La stagione della Marcelliade: sei mesi di fatti e parole. Come è stato gestito Jacobs dopo l’oro mondiale indoor

1 marzo No a Madrid | Ai campionati USA indoor, Coleman corre i 60 metri in 6.45, miglior prestazione mondiale stagionale. Marvin Bracy è secondo in 6.48. Marcell Jacobs rinuncia al meeting di Madrid

 

4 marzo Vuole fare i 200 | Marcell Jacobs nuovo testimonial del pastificio La Molisana, accordo triennale. Al Corriere della sera dice:  «I 200 metri sono una nuova sfida: rispetto ai 100 serve il doppio della preparazione. Quest’anno li disputerò per abbassare il mio record personale». 

 

6 marzo I 100 ai Fori | Repubblica Roma: L’esibizione di Jacobs ai Fori Imperiali torna a essere un caso. Lo è dal giorno dell’annuncio. Registrato il gelo della Federazione italiana sull’evento, considerato d’intralcio al Golden Gala, è la politica a muoversi.  La gara si dovrebbe disputare all’ombra del Colosseo (o vicino all’Arco di Costantino) nella finestra tra il 2 giugno, festa della Repubblica, e il 9. Una data rischiosa, perché nella zona non ci sarebbero 100 metri in piano. Troppi dislivelli metterebbero a rischio i muscoli dei campioni che la nuova agenzia londinese che cura l’immagine dell’uomo più veloce del mondo sta cercando di convincere a partecipare

 

7 marzo La falsa partenza a Belgrado | Meeting sulla pista dei Mondiali indoor. Jacobs corre in 6.56 la batteria alle 17.35 in quarta corsia. Alle 19.42 è squalificato per falsa partenza in finale. La Gazzetta: Ci voleva una falsa partenza, la prima della carriera, complice uno starter un po’ troppo protagonista, per interrompere la striscia stagionale di imbattibilità di Marcell Jacobs. Lui dice: «Non sono arrabbiato, in vista dei Mondiali serviva giusto capire queste cose, non pensare al tempo o al piazzamento. Meglio fare una falsa ora e non tra due weekend. La pista è rialzata, con tante vibrazioni, molto rimbalzante: potenzialmente si può correre veloce, ma va interpretata bene e ho capito come farlo». Il Giornale: Squalifica esagerata

 

10 marzo “Non cambi i piani” | Paolo Marabini, La Gazzetta: In un’annata che verte soprattutto su due grandi eventi all’aperto – i Mondiali di Eugene e gli Europei di Monaco – non corre il rischio, Jacobs, di pagare poi durante l’estate le fatiche della breve stagione indoor, disertata guarda caso dalla maggior parte dei pezzi grossi della velocità mondiale? Vale la pena mettere nel mirino anche questa rassegna iridata, che conta un po’ meno rispetto ai due obiettivi outdoor? La risposta arriva dal precedente più vicino. Un anno fa l’attività in sala del poliziotto bresciano si dipanò sullo stesso numero di gare. Perché non ripetere allora lo stesso percorso?.

 

10 marzo “Il campione della gioia” | A Giulia Zonca, la Stampa:  «Io sono me stesso, mi piace essere… cazzone anche se forse è la parola sbagliata e non spiega davvero il concetto: mi diverto, sono qui a fare quello che mi entusiasma. Dovrei sfoggiare una faccia truce per sembrare più grande grosso e cattivo? Vivo queste gare con piacere, con gusto e gioia, non riuscirei a fingere di essere arrabbiato solo perché lo sprinter da copione deve fare un po’ il bullo. Correre è il mio sogno da bambino, posso solo sorridere e continuare a salutare con enfasi tutti i miei rivali perché sto alle giostre».

 

25 marzo Camossi fa l’agenda | Paolo Camossi alla Gazzetta: «È invitato al meeting di Tokyo dell’8 maggio sui 100, poi sulla stessa distanza il 13 ci sarà la prima di Diamond League a Doha. Ma lo sapete: vorrei farlo debuttare con un 200, meglio se in Italia. Se non ci saranno controindicazioni. In curva, in inverno, abbiamo lavorato: ma dobbiamo evitare stress fisici. Di certo c’è che il progetto del remake della finale olimpica dei 100 ai Fori Imperiali a Roma è concreto. Hanno espresso interesse sei atleti su otto e c’è anche una data definitiva: martedì 14 giugno». 

 

27 aprile In allenamento vola | Marcell Jacobs ad Andrea Buongiovanni, per La Gazzetta: «La settimana scorsa ho fatto i personali in allenamento sui 120 e sui 150». 

Nel primo caso giunge voce di uno scintillante 11″35. «È così: abbiamo alzato il livello di attenzione su tutti i dettagli. E la presenza al mio fianco del fisioterapista Alberto Marcellini, ora quotidiana, si sta rivelando decisiva. Lavora in simbiosi con coach Paolo Camossi, seguendo le sue indicazioni e le mie sensazioni. Mi fa fare la giusta attivazione prima di ogni seduta, il necessario stretching alla fine e al minimo fastidio, valutando ogni situazione, sa dove e come mettere le mani». 

Anche il secondo raduno federale del settore velocità, sulla “sua” pista del Paolo Rosi, a Roma, ha dato i frutti sperati? «Abbiamo fatto ottimi cambi. Uno mio con Desalu, lunghissimo e velocissimo, è venuto come mai. Il professor Di Mulo, il responsabile tecnico del gruppo, quando ha guardato i cronometri, è impazzito: 2″55. Record per una staffetta italiana». 

