Lo Slalom del 11 gennaio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

domenica 11 gennaio 2026

 # 6  giorni agli Australian Open

 

 

     

►  IL SABATO della serie A è cominciato con le vittorie di Roma e Atalanta in zona-Europa. Gasperini ha domato il Sassuolo nel secondo tempo e ha raggiunto il Milan al secondo posto, sebbene in una classifica pien a di asterischi tra gare in più e gare in meno. L’Atalanta ha battuto il Torino e prosegue la sua scalata con Palladino. Ha scavalcato il Bologna e ora è a -3 dal Como [1-1 con il Bologna]. Hanno pareggiato anche Udinese e Pisa.  Oggi Fiorentina-Milan e Inter-Napoli. 

◇  Egitto e Nigeria sono le ultime due nazionali qualificate per le semifinali della Coppa d’Africa. Hanno battuto rispettivamente l’Algeria per 2-0 e la Costa d’Avorio per 3-2. 

◇  Dopo 34 anni c’è un biathleta italiano in testa alla classifica generale di Coppa del mondo. Tommaso Giacomel ha fatto doppietta a Oberhof vincendo l’inseguimento dopo la sprint e s’è preso il pettorale giallo. Racconta Marco Bonarrigo sul Corriere della sera: “L’ultima volta che un biatleta vinse una tappa di Coppa del Mondo pur sbagliando sei centri (su 20) al poligono risale a 25 anni fa: ci riuscì nel 2001 il più grande di tutti i tempi, il norvegese Ole Einar Bjorndalen. Ieri il miracolo si è ripetuto a Oberhof, in Germania, in una giornata gelida e sferzata dal vento. Oggi c’è la staffetta maschile.

◇  Su una pista accorciata e criticata per le condizioni della neve, Lindsey Vonn ha vinto la libera di Zuchensee. Laura Pirovano ha ri-sfiorato il podio [quarta], Sofia Goggia si è piazzata diciassettesima. Il Super-G di stamattina è stato cancellato. 

◇  La partita di campionato del Trapani Basket è finita come l’ultima in Champions League. È durata quattro minuti e 6 secondi con solo sette giocatori a referto. Pugliatti e Sanogo sono usciti dopo la prima azione, i quattro giovani hanno commesso in fretta cinque falli e per regolamento è finita lì. Ma in federazione e in lega deve sembrare normale tutto questo – dopo vent’anni di fallimenti della pallacanestro italiana [se ne parlava qui]. 

◇  Lorenzo Musetti sarà domani uno dei primi-cinque tennisti al mondo, terzo italiano di sempre a riuscirci dopo Adriano Panatta e Jannik Sinner. La qualificazione alla finale di Hong Kong ha prodotto tutto questo, anche se poco fa ha perso contro Bublik. 

 

   

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.

Gabriel García Márquez

 

 

Il buco con l’Olimpiade attorno

C’è una data cerchiata di rosso sul calendario di Milano, e quella data è incredibilmente vicina. Un giorno prima della cerimonia d’apertura dei Giochi che volevano essere dell’autonomia e che sono diventati un peso sulle casse dello Stato, venti minuti prima delle tre del pomeriggio del cinque di febbraio, le hockeyste della Nazionale e quelle della Francia apriranno il programma preliminare dell’hockey su ghiaccio alla Santagiulia Arena, se non fosse che per ora si apre il ghiaccio. Il palazzetto è ancora un cantiere. Così si è svelato per il suo test-event, le finali di Coppa Italia e le finali scudetto organizzate per misurare lo stato dell’arte. Risultato: Ehm. Gli imprevisti si sono mescolati all’entusiasmo, in un week-end che ospita le partite all’interno e gli operai all’esterno.

LEGGI TUTTO QUI

 

Il grande assente: l’hockeista fan di Putin

A Washington hanno un altro tipo di problema. Il suono che fa un disco quando entra in porta sul ghiaccio sta coprendo tutto il resto del rumore intorno ad Alexander Ovechkin, l’hockeista che ha superato Wayne Gretzky per marcature nella classifica di tutti i tempi in NHL . In sostanza il più grande giocatore di oggi, uno dei più grandi di sempre. Il record, il mito, la continuità di una carriera ventennale stanno funzionando come una diga emotiva al contesto politico. Per una volta.

