L’inclusività dei Toronto Raptors

Il Guardian dall’Inghilterra racconta che i Toronto Raptors – campioni NBA – hanno lanciato una linea di hijab con il marchio della squadra, come parte di uno sforzo per essere più inclusivi verso gli appassionati di tutte le culture”. I proprietari della franchigia, la Maple Leaf Sports and Entertainment, hanno presentato il capo della Nike con il logo del team in un post sui social media venerdì.
Il direttore marketing Jerry Ferguson attribuisce l’ispirazione dell’operazione a un’organizzazione femminile conosciuta come Hijabi Ballers. “Le donne giocano regolarmente a basket in un campo della comunità associato con la squadra”.
Perché succede a Toronto | Il boom del basket a Toronto è stato una conseguenza della legge sull’immigrazione, che ha portato in Canada 2 milioni di stranieri fra il 1996 e il 2006. Un altro milione è atteso entro il 2021. Il 52% della popolazione e il 66% degli studenti di Toronto sono immigrati. Il basket è stato un acceleratore di integrazione per cinesi, pakistani, filippini e indiani, che dall’hockey su ghiaccio si sono sentiti respinti. Secondo uno studio municipale, il basket è per popolarità al secondo posto dietro il calcio fra gli immigrati, nella fascia fra i 3 e i 17 anni. Ci sono giovani canadesi di seconda generazione per i quali essere di Toronto significa essere prima di tutto tifosi dei Raptors, portando così a compimento la profezia di Tim Leiweke, ex ceo di Maple Leaf: “Un giorno i Raptors saranno più popolari dell’hockey”. 

 

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