 

1 maggio Anticipa il rientro senza preparare i 100 | La Gazzetta: La notizia è fragorosa: Marcell Jacobs, diversamente da quanto in un primo tempo stabilito, debutterà nella stagione all’aperto sabato a Nairobi, in Kenya, nei 100 del Kip Keino Classic, In un contesto particolare, sulla carta molto favorevole: in altura, a 1865 metri sul livello del mare, su una pista considerata assai veloce e al cospetto di avversari di tutto rispetto, compresi Fred Kerley, Ferdinand Omanyala e Filippo Tortu

Paolo Camossi dice: «In un primissimo tempo l’intenzione era far esordire Marcell al meeting di Tokyo domenica 8 maggio, per ripartire da dove aveva terminato, in una sorta di omaggio. Poi, considerando il lungo viaggio e le sette ore di differenza di fuso orario, in vista di una stagione tanto impegnativa e con la trasferta di Eugene dietro l’angolo, avevamo preferito rinunciare. Da lì l’idea di una ripartenza inedita, sui 200 del meeting di Savona del 18. Appuntamento confermato: ma con l’anteprima di Nairobi. Il perché è presto detto: tutti i parametri ci dicono che Marcell sia già in un’ottima condizione, da provare a sfruttare subito al meglio. La prova in fondo, seppur con altre modalità, era in calendario da sempre: non ho timori a farlo gareggiare spesso. E averne due nelle gambe prima del grande scontro di Eugene non potrà che fargli bene. Sia chiaro: Marcell non ha scelto di andare in Kenya perché già ci andava Filippo…». 

Camossi – scrive Andrea Buongiovanni – non teme né la lunga mancata frequentazione del bresciano dalla specialità, né il fatto che di recente la preparazione possa essere stata un po’ sbilanciata verso i 200

 

6 maggio Le parole da Nairobi | In conferenza stampa: «Sono qui per correre forte, non faccio previsioni, ma penso di valere anche il personale. Ma cominciare bene sarebbe importante, sebbene prima o poi un passo falso arriverà: vincere sempre è difficile».

 

7 maggio Il virus di Nairobi | La Gazzetta: Nel pomeriggio di ieri è stato colpito da un attacco gastrointestinale. Insieme a lui, ne è stato vittima il fisioterapista Alberto Marcellini, in Kenya insieme a coach Paolo Camossi e al manager Marcello Magnani. I sintomi – non poco frequenti per chi non è abituato a viaggiare da queste parti: a volte basta un bicchiere d’acqua – sono gli stessi per entrambi, dissenteria e qualche attacco di vomito. Quanto basta per debilitare pesantemente il fisico di chiunque e in particolare quello di chi è chiamato a uno sforzo rapido e violento come correre un 100

 

8 maggio Deve riposare | Paolo Camossi al Corriere della sera: «Impossibile presentarsi alla partenza in queste condizioni. Marcell è disidratato, avrebbe voluto correre ma è impensabile rischiare». 

Scrive Gaia Piccardi: Esami del sangue, flebo, antibiotici: la diagnosi parla di un violento virus intestinale (probabilmente legato al cibo), servirà un periodo di riposo e poi di allenamento per tornare allo stato di forma che aveva spinto il campione e il suo allenatore – sull’onda dell’entusiasmo – ad anticipare l’esordio outdoor

 

La Gazzetta: Salvo ulteriori sorprese, atterrerà a Roma Fiumicino – via Amsterdam, dopo il decollo di ieri sera alle 23 italiane da Nairobi – poco prima dell’ora di pranzo. Le ultime 72 ore sono state particolarmente complesse. Lasciandogli in eredità una situazione fisica che andrà approfondita e qualche relativo punto di domanda circa l’immediato futuro agonistico. Sabato sera avrebbe dovuto lasciare il Ruaraka Uhai Neema Hospital dove era ricoverato da venerdì, in realtà è stato dimesso solo nel pomeriggio di ieri. Colpa del persistere del malessere causato dal virus gastrointestinale che lo ha colpito alla vigilia del previsto rientro. Nemmeno ieri, peraltro, le condizioni sono migliorate di molto

 

9 maggio Una settimana di stop | La dottoressa Ferrario alla Gazzetta: «Conosciamo i virus come le nostre tasche, non c’è da essere preoccupati. Certe botte, però, sballano, lasciano il segno. L’entità delle infezioni intestinali dipende dalla carica virale. Per questo sarà opportuno effettuare una serie di accertamenti presso la Scuola di Medicina dello Sport di Roma. Marcell dovrà reintegrare, bere tanti succhi di frutta e stare tranquillo. Il consiglio è non aver fretta. Quando lo rivedremo in gara? Predicherei prudenza, ma dipende da quando riuscirà a rimettersi in piedi e, quindi, a tornare ad allenarsi. Di solito, in situazioni come questa, si perde circa una settimana. I 200 di Savona sono in calendario tra dieci giorni. Vedremo. Di buono c’è che non sono previsti avversari di rango assoluto e quindi…». 

 

10 maggio Non è malaria | La dottoressa Squeo alla Gazzetta: «L’atleta ha un’infezione da rotavirus, tipico delle gastroenteriti dei bambini, ma che può colpire anche gli adulti. La cosa ci fa stare tranquilli, perché non si tratta di un’infezione di origine territoriale. Per esempio, nulla a che fare con la malaria. Potrebbe persino essere stata contratta in Italia, poco prima della partenza. Anche i parametri ematici sono nella norma, con solo qualche indice di infiammazione lievemente oltre. Le condizioni, insomma, al momento sono stabili e non necessitano di ulteriore ricovero. La terapia prevede una normale reintegrazione per bocca. Venerdì, dopo un altro esame delle feci, faremo un ulteriore controllo. Marcell, contestualmente, potrà anche riprendere a fare attività, se pure in modo molto graduale».

