Novembre 2012
Mario Balotelli su Time
«Nessuno mi chiede di Balotelli?»
Roberto Mancini
Vorreste in squadra un ragazzo di un metro e novanta che ha vinto 3 scudetti in Italia, uno in Premier, più Coppa Italia, Supercoppa, Fa, Community Shield e una Champions League? Che ha segnato 37 rigori su 42 battuti e ha ancora solo 29 anni? La risposta è almeno: perché no? È quello che si è detto Cellino quando poche ore fa ha riportato Balotelli a casa. | Mario Sconcerti, Corriere della sera, 19 agosto
Quasi romantico
Dopo De Rossi al Boca Juniors e Nainggolan al Cagliari, è molto vicino il momento di Balotelli al Brescia. Anche questo trasferimento passa per logiche che non contemplano solo calcoli e interessi economici. Difficile parlare di romanticismo puro perché le cifre restano elevate. Ma non è nemmeno possibile ignorare l’immagine di quel bambino irrequieto e pieno di talento che guardava il Rigamonti dal campetto dell’oratorio di Mompiano. Sognando il Brescia. | Stefano Scacchi, la Repubblica, 15 agosto
Burattino senza fili
Tra il Paese dei Balocchi e l’abbecedario stavolta Pinocchio pare che abbia scelto il secondo. Il Brescia, la squadra di casa, e non il Flamengo, in Brasile. Ve lo immaginate a Rio il ragazzo che tirava le freccette dalla finestra e sparava fuochi d’artificio in casa? A naso, Carnevale tutto l’anno. E invece ripartirà sotto gli occhi di mamma Silvia, a un passo da Concesio, dov’è cresciuto. | Luigi Garlando, la Gazzetta dello sport, 15 agosto
La colonna sonora
Masaniello è tornato, Masaniello è cresciuto, avrebbe detto Pino Daniele. Adesso deve dimostrare di essere diventato uomo e di avere la maturità necessaria. | Luca Bertelli, Corriere di Brescia, 15 agosto
L’operazione economica
Persino Artemio, il mitico campagnolo (che non riusciva a recitare la famosa formula pubblicitaria: «Non cambierei mai il mio fustino con due qualsiasi») interpretato da Renato Pozzetto, capirebbe che acquistare ora Mario Balotelli potrebbe essere un affare. Mondiale. Paghi zero, incassi venti milioni. O meglio: acquisti un giocatore svincolato, ma hai tre le mani un capitale sociale raro da trovare su piazza. | Luca Bertelli, Corriere di Brescia, 2 agosto
Senza lo sconto fiscale, il Brescia non avrebbe mai potuto garantire a Balotelli 3 milioni netti per la prima stagione e 4,5 per le altre due. L’accordo è di un anno con rinnovo automatico in caso di salvezza. Attenzione: per accedere all’agevolazione occorre restare in Italia almeno due anni. E siccome la norma entra in vigore dal primo gennaio 2020, Mario deve giocare qui almeno tre stagioni calcistiche. Se va via prima, la quota risparmiata va restituita al fisco italiano. Insomma: vedrete che per un po’ resterà da queste parti. | Carlos Passerini, Corriere della sera, 18 agosto
Scetticismi. Il Brescia è una squadra dove molti grandi giocatori hanno vissuto momenti importanti: Beccalossi, Pirlo, Roberto Baggio. Adesso, Balotelli. Trovate l’errore. | Maurizio Crosetti, la Repubblica, 518 agosto
Distinguo. Dice: anche Roberto Baggio accettò il Brescia. Verissimo ma c’è qualcuno così ignorante da paragonare l’arte e la carriera di Baggio con quella di Balotelli? Ridice: anche Pep Guardiola giocò nel Brescia. E c’è qualcun altro che possa sostenere il paragone di intelligenza tecnica e tattica tra il catalano e il nostro? Ancora: anche Andrea Pirlo frequentò l’asilo e le elementari nel Brescia. Dunque il genio del football è uguale all’attaccante di cui si occupa il calcio mercato? E Beccalossi? E Hagi? Tutta roba buona nata, vissuta, cresciuta in quel sito che fu di Gino Corioni, grande e astuto uomo di football che ebbe queste intuizioni.
