➣ Nel 2020 sarà contento se…? «Se un azzurro centrerà la prova in linea alle Olimpiadi o ai Mondiali, poi spero che un italiano conquisti una classica del Nord e un grande giro».
➣ Come vede Nibali nella nuova squadra Trek Segafredo? «Entrambi siamo ancora feriti per la caduta ai Giochi di Rio 2016. Vincenzo punta molto su Tokyo, sarà la sua ultima Olimpiade e non vuole fallirla. Su di lui punto a occhi chiusi».
➣ Aru tornerà fra i big? «È la mia speranza per il 2020. Se farà il Tour diventa complicato essere al top ai Giochi che sono pochi giorni dopo. Vedremo, in ogni caso anche il Mondiale sarà duro e adatto a lui. Viviani ha in testa le classiche ma anche la pista, sogna il bis olimpico nell’omnium e il podio anche nel quartetto. Trentin può vincere l’Europeo, Moscon è stata la mia scommessa vinta all’ultimo Mondiale: può essere utile anche ai Giochi, come Formolo e magari Bettiol, che aspetto a un nuovo exploit dopo l’ultimo Fiandre. Poi c’è Ciccone, la sorpresa del 2019, ottimo al Giro e in giallo al Tour. Per lui avere Nibali come compagno sarà come andare all’Università. Può trovare un posto ai Giochi, ma in squadra saremo solo in cinque».
➣ Fra gli stranieri chi si aspetta protagonista nel 2020?
«Io un fenomeno come Evenepoel non l’ho mai visto, a 19 anni nemmeno Merckx era così forte. Poi dico Van der Poel, che fa anche ciclocross ed è meglio persino di un grande come De Vlaeminck. Poi naturalmente dico gente come Alaphilippe, Sagan, Van Aert…».
➣ I monopattini elettrici sono appena stati equiparati alle bici: favorevole o contrario? «Mi sta bene tutto ciò che riduce l’uso della auto, ma servono giudizio e rispetto perché andare ai 30 orari in monopattino diventa molto pericoloso anche sulle piste ciclabili, che poi in Italia sono molto spesso tortuose, strette e insidiose». | Giorgio Viberti, la Stampa