 

10 maggio “I muscoli non rischiano” | Paolo Camossi alla Gazzetta: «Non fa un pasto completo da giovedì sera e in questi giorni si è alimentato solo a banane. Ha anche perso circa un chilo di peso. Ma l’equilibrio elettrolitico è buono, non è disidratato e quindi, alla ripresa, non rischierà infortuni muscolari. Quel che poi mi fa essere comunque ottimista è la sua straordinaria capacità di ritrovarsi rapidamente. Lo constato ogni volta che, per qualsiasi motivo, interrompe la preparazione: gli bastano un paio di sedute per tornare al livello in cui aveva lasciato». 

 

12 maggio È già in campo | Dopo il virus che lo ha messo ko in Kenya, Marcell Jacobs intorno all’ora di pranzo, al Paolo Rosi di Roma, è tornato ad allenarsi per testare le proprie condizioni. In mattinata non è però voluto mancare alla presentazione del libro della sua mental coach Nicoletta Romanazzi, Entra in gioco con la testa (Longanesi), di cui ha scritto la prefazione [La Gazzetta dello sport]

 

15 maggio Rientra nel meeting caro a Camossi | Buongiovanni, La Gazzetta: Savona doveva essere e Savona, alla fine, sarà. Marcell Jacobs debutterà all’aperto mercoledì, sulla pista della Fontanassa, correndo i 100 per la prima volta 289 giorni dopo il trionfo olimpico di Tokyo e quel 9″80 da record europeo. A dare l’annuncio l’organizzatore Marco Mura. Il quale è legato a Marcell e al suo allenatore Paolo Camossi da uno stretto rapporto di amicizia, tanto che il poliziotto bresciano sarà della partita per la sesta volta nelle ultime sette stagioni.

 

16 maggio I nuovi impegni presi | Repubblica: Si infittisce ora l’agenda di Marcell Jacobs: esordirà nei 100 mercoledì a Savona, poi correrà a Eugene il 28, al Golden Gala a Roma il 9/6 e anche ai Bislett Games di Oslo il 16/6.

 

17 maggio Il crampo alla vigilia di Savona | Marcell Jacobs alla Gazzetta: «Venerdì notte ho avvertito un crampo violento, pensavo si fosse aperto il muscolo. Mi sono mosso con cautela, è stato solo un indurimento. Il mio fisioterapista Alberto Marcellini, a sua volta colpito dal virus, in queste ore mi ha raggiunto a Savona. Un paio di trattamenti e sarà tutto dimenticato». 

Esce l’autobiografia Flash, edita da Piemme, scritta in collaborazione con Marco Ventura: va in libreria e in edicola insieme a La Gazzetta dello Sport. Andrea Buongiovanni scrive: Come fosse stato studiato: oggi l’uscita in libreria dell’autobiografia, domani a Savona, sui 100, l’esordio stagionale all’aperto

 

19 maggio 10.04 a Savona e il dolore sottovalutato | Corre la batteria in 9.99, vento a 2.3 metri al secondo, oltre la norma. Un’ora e un quarto più tardi, fa 10.04 in finale, vento di 0.3 al secondo. Buongiovanni, La Gazzetta: Alzi la mano chi, insieme a lui, non resta un po’ deluso

Oscar Eleni, Il Giornale: Rompere bene il ghiaccio quando intorno tutto sembra bollire in modo esagerato potrebbe bastare se tu non fossi Marcello Jacobs. Ci fidiamo di chi lo gestisce, di lui, anche se spaventano le soste premio e battimani, tipo il regno della farinata savonese in via Pio, come promesso in TV a Fabio Fazio

Lui dice: «Non ero io, tecnicamente ho avuto pessime sensazioni. Sia nella parte iniziale, sia in quella conclusiva che solitamente è il mio forte. In batteria, dopo 60 metri, mi sono trattenuto, perché ho avvertito alcune tensioni muscolari che poi mi sono trascinato in finale. L’ho vinta, l’ho portata a casa, ma speravo di fare decisamente meglio».

Paolo Camossi alla Gazzetta non si dice preoccupato. «Per niente: sapevo che Marcell non era nelle migliori condizioni, se ne è reso conto e, con due sole zampate, piazzate negli ultimi metri della finale, è riuscito lo stesso a far vedere chi è. Nervosamente ha recuperato quanto successo a Nairobi, muscolarmente resta un po’ addormentato».

Dopo la batteria avete valutato se fosse il caso di correre ancora? «Gli ho solo detto di non spendersi prima in cento cose. Così si è sfilato ed è andato subito a fare le consuete terapie. Gareggiare gli è servito».

E il fastidio al gluteo? «Credo sia solo un indurimento. Anche nei giorni scorsi in allenamento avvertiva fastidi. Gli ho suggerito di cercare agilità e leggerezza, di usare soprattutto i piedi, Ma tutti i parametri sono buoni».

