Siete pronti a rivedere Balotelli? Il razzismo negli stadi italiani

Torna in campo la Serie A con due anticipi della quinta giornata. In Brescia-Juventus salta il confronto fra Mario Balotelli al rientro e Cristiano Ronaldo. Il portoghese non è stato convocato da Sarri. 

 

Giornata 5  Oggi: Verona-Udinese, Brescia-Juventus | Mercoledì: Roma-Atalanta, Fiorentina-Sampdoria, Genoa-Bologna, Inter-Lazio, Napoli-Cagliari, Parma-Sassuolo, Spal-Lecce. Giovedì: Torino-Milan | Classifica  Inter 12, Juventus 10, Napoli 9, Roma 8, Atalanta Bologna Lazio 7, Torino Milan Cagliari Brescia Sassuolo 6, Verona Genoa 4, Parma Sampdoria Spal Lecce Udinese 3, Fiorentina 2

 

Il dna del Brescia che aspetta Balotelli

Antonio Barillà su la Stampa ha scritto che Mario “a Brescia è tornato in forma («Mai allenato come in questi giorni. Peso come ai tempi del Manchester City, quando avevo vent’anni») ed è pronto a tornare bomber, leader e riferimento”.

 

“Speriamo che la fatica di Mario non duri il tempo di un paio di allenamenti

come le altre volte che ha cambiato squadra”

Eugenio Corini, allenatore del Brescia

 

Quale squadra trova? Un Brescia che in 4 partite su 4 ha lasciato il possesso palla agli avversari. È la squadra della Serie A che ha tirato meno volte in porta (8.5 volte a partita in media), che è andata più spesso in fuorigioco e che ha sbagliato il maggior numero di passaggi: uno su tre. È anche quella che ha vinto più duelli aerei e dopo il Torino la più fallosa. 

Ha scritto Luca Bertelli sul Corriere di Brescia dopo la vittoria a Udine: “Questa squadra ha dei difetti, ma ha un pregio: sa come far giocare male l’avversario ed esaltare allo stesso le proprie caratteristiche”. 

 

Il razzismo negli stadi italiani

 

El País dedica una pagina al razzismo negli stadi italiani. “Un nuovo episodio di odio razziale in Serie A conferma un problema cronico e allarma la Uefa”. El País ancora non sapeva che per i buu a Dalbert il giudice sportivo ha chiesto un supplemento d’indagine che partirà proprio dal giocatore. Come già successo a Cagliari con i buu a Lukaku, i commissari non hanno rilevato nulla.

 

Il ministro Spadafora a El País

Il quotidiano spagnolo intervista anche il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. «Non credo che l’Italia sia un paese più razzista di altri. Eliminare il razzismo è un processo lungo e faticoso. Mi impegno a eliminare il razzismo dagli stadi durante il mio mandato, a costo di prendere decisioni impopolari. L’inasprimento delle regole scontenterà qualcuno. Il mio obiettivo è che siano i tifosi a prendere le distanze dai propri vicini razzisti. Se non lo fanno per convinzione, potrebbero farlo per convenienza. Ho alcune idee in proposito».

 

È Dalbert a dover dare spiegazioni
Il giorno dopo, sembra quasi sia Dalbert a dover dare spiegazioni. L’ultimo caso di razzismo – il terzo in quattro giornate di campionato – non ha prodotto sanzioni, ma solo l’ennesima richiesta di indagini approfondite, con una novità però. Il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea vuol ascoltare il terzino brasiliano della Fiorentina per farsi un’idea «circa l’effettiva entità, dimensione e provenienza» degli ululati: non li ha sentiti nessuno.
Matteo Pinci, Repubblica

 

Il mondo ci guarda
Il mondo ci guarda, s’indigna e soprattutto agisce. Dall’inizio della stagione il calcio italiano è finito sui giornali internazionali più per episodi di razzismo che per le giocate di CR7. Il n. 1 della Fifa, Gianni Infantino, riferendosi all’ultimo caso di buu verso Dalbert in Atalanta-Fiorentina (con partita sospesa per 3 minuti), ha detto che «la situazione non è più accettabile».
Arianna Ravelli, Corriere della sera


Mancini e l’Italia che non vuole imparare
«Non si vuole imparare. Queste persone lo faranno sempre. Noi però dobbiamo continuare a lavorare perché non accada. Non credo che l’Italia sia un paese razzista, sono più le persone per bene di quelle che non lo sono. Poi gli stupidi ci sono, forse in Italia oggi ce ne sono un po’ di più. Dobbiamo fare il possibile per emarginare queste persone finché non la piantano».
Alessandra Gozzini, Gazzetta dello sport

 

Parma non è Corleone
Parma non è Corleone, e neanche Platì. Ma a Parma nessuno ha visto e sentito niente. Allora i casa sono due: o i buu razzisti sono una paranoia di Dalbert, oppure più di qualcuno ha gli occhi e le orecchie chiusi.
Alessandro Barbano, Corriere dello Sport-Stadio

 

Bisogna lavorare sui bambini
«Anche se sono stati pochi imbecilli solo al momento del rigore di Lukaku, o del bresciano Donnarumma, ciò non toglie che tutto questo vada eliminato».

Come?
«Con più steward, con l’aiuto degli altri tifosi e la tecnologia. Ma bisogna lavorare sui bambini: la nostra scuola di tifo insegna a non tifare mai contro l’avversario.
Intervista a Tommaso Giulini presidente del Cagliari, Corriere della sera

 

Anche nel basket
Episodio di razzismo anche in Campania. Non si è conclusa la partita di basket tra il Giugliano e il Casapulla. Il Giugliano è uscito dal campo dopo che un avversario ha apostrofato “negro di m.” un proprio giocatore. 

 

*

 

Il valore della continuità

 

I nuovi acquisti? Meglio che stiano fuori. Meglio che a giocare siano quelli che si conoscono già. Almeno in principio di stagione. L’ultimo studio diffuso dal CIES (Centre International d’Étude du Sport) di Neuchâtel, sottolinea il valore della continuità in una squadra. Le due più stabili nei 5 campionati più grandi d’Europa sono in testa alla classifica nei loro paesi: l’Athletic Bilbao capolista in Spagna con il Real Madrid ha lasciato una percentuale di minuti ai nuovi acquisti pari all’1.3%, il Lipsia capolista da solo in Germania viene subito dopo con il 3%. 

Fra le dodici europee con meno spazio ai nuovi acquisti c’è anche il Liverpool (8.3%) che comanda la Premier. Il Real Madrid è la seconda squadra spagnola con il 10.3% di minuti ai nuovi. 

La rivoluzionata Fiorentina di Commisso, ultima in Serie A, è la squadra che in Europa ha offerto più  minuti ai nuovi arrivati (il 69.5%). In Inghilterra analogamente c’è l’Aston Villa (50.4% ai nuovi) terzultimo e in Francia c’è il Monaco (43.1%) penultimo. 

Le eccezioni a questa tendenza sono l’Inter capolista in Serie A, solo nona fra le italiane più stabili; il Siviglia che è la spagnola con più minuti ai nuovi e in testa alla Liga fino a domenica sera. L’Atalanta con il 5.5% dei minuti ai nuovi è la più stabile fra le italiane. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.