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venerdì 30 gennaio 2026

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Fabrizio De André

  

Giannis e i Bucks, come lasciarsi senza ferirsi

È stato bello. È stato bello fino all’anello. Ma il rapporto tra Giannis Antetokounmpo e Milwaukee è arrivato a un punto di non ritorno, anche se nessuno lo sta dicendo apertamente. Le smentite, le mezze frasi, i dettagli contrattuali, ora pure un infortunio, le ipotesi di mercato – tutto serve a costruire un contesto che ci porta lì. I Bucks stanno accettando l’idea di non poter più costruire intorno a lui una squadra competitiva, e Giannis sta accettando l’idea speculare che la sua storia a Milwaukee possa finire senza una richiesta di trade formale.

Milwaukee è fuori dalla corsa al titolo e senza strumenti per rifondare. Giannis è frustrato, ma vuole evitare il ruolo del traditore che chiede di andarsene. Non in pubblico. Questo mai – ha detto a inizio gennaio. Ma Shams Charania, l’insider più portentoso che esista in NBA, ha detto che invece è pronto per una nuova casa. Si stanno lasciando, insomma, ma la cosa più bella della storia è che si stanno preoccupando di lasciarsi con dolcezza. Nel modo più indolore possibile per le parti – che non sono due ma tre. Ci sono pure i tifosi di mezzo in questa storia.

Da mesi diverse franchigie contattano Milwaukee nel tentativo di convincerla a separarsi dal più grande giocatore della sua storia. Finora i Bucks hanno sempre respinto ogni approccio, ma qualcosa sembra essersi incrinato insieme al record della squadra [18 vittorie nelle prime 44 partite]. Il trionfo del 2021 resta un momento storico per la città, ma per Giannis non sembra più sufficiente. Con l’aumentare delle sconfitte e delle pressioni è cresciuta la sua insofferenza verso il contesto. Una volta si domande se intorno a lui ci sia una squadra  che realmente comprende il valore di passargli la palla: non per avere sempre da lui tiri risolutivi, ma per attrarre difensori e lasciar liberi gli altri. Un’altra volta si stizzisce perché il piano-partita non era difficile da mettere a punto. 

The Athletic riassume così con Eric Nehm la situazione: Giannis è fermo per una lesione al polpaccio destro, diagnosticata inizialmente da lui stesso. Pensava di rientrare in 4-6 settimane, previsione confermata da una risonanza magnetica. Invece Doc Rivers non ha fornito una data ufficiale per il ritorno. Milwaukee è 12ª a Est, addirittura dietro ai sorprendenti Hornets. Senza Antetokounmpo, i Bucks hanno un record di 3-12 in stagione. Giannis è sotto contratto fino al 2026-27, con una player option per il 2027-28. Non potrà firmare un’estensione con i Bucks prima del 1° ottobre. In caso di trade prima di quella data, non sarebbe eleggibile per un supermax con la nuova squadra fino a sei mesi dopo lo scambio. E i Bucks non controllano le proprie scelte al primo giro fino al 2031, quindi un eventuale tanking non è un’opzione.
In altre parole, lo scenario è tutt’altro che favorevole per Milwaukee: se Giannis dovesse partire, la dirigenza dovrebbe restare competitiva, recuperare asset al Draft e puntare su giovani di talento.  The Athletic è giunto alla conclusione che sia difficile immaginare qualsiasi scelta che non faccia arrabbiare i tifosi. Sarà amato per sempre e nessun singolo giocatore — o gruppo di giocatori — potrà mai compensare la sua assenza. Alcuni tifosi lo amano così tanto da volerlo semplicemente vedere felice. Potrebbero accettare che fosse arrivato il momento di separarsi, anche sapendo che la cosa spingerebbe i Bucks fuori dalla lotta per il titolo e probabilmente li condannerebbe per anni. Ma servirebbe almeno un giovane di grande prospettiva e una montagna di scelte per rendere digeribile il distacco. È difficile immaginare che i Bucks riescano a massimizzare il ritorno prima della deadline sulla trade. Non ci sono molte squadre con uno spazio salariale sufficiente, un giovane dal potenziale da superstar e abbastanza scelte al Draft per costruire un’offerta davvero convincente. Questo significherebbe dover accettare un’offerta al ribasso o sperare in una proposta disperata. Una cosa sembra certa, altre 29 squadre stanno facendo i conti per capire come portarlo a casa. Che sia entro una settimana o in estate, il futuro di Giannis Antetokounmpo è diventato il grande tema della NBA. Insieme a uno dei più grandi dilemmi della storia dell’umanità. Come lasciarsi senza ferirsi. 

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