 

20 maggio L’allenamento top secret su una pista malmessa | La Stampa Torino: Atleti amatoriali e allenatori hanno iniziato a darsi di gomito. Sono serviti pochi istanti a realizzare che sulla pista di Cit Turin si era materializzato d’improvviso l’uomo più veloce del mondo. L’uomo-jet azzurro era accompagnato dal tecnico Paolo Camossi per un allenamento top secret: si trova a Torino perché al Salone del Libro presenta la sua autobiografia. Non solo emozione e sorrisi. Ieri al Primo Nebiolo si incrociavano gli sguardi imbarazzati dei tecnici per lo stato della pista di atletica. Marcell Jacobs stava saltellando sulle corsie centrali, con evidenti segni di rattoppi e “bolle”: «Non è all’altezza di un oro olimpico»

 

21 maggio Ospite al Salone e al Giro | Jacobs presenta Flash al Salone del libro di Torino ed è ospite dell’arrivo di tappa del Giro. Lunga intervista con Bruno Ventavoli, La Stampa: «Ho fatto la seconda elementare in una scuola di suore. C’era un cortile che ricordo enorme nel quale giocavamo. Durante la ricreazione ci sfidavamo tra maschietti a corsa per farci belli davanti alle bambine. Chi vinceva aveva diritto al bacio di una compagna e a poter dire che ci stava insieme. Vincevo sempre io, ero così veloce che a volte mi sedevo su una panchina, lasciavo che il gruppo mi raggiungesse, poi mi alzavo, li superavo di nuovo e tagliavo sempre per primo il traguardo. Alla fine mi esclusero dalle gare, consideravano ingiusto che vincessi sempre il bacio. Il destino, e la rabbia dei compagni, mi diedero un segnale chiaro sulla mia futura vocazione».

 

23 maggio Alla presentazione del Golden Gala | «In questa città mi sono trasferito alla fine del 2018, col mio allenatore Paolo Camossi, il posto ideale per fare uno step successivo. Roma mi ha dato tantissimo, mi sono anche tatuato il Colosseo sul braccio: ora voglio restituire tutto quel che di bello mi ha dato. Il Golden Gala è l’appuntamento più importante per me dopo i Mondiali, è incredibile tornare qui da campione olimpico». 

 

24 maggio Ko: niente meeting in USA | Corriere della sera: Un altro contrattempo sulla strada del campione olimpico. La gara più attesa dell’anno, quei 100 metri stellari previsti sabato al Prefontaine Classic di Eugene con lo squadrone degli Stati Uniti d’America (Coleman, Knighton, Kerley, Bracy, Baker, Bednarek, Lyles), non ci sarà. Il precipitoso dietrofront: l’esito di un accertamento diagnostico all’istituto di Scienza dello Sport ha evidenziato una distrazione-elongazione di primo grado, manifestatasi a Savona mercoledì scorso. Dieci giorni di riposo e riabilitazione.

Buongiovanni, La Gazzetta: L’area interessata è quella tra il gluteo e il bicipite femorale della gamba sinistra, in sofferenza già da una decina di giorni, dalle prime sgambate effettuate al campo Paolo Rosi dopo il ritorno da Nairobi e dai relativi due giorni in ospedale causati da un aggressivo virus gastro-intestinale. Facile ora pensare che la doppia volata sui 100 di mercoledì scorso a Savona non abbia aiutato.

 

25 maggio Camossi ottimista per Roma | Paolo Camossi a Franco Fava, Corriere dello sport-stadio: «A Marcell sono stati ordinati dieci giorni di riposo, noi ci atterremo alle terapie prescritte e abbiamo chiesto di intensificare gli accertamenti diagnostici per i prossimi cinque giorni: non per guadagnare tempo ma per essere sicuri del recupero. Martedì c’è in programma una risonanza per valutare l’andamento dell’ematoma. Nulla è compromesso». 

 

1 giugno Niente Roma, niente Oslo | A 43 giorni dai Mondiali l’esito della nuova risonanza magnetica all’Istituto di Scienza dello Sport, dopo un paio di posticipi: Jacobs non ha del tutto recuperato la distrazione-elongazione di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra diagnosticata dalla federazione. Salta Roma il più grande show dell’atletica italiana degli ultimi decenni scrive La Gazzetta, 11 mila biglietti già venduti. È paradossale – scrive Buongiovanni – adesso pensare che tutto sia eredità dalla (maledetta) trasferta a Nairobi di inizio maggio. Al resto – adesso è facile dirlo – ci ha pensato la doppia volata effettuata al meeting di Savona

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera: Era il caso di caricare così tanto – in una gara di secondo piano – un fisico appena uscito da una convalescenza?

 

3 giugno E niente Fori | Repubblica Roma: L’appuntamento era agognato dal sindaco Roberto Gualtieri. Invece, la gara ai Fori Imperiali che nei prossimi giorni avrebbe dovuto vedere sfidarsi Marcell Jacobs e altri sette atleti, è rinviata di un anno

La dottoressa Squeo alla Gazzetta: «Abbiamo valutato insieme anche le immagini della risonanza effettuata giovedì: la distrazione, come noto, è a livello dell’inserzione del bicipite femorale sinistro. Qualsiasi stimolo, su una struttura del genere, sarebbe ora azzardato. È chiaro che per un po’ non potrà gareggiare. È un infortunio frequente, il classico incidente di percorso, soprattutto per un velocista. La letteratura è piena di casi simili. Solo che qui si tratta del campione olimpico»

 

7 giugno Un’altra risonanza | Una nuova risonanza magnetica presso l’Istituto di Scienza dello Sport di Roma. Jacobs posta sui social una foto in cui lo si vede correre sul tapis roulant e lavorare sulla schiena: «Ho tanto peso sulle spalle»

 

9 giugno Il Golden Gala senza di lui | Emanuela Audisio, Repubblica: Guardateci, non siamo più comparse. Siamo quelli da battere. È un Golden Gala-Pietro Mennea diverso, dove gli azzurri non sono più fantasmi. We are the champions. Si riparte da Tokyo, dalla cima del mondo, niente è svanito. Questo dice Gimbo Tamberi quando entra nell’Olimpico e manda baci e infiamma la curva sud, lui che è campione olimpico, ma che qui non ha mai vinto. Questo ripete Marcell Jacobs, che infortunato, non corre, ma in bermuda e maglietta va a prendersi l’affetto e l’omaggio del pubblico in un riabbraccio a Tamberi, come 10 mesi fa, quando in un viaggio al termine della notte l’Italia fece sventolare due tricolori. I 100 metri sono senza discutere dell’americano Fred Kerley in 9″92 che si sbraccia prima del traguardo, eguagliando il suo primato stagionale.