Oggi Cellino, dopo le esperienze sulle due isole, la sarda e la britannica, ha capito che il jolly nel mazzo di carte può far vincere il banco, Balotelli Mario è l’identikit di chi provoca curiosità, interesse, sfida, riscatto. A ventinove anni sembra più vecchio di se stesso, non per l’età ma per il numero di etichette adesive incollate sulla sua valigia. | Tony Damascelli, il Giornale, 17 agosto
È tardi o no? Nessuno si prenda dei meriti, non ci voleva molto a capire quanto il ragazzo fosse portato alla dissipazione del talento. Dieci anni dopo siamo tutti ancora qua, a chiederci se Mario sia ancora in tempo. | Sebastiano Vernazza, la Gazzetta dello sport, 20 agosto
Pareri. «Gli auguro di esprimere tutte le sue enormi potenzialità. È tornato nella sua città, ha la stima di Mancini. Va bene l’eccentricità, questa è un’occasione unica». | Marcello Lippi al Giornale, 4 settembre
«È una scelta difficile, coraggiosa. Mario è un ragazzo speciale e quella del Brescia per lui non può essere una maglia come le altre. Sarà sicuramente anche una questione di feeling: fondamentale trovarlo da subito. | Igli Tare a la Gazzetta dello sport, 10 settembre
Hubner-Balotelli che coppia sarebbe stata?
«Bella: io che andavo in profondità, lui che spesso scende per fare sponda, dialogare, appoggiarsi. Saremmo stati una bella coppia, decisamente bella». | Dario Hubner a Sportweek, 31 agosto
Mario Balotelli riconquisterà la Nazionale?
«Gli basterà fare una buona stagione e qualche gol. È un buon giocatore, come gli altri Azzurri. La verità è che dalla metà campo in su, di forti ci sono solo Chiesa e Insigne». | Antonio Cassano a Sette, 20 settembre
Nell’anno degli Europei
Il profilo ideale, per il nostro Ct, è quello di Mario Balotelli cui ha dedicato la sua prima convocazione pentendosene amaramente quando seppe che si era presentato a Coverciano in tripla cifra sulla bilancia e senza il minimo smalto. | Franco Ordine, il Giornale, 5 settembre
Ma Roberto Mancini s’è rassegnato. «Il paradosso è che a 29 anni, e per il secondo anno di fila, a meno di dieci giorni dall’inizio del campionato non avesse ancora la certezza assoluta di una squadra. Non ha fatto una preparazione, non si è allenato regolarmente: deve riflettere, non è normale». Brescia è la soluzione giusta?
«Non era questione di Italia o di Brasile, ma di trovare una squadra, finalmente. E se sarà una buona soluzione non dipenderà dal Brescia, ma da lui: magari giocando più vicino a casa si sentirà più tranquillo, ma non basterà. Io gli voglio bene, ma per lui non posso fare più niente: deve pensare che è nel pieno della sua carriera e che ha ancora tanto da dare. Se vuole». | Roberto Mancini. Intervistato da Andrea Elefante, la Gazzetta dello sport, 18 agosto
Essere Balotelli. In meno di 300 parole. C’è qualcosa che mette inquietudine nei misteri di Balotelli, nello sguardo sempre stupito e a volte incomprensibile. Credo sia stato il giocatore che meglio si è buttato via da tanti anni a questa parte, lui che poteva mescolare davvero il passo africano della pantera con il vecchio scatto storto all’italiana. Mancini dice che non può fare più niente per lui. È quello che più ci ha insistito, ma oggi è stanco, anche pentito di averlo fatto. Eppure non c’è una colpa chiara per l’emarginazione infinita di Balotelli. Ancora la primavera scorsa a Marsiglia ha segnato 8 reti in 15 partite. Ha commesso molte mattane, mai una grave. È stato come volesse dimostrare di voler sempre vivere la sua libertà greve senza avere mai la fantasia o la forza d’inventarsi qualcosa davvero all’altezza. In fondo sempre e soltanto uno spreco di soldi. Meroni, per dire, una leggenda buona, passeggiava pur sempre per Torino con una gallina a guinzaglio. Balotelli non è cattivo, ha le sue stranezze, che sono ingombranti. Nessuno sa dirti davvero in cosa sbagli. Ai Mondiali del 2014, con Prandelli e il presidente federale che si dimettevano, lui usciva da uno spogliatoio in fiamme con la cuffia agli orecchi, camminando al ritmo della musica. È diverso da noi, non ha il tempo dello scherzo, il senso del limite, ma nel calcio sono sempre state colpe pagabili con i gol. Meglio il cannoniere matto del non cannoniere. Con Balotelli è successo qualcosa di più, come una grande noia nazionale, una candela che non vale più il cerino. È ricchissimo ma non gli basta, si sente sempre discriminato perché nero. Credo pensi troppo. Casa sua è l’ultima aspirina, ma se funziona il Brescia è salvo. | Mario Sconcerti, Corriere della sera, 19 agosto
Aperta parentesi. Icardi è il nuovo Mario? Se ci fate caso, siamo alla ripetizione del Caso Balotelli, oggetto dei maltrattamenti di una critica perbenistica e cojona che l’ha perseguitato in tutta Europa ricevendo in cambio i suoi pernacchi via Instagram. Adesso che Balo è tornato nella sua Brescia, dalla sua mamma, perdonato, magari rabbonito, anzi mutilato delle sue precipue virtù calcistiche direttamente prodotte dal suo carattere (pericoloso, dissero quelli che raccomandavano di dargli un tutore o un’assistenza psicologica) entra in scena la Vittima Preferita, Icardi il Parigino. | Italo Cucci, Corriere dello sport-Stadio, 20 settembre
Chiusa parentesi
E su Balotelli, neanche una parola? È una storia così commovente, il suo ritorno a casa.
