibile dalla banalità”. È stata sua la ferma volontà di conservare l’impegno della scuderia in F1 quando il passo indietro pareva certo. Cambierà il nome in Alpine. Ha scelto Alonso e ora il manager che ha ribaltato le gerarchie delle moto. “Brivio è uno che non si spaventa. Lavorare con i giapponesi – scrive Zapelloni – lo ha reso più metodico. Lavorare con Valentino gli ha permesso di avere la mentalità vincente”.
Gianluca Gasparini sulla Gazzetta dello sport aggiunge che Brivio “è abituato a lavorare con grandi aziende e fare di necessità virtù, la Suzuki non è certo la casa più ricca del Motomondiale e lui l’ha portata in cima al mondo. In tempi di budget cap gente così viene utile. Saprà mettere a suo agio anche Alonso e valorizzare un giovane come Esteban Ocon”.
Giorgio Pasini su Tuttosport ricorda che un mese e mezzo fa addirittura la rivista musicale Rolling Stones gli aveva dedicato un servizio dal titolo La vera stella della MotoGP. “Nessuno però si aspettava che il manager brianzolo diventasse poi il vero uomo mercato della Formula 1, il protagonista di una rivoluzione finanche culturale”. Suzuki dovrebbe ufficializzare tutto in giornata. “Per la prima volta – scrive Tuttosport – c’è un travaso dalle due alle quattro ruote, dopo che quello inverso voluto dall’Aprilia con Massimo Rivola (ex team manager Ferrari che s’è portato a Noale diversi ingegneri rossi) non ha dato frutti. Un passo enorme anche per Brivio, la cui passione per le macchine è nota (ha corso più volte il Rally di Monza come navigatore del fratello Roberto in squadra con Valentino) e che ha dimostrato qualità straordinarie, dando un’anima italiana all’organizzazione giapponese”.
Fulvio Solms sul Corriere dello sport-Stadio avverte che al rischio di un rinvio del GP di Melbourne, si aggiunge la cancellazione del GP in Cina. “Liberty prega da tempo Shanghai di far sapere se è disponibile, ma da Oriente arriva solo silenzio. L’ultimatum per una risposta è a giorni, ma c’è già certezza che i cinesi diranno no, o comunque imporranno due settimane di quarantena a tutto il circus, protocollo costosissimo e impossibile da assecondare sul piano pratico. Ricollocare la Cina sarà impossibile per le lungaggini doganali, dunque anche per quest’anno: ciao Shanghai”.