 

14 giugno Di nuovo in pista | Il Messaggero: Riecco Marcell Jacobs in pista. Il campione olimpico è tornato ad allenarsi sul tartan del Paolo Rosi. È una buona notizia per l’atletica azzurra ed è la conferma del decorso positivo del processo di recupero dall’infortunio muscolare (distrazione-elongazione di primo grado), come tra l’altro già avevano evidenziato gli accertamenti a cui Jacobs si era sottoposto il 7 giugno. Ieri pomeriggio, il poliziotto gardenese ha provato qualche scatto e allungo.  

 

15 giugno Le sedute di allenamento sperimentali

Camossi dice che a Savona non c’era nessun problema

Marco Bonarrigo. Corriere della sera: A un mese dalle batterie dei Mondiali di Eugene, il campione olimpico sta preparandosi a offrire la rivincita di Tokyo senza allenarsi su una pista come tutti gli altri ma sprintando su un tappetino lungo un metro e largo 50 centimetri e nella vasca di una piscina. in pratica un protocollo di lavoro alternativo a quello in pista che è molto più di una scommessa: un esperimento per volare in modo controllato.

Paolo Camossi spiega: «È un tappeto senza motore, sensibilissimo e la velocità la determina solo l’atleta e non la macchina. La base curva aiuta a realizzare quel movimento circolare, rotondo delle gambe e della corsa che è quello a cui puntiamo in pista. Anche qui all’inizio Marcell doveva correre con una falcata poco ampia e frequenze elevate per non farsi male e poi recuperava camminando a passi lunghi per compensare. Adesso raggiunge i 35-36 km/h negli sprint più intensi, la velocità di gara, con delle normali scarpe senza chiodi che non l’aiutano a spingere: è un ottimo risultato. Certo, non riusciamo a provare la partenza dai blocchi, quindi la fase esplosiva di gara. È come se preparassimo solo la parte dai 40 ai 100 metri ma per tutto il resto è come se si allenasse in pista o meglio». 

Camossi aggiunge: «Il problema che ha accusato Marcell è una tensione muscolare sotto l’attaccatura del gluteo, nel punto in cui questo si unisce al tendine, che non gli permette di essere elastico e naturale nella corsa facendogli rischiare un infortunio serio da irrigidimento: lui quando è in forma ha fibre morbide come il burro mentre se si contrae sono guai. A Savona il problema non c’era come mostrano le immagini, ma è spuntato qualche giorno dopo facendo scattare l’allarme».

La mental coach Nicoletta Romanazzi, a un evento a Modena: «Marcell? Sta bene, ha recuperato dall’infortunio» (su La Gazzetta di Modena)

 

16 giugno Il dt La Torre dice che lui non sta gestendo il recupero 

Andrea Buongiovanni, La Gazzetta: La risonanza di controllo ha detto che l’infortunio al bicipite è superato Coach Camossi: «Ora con calma verso Eugene». Il poliziotto bresciano rischia di presentarsi all’appuntamento con il peso di un fardello pieno di incertezze sulle spalle. La notizia, infatti, è che l’allievo di Paolo Camossi potrebbe arrivare a Eugene senza aver gareggiato prima

Il dt Antonio La Torre: «Dopo la risonanza ho parlato telefonicamente con il professor Billi. Mi ha confermato che è stato fatto un gran lavoro e che la guarigione è completa. È stato egli stesso, però, a raccomandare molta prudenza. Marcell continuerà ad andare al campo con tranquillità, con piani diversi da quanto preventivato, da aggiornare giorno per giorno. Nessun rischio verrà assunto. Certe decisioni, peraltro, non possono che spettare all’atleta, al suo allenatore e allo staff che li circonda. Io mi rimetto alle loro scelte con totale fiducia».

Jacobs scrive su Instagram: Tra esattamente un mese, tornerò in pista per i Mondiali a Eugene, sto arrivando e voglio tutto

 

22 giugno Assoluti di Rieti o Stoccolma? | La Gazzetta dello sport: È iscritto ai Tricolori di sabato a Rieti, più facilmente sarà il 30 in Svezia. Poi direttamente negli Usa

Corriere della sera: Marcell Jacobs non è stato depennato dalla lista degli iscritti alla gara dei 100 metri dei Campionati Italiani. Il termine per le sostituzioni degli infortunati scadeva ieri e le Fiamme Oro non hanno rimpiazzato l’olimpionico che non gareggia da oltre un mese. Il suo staff non commenta.

 

23 giugno Stoccolma sì, Rieti non si sa |  Tutti i giornali danno per certa la partecipazione alla Diamond League di Stoccolma del 30. Ancora incertezze sugli Assoluti di Rieti. Marco Bonarrigo sul Corriere della sera scrive di un lungo tira e molla e accenna: Possibile anche la sua presenza sabato agli Assoluti di Rieti, quantomeno in batteria.

 

25 giugno Agli Assoluti | Jacobs agli Assoluti c’è.  «Mi sento di correre, il mio corpo chiede di correre», dice. Il Camossi: «L’unico modo di ritrovare l’intensità è gareggiare». A 38 giorni dall’unica gara della sua stagione, corre la batteria in 10.17 alle 19.13 e la finale in 10.12 alle 20.35. Libero: Non convince su una pista storicamente molto veloce. Corriere della sera: Un po’ legnoso nell’azione, con un po’ di timore nel distendere le falcate e sensazioni così così.