«Sto ancora piangendo».
Scusi, cos’ha in mano?
«Una cipolla». | Gianni Mura, la Repubblica, 23 agosto 2019
Tutto Mario (forse) in una scena
Il 17 novembre del 2009 Supermario Balotelli aveva voglia di gente, di farsi due chiacchiere senza domande e ha scelto l’Istituto Don Gnocchi di via Gozzadini a Milano, corsi di formazione professionale per 65 studenti affetti da disabilità motoria, cognitiva e relazionale, ragazzi dai 14 ai 21 anni, autistici e svegli. Appena sulla soglia dell’istituto fa: «Cosa provo? Provo imbarazzo. Sto bene ma provo sempre grande imbarazzo quando decido di venire a far visita a questi ragazzi. Per via della loro diversità? Mannò, proprio io che provo imbarazzo per la diversità sarebbe il colmo!». Era in jeans e maglietta, l’hanno accolto con una torta, Supermario era proprio uno di loro, senza cerimonie e inchini. Il giorno prima le classi erano semivuote falcidiate dall’influenza ma oggi tutti in fila per conoscere Mario Balotelli. Si è presentato su una fiammante decappottabile grigia, due posti con un muso talmente lungo che faceva ridere, non lui, figuriamoci, ma la sua automobile.
Ecco, questo è Mario, ma forse siamo noi che non abbiamo capito, quel Why always me? Non era rivolto agli altri, ma a se stesso. Quando ha sgasato per andarsene dal cortiletto del Don Gnocchi, credeva di essere a Monza. «Dai Mario, stai facendo casino», gli fa sua sorella Cristina. Lui diminuisce i giri del motore, alza un braccio per salutare, rimette la prima: Mario la cintura. Si riferma, la mette.
Ciao Mario, il più grande attaccante italiano incompleto, bentornato. | Claudio De Carli, il Giornale, 18 agosto
I discorsi sull’integrazione.
E il fatto che il campione ritrovato (si spera) sia di colore potrà aiutare il processo d’integrazione e il livellamento delle diversità in tempi non felici come quelli dell’era sovranista? Su questo il sindaco ha più di un dubbio. E lo spiega: «L’integrazione, se passa dallo sport, passa dallo sport di base, quello praticato a scuola e nel tempo libero dai ragazzini, che di fronte a una porta di calcio o a un’asticella da superare son tutti uguali». | Massimiliano Del Barba, Corriere di Brescia, 21 agosto
Un uomo da marketing. Più di CR7
«Nelle mie lezioni, agli studenti dico sempre che, da questo punto di vista, Balotelli è più interessante di Cristiano Ronaldo» dice Piero Almiento, docente di Sda Bocconi, program director dei corsi Sport marketing & Sponsorship management — ora anche in versione digitale — e milanista.
Balotelli è più interessante di Ronaldo. Addirittura?
«Ronaldo è un caso totalmente positivo: vince sempre, si allena sempre e ha un comportamento impeccabile, tanto che i tentativi di infangarlo hanno fallito (il presunto stupro a Las Vegas poi archiviato, ndr). In una parola, è perfetto: uno sponsor deve solo decidere quanto pagarlo. Ma è nelle imperfezioni che si riesce a cogliere meglio le potenzialità del marketing. Balotelli rappresenta un rischio: la valutazione degli sponsor, nel suo caso, è più difficile, e per questo più interessante. Se Ronaldo ci dà solo alcune note, con lui possiamo suonarle tutte». | Intervista di Alessandra Troncana, Corriere di Brescia, 21 agosto
A proposito di Ronaldo
Il debutto è previsto il 25 settembre contro la Juve di Cristiano Ronaldo, col quale ha un pessimo rapporto. Non molto tempo fa di CR7 ha detto: “Non paragonatelo a Messi, per favore, per il bene del calcio”. Mario è tornato, prepararsi. | Carlos Passerini, Corriere della sera, 18 agosto
Giocare contro Ronaldo ti esalta?
“No. Non mi interessa proprio”. | Intervista a DAZN