Il secondo focolaio della Nazionale
🔸 Tre nuotatori della Nazionale hanno annunciato via social di essere positivi al covid. Sono Benedetta Pilato, Filippo Magnini e Ilaria Bianchi. Si sono aggiunti a Elena Di Liddo, tutti contagiati dopo aver partecipato agli Assoluti di Riccione da giovedì a sabato scorso. La federazione tace.
▻ La cosa deve essere parsa a molti irrilevante, ma una Nazionale che si incontra due volte in un mese e mezzo e per due volte diventa un focolaio, forse irrilevante non è.
Senza saper né leggere né scrivere, togliamo anche il forse.
Poiché mancano le risposte, almeno facciamoci delle domande.
Perché gli atleti comunicano spontaneamente sui social la loro positività? Perché manca l’intervento del direttore tecnico della federazione Butini o meglio ancora del presidente federale Barelli, perché manca insomma la voce di chi ha organizzato questi Assoluti e li vede finire in un disastro, un bilancio che Lia Capizzi, scrivendone per Sky Sport, individua in una ventina di persone “tra atleti, fisioterapisti e dirigenti militari”.
Una ventina?
Una ventina e non ne parla nessuno?
Un’eccezione è Giulia Zonca su la Stampa. “La bolla è scoppiata. Nella Nazionale si sta spargendo il panico”, scrive.
C’è il panico in una Nazionale olimpica.
In uno dei due sport più importanti ai Giochi.
La Nazionale di Federica Pellegrini.
Capizzi su Sky Sport spiega che “per tutti costoro vale il rispetto della privacy: dopo aver avvisato le autorità sanitarie di competenza, salvaguardando la salute dei contatti ravvicinati, diventa poi una libera scelta quella di comunicare pubblicamente, o meno, una singola positività”.
Senza fare i nomi dei contagiati, la federazione non avverte il dovere di spiegare cosa è successo?
Glielo chiediamo noi. Possiamo conoscere la versione della federazione su questo secondo focolaio a distanza di poche settimane dal cluster di Livigno?
Gli Assoluti di Riccione sono stati raccontati come una manifestazione che si è svolta in un clima di totale prudenza, accortezza, eccetera eccetera. Qualcuno ci vuole dire allora perché 20 persone sono a letto con il covid? Perché atleti che sono nel pieno della preparazione alle Olimpiadi, si devono fermare? In quali hotel – per esempio – alloggiavano? Erano hotel usati in esclusiva, oppure come a Livigno erano presenti degli estranei? Le immagini che abbiamo visto in diretta tv raccontavano di distanze di sicurezza inesistenti sulle tribune, dove non c’era pubblico, ma preparatori, allenatori, staff. La federazione può dirci qualcosa su quelle immagini?
È la seconda volta che succede, si diceva. In ritiro a Livigno, la Nazionale di nuoto diventò un focolaio. Preparazione azzerata. Conseguenze? Una. La federazione assegnò delle wild card per i Giochi ad alcuni atleti che si erano ammalati, e che giudicava dunque non in grado di competere a Riccione, dove era in palio la qualificazione alle Olimpiadi.
A voler essere maliziosi, pare un senso di colpa.
La scampò chi invece era andato a Budapest, nella bolla (quella vera) della International Swimming League. Una manifestazione che la federazione ha osteggiato. Gli atleti militari hanno dovuto mettersi in ferie per partecipare, non risultando come missione sotto l’egida del CONI. Margherita Panziera che non aveva più ferie, non poté andare. Benedetta Pilato sì e batté in quella vasca 4 record italiani. A Riccione invece si è ammalata.
Ieri Benedetta Pilato ha scritto su Instagram: “Ciao ragazzi, purtroppo sono da poco risultata positiva al tampone per il Covid-19. Fortunatamente sto bene e sto cercando di riposarmi. Volevo farvi i miei migliori auguri di Buon Natale sperando che la situazione si sistemi presto”.
Anche Filippo Magnini ha comunicato la malattia per conto suo: “Purtroppo oggi sono risultato positivo al Covid-19. Ho usato ogni precauzione per evitare il contagio ma non è bastato. Ora la preoccupazione più grande è per la mia famiglia e spero di non aver contagiato nessuno. Mi sono messo subito in isolamento. Ho deciso di renderlo pubblico per far sì che tutte le persone che sono state in contatto con me prendano i giusti accorgimenti. Questo Natale sarà strano. Il solo pensiero di non poter tenere in braccio mia figlia per almeno i prossimi 10gg mi angoscia”
Queste sono invece le parole di Ilaria Bianchi: “E niente, oggi mi aggiungo anche io alla lista dei positivi al Covid dopo questi ultimi Assoluti. Ho avuto la febbre lunedì e ieri con sintomi simili all’influenza, oggi sto già meglio. Tra 10 giorni avrò il secondo tampone. Sono andata a queste gare abbastanza serena, sapevo che i contatti con gli altri sarebbero stati veloci, ma mi sono resa conto che ci vuole ancora meno per contagiarsi, e abbassare la guardia non è mai una bella idea. Sarà sicuramente un Natale diverso”.
Silvia Di Pietro sta bene. Il suo allenatore Mirko Nozzolillo è in isolamento. Ma a guardare quello che sta succedendo, la povera Silvia – lei – qualche domanda se la fa. “Mi chiedo come sia possibile essere stati sottoposti a tale rischio. Com’è possibile essere così superficiali ormai? Sono triste perché molti miei amici si sono ammalati e perché non potrò festeggiare il Natale con i miei genitori. Tuttavia sono anche arrabbiata… tutti gli sforzi fatti in questi mesi rischiano di diventare inutili solo perché si è consumato un pasto in albergo durante le gare. Sperando il meglio, per tutti, mi auguro che quello che è successo serva da insegnamento per l’organizzazione delle prossime competizioni. Al momento non si è fatto per niente un buon lavoro”.
A quali superficialità si riferisce Silvia Di Pietro? Perché non è stato fatto un buon lavoro?
Aspettiamo.
«L’acqua è stata la prima lingua che ho saputo parlare. Lo sport l’elemento fondamentale per formare il mio carattere. Per raggiungere un obiettivo devi avere disciplina, rigore, resistenza alla fatica, alla sofferenza e pazienza, ciò che spesso non hanno oggi i giovani. Viviamo in una società che ti impone a 15 anni di essere già qualcosa o qualcuno, perché ha dato troppe possibilità alle persone, in maniera casuale, di diventare paladini di…punto interrogativo, che propongono…punto interrogativo. Sui social vedi di tutto, spesso cose divertenti, ma che sono l’opposto di quello che siamo noi. E’ effimero. Mancano passione, impegno costante. Bisogna fare attenzione, altrimenti cadremo sempre più in una mancanza di contenuti, cultura e rispetto delle regole».
Raoul Bova intervistato da Daniela Lanni, la Stampa
Non è meno clamoroso quanto accaduto in Svizzera, dove la Corte federale svizzera ha sospeso la squalifica di 8 anni confermata dal Tribunale arbitrale dello sport di Losanna per doping al cinese Sun Yang, oro nei 400 e nei 1500 stile libero ai Giochi di Londra nel 2012, oltre che argento nei 200 stile e bronzo con la staffetta 4×200. Marco Bonarrigo sul Corriere della sera l’ha definita “una decisione che ha pochissimi precedenti”. Stefano Arcobelli sul suo blog Questione di stile per la Gazzetta riferisce di un nuovo processo per il 20 febbraio, dopo che alla WADA l’operazione è già costata 600 mila dollari.