Lui dice: «Non sono tornato perché in realtà non ero mai andato via. Sono solo uscito dall’ombra per rientrare in pista qui a Rieti».

 

27 giugno “Va a Stoccolma, niente raduno staffetta” | Paolo Camossi a Sergio Arcobelli, Il Messaggero: «Qualsiasi recettore ieri era alzato, lui ha ascoltato ogni appoggio e movimento dei muscoli, li ha analizzati mentre andava, con un andamento particolare e ristretto nei volumi, insomma si è ascoltato molto. La sua prestazione è anche figlia di questo ascoltarsi troppo. La cosa molto bella, che mi dà fiducia, è che ha fatto due gare. Eravamo partiti convinti di farne una. Marcell mi ha detto: Sto bene, rigareggiamo. Per lui il titolo italiano è importante da onorare. Stamattina l’ho sentito e gli ho chiesto: come stai? E lui mi ha risposto: lo dico piano Bene. Può gareggiare tra tre giorni. Da Stoccolma, poi andremo a Eugene. Non so nulla di questo raduno della staffetta». 

 

29 giugno Le parole alla vigilia di Stoccolma | Marcell Jacobs in conferenza stampa: «Sto abbastanza bene, molto meglio di alcuni giorni fa. Essere qui è importante: questa è una tappa fondamentale verso l’appuntamento iridato. Vincere una medaglia varrà molto più di realizzare un gran tempo: le prime restano, i secondi son fatti per essere battuti. Mi presenterò con poche gare nelle gambe, non sarà facile. Ma nella mia carriera, di facile, c’è stato sempre poco, per cui nulla mi spaventa». Dopo Stoccolma partirà per gli USA e farà base a Beaverton, casa Nike, un paio d’ore da Eugene.

 

30 giugno A Stoccolma non corre. Camossi dice che non sta male | Gaia Piccardi, Corriere della sera: L’ultimo test prima del Mondiale, in una stagione in cui all’aperto ha corso appena due volte a distanza di 38 giorni, sfuma nella mattina di Stoccolma, quando il campione olimpico si alza dal letto con una tensione insolita al gluteo medio. Non è un infortunio e non ha nulla a che fare con il problema al bicipite che aveva tenuto fermo Marcell Jacobs per un mese abbondante, però è un segnale che non può essere ignorato.

Paolo Camossi alla Gazzetta: «Mercoledì pomeriggio, durante la rifinitura, a un certo punto mi ha detto: “C’è qualcosa che non va”. Stava provando le partenze dai blocchi, aveva fatto qualche allungo. Il solito programma, insomma. Ha avvertito di nuovo fastidio al bicipite femorale sinistro, poco più su, sotto al gluteo. Così siamo rimasti al campo ben più di quanto previsto, circa un’ora e mezza, trascorsa anche a farsi manipolare da Alberto Marcellini, il suo fisioterapista. Abbiamo chiesto, senza successo, di effettuare una risonanza magnetica qui a Stoccolma. La faremo appena arriveremo negli Stati Uniti. L’aspetto psicologico su Marcell non influisce per niente. Pochi, come lui, sanno capire il proprio corpo e interpretare determinati segnali. Resto fiducioso, come sempre. Marcell non sta male: sarebbe in grado di fare buone prestazioni. Ma è a mezzo servizio, anzi a due terzi». 

 

6 luglio Camossi esclude il forfait in Oregon e pensa pure alla finale di Diamond | Jacobs si allena al Nike World Headquarters, sede centrale mondiale del colosso dell’abbigliamento sportivo, a Beaverton, Oregon, una quindicina di chilometri a ovest di Portland, 175 più a sud di Eugene. Ovunque silenzio e tranquillità. E un clima quasi sempre temperato, col termometro che ieri, per esempio, è oscillato tra i 15 e 23 gradi. Tutt’intorno splendidi percorsi per correre dalle diverse caratteristiche. E, immersa nella vegetazione, all’interno di un boschetto, una pista a cinque corsie. Una delle più suggestive del mondo scrive Buongiovanni per La Gazzetta

Paolo Camossi gli dice: «Marcell si sta muovendo bene con buone sensazioni. Per non rischiare nulla ha naturalmente mille antenne tese. Complici le festività statunitensi del 4 luglio, solo stamattina è riuscito a farsi visitare da uno specialista. Il fastidio patito a Stoccolma è sempre più marginale e localizzato nella parte bassa della schiena, irradiandosi sul medio gluteo. Domani alle 12 sarà sottoposto a una risonanza magnetica: restiamo fiduciosi. La parola rinuncia, a patto di non incorrere in altri contrattempi, non è proprio contemplata. La freccia resta rivolta verso l’alto. Senza dimenticare che poi ci saranno gli Europei e, al limite, la finale di Diamond League».

 

9 luglio | Avvenire: Il mistero di Jacobs. Il Foglio sportivo: La maledizione olimpica sull’atletica azzurra

 

11 luglio Mei dice che Jacobs potrebbe pure saltare il Mondiale | Il presidente federale a Giulia Zonca, La Stampa: «Le pressioni che hanno oggi i ragazzi noi non le vedevamo neanche da lontano. Jacobs dimostra di essere su un altro pianeta, è lì che ci prova fino all’ultimo quando dopo il titolo olimpico e quello di campione del mondo indoor, con un Mondiale l’anno prossimo, questo avrebbe pure potuto saltarlo. Evitarsi le chiacchiere, invece ci prova fino all’ultimo e sembra che tutto gli scivoli addosso. Ha un’altra testa e deve solo fare attenzione a quello che gli dice il fisico. E pure Gimbo si è dedicato alla missione mondiale». 

La mental coach Nicoletta Romanazzi a Serena Coppetti, Il Giornale: «Mi ha contattato il suo procuratore, l’anno prima delle Olimpiadi. Mi ha detto che seguiva questo ragazzo con un grandissimo potenziale, ma che non riusciva a esprimere in gara, perché andava in tilt anche fisicamente. Gli si indurivano le gambe, si irrigidiva e non riusciva a esprimere quello che vedevano potesse fare negli allenamenti. Lui è venuto qui con il suo allenatore Paolo Camossi, mi hanno un po’ raccontato quello che succedeva, ho capito che se si scioglieva, avrebbe potuto tirare fuori grandi cose. Abbiamo iniziato. Aveva una gara proprio pochi giorni dopo il nostro incontro. Mi ha detto guardami. Mi ricordo che mi è arrivata una sensazione netta, ho visto un grande elastico dietro la sua schiena, come se fosse trattenuto. Lì ho pensato… mamma mia, se si taglia l’elastico vola. E così è stato». 

 

13 luglio Camossi dice che Jacobs non sente più niente e lui rifarebbe tutto

«Non sente più niente, il problema è risolto. Certo poi il corpo ha i suoi tempi per riabituarsi all’alta intensità».

   Per chiarirci: esiste uno scenario in cui Jacobs venerdì non sia sui blocchi dei 100? 

«No. Uno scenario in cui Marcell non corre non esiste. E mi dispiace che qualcuno abbia messo in dubbio la sua presenza a Eugene».

   Gli americani pensano che Jacobs abbia paura di loro: cosa risponde? «Né paura né sudditanza, non avverto nulla di tutto ciò. Se libero di correre, Marcell può fare grandi cose. E comunque ricordo agli americani che la rivincita non sarà qui, ma all’Olimpiade di Parigi tra due anni».

    Ha rimpianti o rifarebbe tutto, dal Kenya in poi? «Ci ho ragionato tanto, la responsabilità è mia. Marcell si è portato il virus a Nairobi dall’Italia: sfortuna, in allenamento stava benissimo. Poi, a Savona, sul primo appoggio in uscita dal blocco un contro movimento ha scatenato l’elongazione e i problemi a cascata. Rifarei tutto, sì. E molto ancora c’è da fare». intervista di gaia piccardi, Corriere della sera

 

14 luglio “L’infortunio è stato smaltito” | Marcell Jacobs alla Gazzetta: «Se sono qui è perché tutto è sotto controllo e i riscontri degli ultimi giorni, fisici e tecnici, sono stati positivi. L’infortunio di Stoccolma è stato smaltito gradualmente, anche se a volte mi limita ancora, come se corressi col freno a mano tirato. Più che muscolare è alla schiena, eredità di un fastidio che ho sin da bambino. Per fortuna si fa sentire più lontano dalla pista che in pista. Non ho rimpianti, rifarei tutto quel che ho fatto. Non penserò a Kerley, agli altri avversari, ai ranking, al cronometro: solo a me stesso. E vada come vada, sono felice di aver vissuto con gioia le due settimane che mi hanno portato sin qui: ho visto la parte bella degli Stati Uniti». 

 

16 luglio Jacobs si ritira dai Mondiali | Marcell Jacobs corre la batteria in 10.04, Fred Kerley in 9.79. Poi il ritiro. Jacobs accusa una contrattura a carico del grande adduttore della coscia destra. Nessuna lesione, ma un «quadro clinico che può mettere a rischio l’integrità muscolare », spiega la Federazione.  Così nasce la rinuncia alla semifinale. Non è più possibile nascondersi che esiste un problema nella gestione di Jacobs. 

 

Lo Slalom del 17 luglio sul ritiro di Jacobs

 

Lo Slalom del 18 luglio con la rassegna stampa e il commento sul ritiro di Jacobs

 

20 luglio Jacobs dà appuntamento a Kerley a Zurigo in Diamond League 

«Ho visto la finale rosicando come un matto, l’ho vissuta davvero male. Lo sport è questo, purtroppo. Ma un’esperienza così mi darà l’energia per tornare in pista ancora più forte. Da Tokyo a dicembre ho avuto tanti impegni fuori pista, è vero. Comunque il Mondiale in sala l’ho vinto, è stato un percorso fluido fino al Kenya, dove è successo l’intoppo che ha condizionato tutta la stagione all’aperto. Forse ho accelerato i tempi per tornare. Spero di affrontare Kerley a Zurigo, nelle finali della Diamond League: nel 2021 l’ho battuto due volte, quest’ anno la sfida è saltata per colpa mia…»

 

25 luglio Spunta una lesione

I nuovi esami a cui si sottopone Jacobs non evidenziano più una contrattura, ma una lesione al grande adduttore della gamba destra. Lo staff medico della Fidal prescrive allora un percorso riabilitativo completo. Il dt Antonio La Torre dice: «È una notizia che non ci aspettavamo, siamo rimasti sorpresi». L’esame è stato richiesto dal medico federale Andrea Billi dopo che a Eugene l’olimpionico era stato valutato attraverso un’ecografia. 

 

26 luglio Il parere di Stefano Baldini

Lei cambierebbe la sua gestione post olimpica se potesse tornare indietro? 

«Sì. Eppure mi sono ritrovato molto nelle parole di Marcell, “con il senno di poi sarebbe stato naturale fare altre scelte”. Impossibile, i campioni vivono con un sacro fuoco che si alimenta di competizione, la cercano quindi un Jacobs che sta bene e vede la possibilità di fare un bel tempo a Nairobi ci va, non aspetta. L’agonismo funziona così e a volte porta pure a débâcle clamorose».

Warholm, che ha il record dei 400 ostacoli, può perdere male e Jacobs no? 

«Il norvegese ha fatto quello che ho fatto io nel 2005: non ero in condizione ma ho gareggiato solo per vincere, accettando la cocente sconfitta. Io mi ero addirittura ritirato alla maratona dei Mondiali di Helsinki. Senza ragionare sulla distribuzione della fatica per arrivare sul podio».  intervista di giulia zonca, La Stampa

 

27-28 luglio Ma andrà lo stesso in pista

Valerio Piccioni, Gazzetta dello sport: Nelle ultime ore, ore più che giorni, c’è un filo di ottimismo che almeno un po’ ha allontanato i fantasmi di lunedì, quando quelle quattro parole, «lesione di primo grado», del comunicato federale avevano cancellato la prima diagnosi dell’infortunio americano, l’ipotesi di una semplice contrattura. Ieri, il medico federale Andrea Billi ha visto Jacobs, studiato i riscontri della risonanza magnetica. Nessun comunicato ufficiale, ma c’è un dato indiretto che lascia ben sperare. Jacobs tornerà al campo domani per una prima seduta «a secco» che interromperà la sequenza palestra-piscina osservata in questi giorni

Chiamarlo test è fuori luogo. Soprattutto tradisce quello che deve essere l’approccio di un percorso di recupero che dovrà tener conto della massima prudenza e che è sintetizzabile dall’imperativo enunciato dal tecnico Paolo Camossi: per ora l’obiettivo è soltanto quello di guarire. Ma in ogni caso, c’è una buona notizia: per Marcell Jacobs oggi sarà il primo giorno di pista nella sua “casa” sportiva, lo stadio Paolo Rosi. La prima volta dopo l’infortunio di Eugene

 

29 luglio Si è allenato

Reduce da una giornata di lavoro in pista, dice: «Ora sta andando tutto per il verso giusto. Certo se penso a due settimane fa… Continuerò ad allenarmi allo stesso modo anche nei prossimi giorni». Il Corriere dello sport-stadio: Agli Europei per battere gli scettici

 

30 luglio L’incontro con il presidente del CONI

Jacobs è a Sabaudia per partecipare nell’ambito della rassegna Mediterranea-La Civiltà blu – a un confronto “sul presente e il futuro dello sport” con Giovanni Malagò.

 

2 agosto È guarito 

Valerio Piccioni, La Gazzetta dello sport: Il primo agosto non poteva tradire Marcell Jacobs. E non l’ha fatto. Un anno dopo, più o meno alla stessa ora in cui l’azzurro si prese l’oro dei 100 metri incrociando dopo il traguardo la felicità impazzita di Gianmarco Tamberi, con tanto di Camera dei deputati che si ferma per applaudire la doppia impresa olimpica e telefonata del premier Mario Draghi, l’olimpionico si è sottoposto a una risonanza magnetica. Obiettivo: verificare lo stato della lesione di primo grado al grande adduttore destro evidenziata una settimana fa e risalente ai giorni del Mondiale di Eugene. E l’esito è stato confortante, riassunto dalle parole del comunicato della Fidal, che parla di «esame ok» e di «nuovo passo avanti». 

Il «nuovo passo avanti», parole del comunicato federale sulle condizioni di Marcell Jacobs, rimbalza anche in direzione delle possibilità della staffetta 4 x 100 agli Europei dopo la delusione dei Mondiali di Eugene”. 

 

6 agosto La Gazzetta dello sport: Jacobs in pista sfida pure il caldo Europei più vicini

9 agosto La Gazzetta dello sport: Jacobs guarito prova e sorride: «Quasi libero di correre»

 

10 agosto La partenza anticipata

Dopo il via libera dei medici e le prove in pista convincenti, la decisione del suo entourage di bruciare i tempi. Marcell Jacobs parte per la Baviera in anticipo, spiazzando anche la federazione

 

11 agosto In isolamento

La Gazzetta dello sport: È anche proprio per “evadere” dalle pressioni romane che il bresciano è partito per la Germania con un certo anticipo. Lui e coach Paolo Camossi soggiornano in un hotel diverso da quello che li ospiterà durante la rassegna e lo stadio olimpico è ancora disponibile

 

12 agosto La doppia mascherina che non mise

Paolo Camossi alla vigilia degli Europei: «Marcell sta correndo libero, si sta divertendo, gli allenamenti sono confortanti. Se siamo qui è perché sta bene e può gareggiare. Siamo arrivati in anticipo in modo da far accendere le spie del suo motore, non avendo gareggiato molto era importante entrare nell’atmosfera, vedere prima lo stadio, abbiamo trovato un bel campo vicino all’albergo, in mezzo a un bosco, e ci siamo allenati qui. Come sempre non facciamo test ma allenamenti monitorati, e le risposte sono positive, mi fido dei miei occhi e delle sue sensazioni. Rifarei tutto? Sì, tutto, ma gli consiglierei una doppia mascherina per evitare il Rotavirus preso in Italia prima di viaggiare a Nairobi. Qualche problema l’ha creato». 

 

16 agosto Il trionfo nei 100 | Marcell Jacobs vince l’oro europeo nei 100 correndo la finale in 9.95, dopo aver destato grande impressione in semifinale, 10 netti frenando vistosamente negli ultimi tre-quattro metri. Ma in finale si presenta con un taping al polpaccio. È di nuovo allarme. 

 

Lo Slalom del 17 agosto con i commenti e la rassegna stampa per l’oro

 

Lo Slalom del 20 agosto con i commenti e la rassegna stampa per la rinuncia alla staffetta

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