Il 6 aprile scorso Ovechkin ha segnato il suo 895° gol in NHL. Ma come fa notare L’Equipe si tratta di una stella dello sport troppo vicina al potere di Mosca perché sul suo exploit non aleggiassero le ombre di Boutcha o delle maternità bombardate in Ucraina. Eppure, nell’America di Trump come a Washington, le voci critiche sono state rare.

LEGGI TUTTO QUI

 

Hirscher si ferma di nuovo

Dopo tre mesi di esitazioni seguite all’annuncio del suo ritorno alle gare, Marcel Hirscher ha deciso. Non riesce ancora a sciare, non all’altezza del suo passato. La sua stagione finisce qui, alle Olimpiadi non lo vedremo e chissà se in pista a questo punto tornerà mai più. Un anno fa si era ributtato sulla neve carico di entusiasmo e possibilità. Un’euforia che si è progressivamente svuotata per l’irruzione brutale sulla scena della realtà. Avere 35 anni sugli sci non è come averne 25. A meno che non sei Lindsey Vonn.  Ventitreesimo nel gigante inaugurale di Sölden, poi eliminato nei primi slalom stagionali, l’austriaco passato sotto la bandiera dell’Olanda ha dovuto interrompere la stagione scorsa per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Aurélien Gourdon su Eurosport France scrive che Hirscher ha continuato a credere nel rientro, a dichiararlo possibile fino a pochissimo tempo fa. Quella di oggi non è una resa improvvisa, ma una presa di coscienza tardiva. Ancora nel giugno 2025 assicurava che la stagione 2025-2026 sarebbe stata quella giusta: la riabilitazione andava bene, la preparazione atletica era ripresa. A ottobre il debutto era stato rinviato per una malattia. A gennaio, dopo aver annunciato un nuovo rientro imminente, arriva la rinuncia totale”. «Ho deciso per me stesso. Se voglio tornare competitivo in Coppa del mondo, devo fare le cose nel modo giusto. E al momento non è possibile» sono le parole di Hirscher. 

 

La Coppa di Adelboden col pensiero a Crans Montana

Ad Adelboden, per un minuto, tutto si è fermato. Le seggiovie erano immobili, gli sciatori si sono messi in fila, il villaggio se n’è rimasto sospeso sotto la neve che continuava a cadere con una certa indifferenza. Dagli altoparlanti è partito il messaggio che annunciava il minuto di silenzio. Poi hanno suonato le campane, lontane nel villaggio e vicinissime nella cappella tra la pista di Coppa del mondo e la scuola.

A pochi chilometri in linea d’aria, dall’altra parte del massiccio del Wildstrubel, Crans-Montana piangeva le vittime dell’incendio del bar Le Constellation. Una tragedia che per una volta ha ricomposto le fratture sociali, linguistiche e culturali del Paese, come racconta Béatrice Avignon da Adelboden. Se le due stazioni sono separate da una montagna che fa da frontiera tra l’Oberland bernese germanofono e il Vallese francofono, stavolta gli svizzeri hanno messo da parte le loro divisioni. Anche i quotidiani svizzero-tedeschi hanno sospeso le critiche sulla gestione della sicurezza dei loro omologhi romandi.

Il dolore è entrato anche nelle parole di chi è stato chiamato a gareggiare in queste condizioni, con un lutto indicibile e impensabile che resta vivo. Luca Aerni, vicino a Crans-Montana per origine e affetti, ha raccontato la notte delle ambulanze e il peso che si porta addosso da allora. «Da allora ci penso continuamente. Penso tutto il giorno ai feriti, ai loro familiari». Ha vinto Marco Odermatt per la quinta volta, come Ingemar Stenmark a suo tempo. «Nonostante la tragedia che ci sconvolge tutti, il fornaio deve fare il suo pane e noi, sciatori, dobbiamo sciare. Con rispetto. Ma spetta a noi continuare a celebrare la vita».

La festa è stata rimandata. Niente musica, niente spettacolo, solo quaranta luci gialle su uno schermo nero e un messaggio: “Crans-Montana, siamo con te”.

 

Torino

26 giorni a Milano

Il fuoco di Primo Levi e Cesare Pavese

Il fuoco è andato avanti verso Milano, anche se qui su Slalom per due giorni si è fermato. Si è fermato [anche] perché la tappa di Genova dell’altro giorno ha condotto a una scoperta stu-pe-fa-cen-te. Cercando tracce del fuoco nei testi dei grandi cantautori di quella città – ecco, come dirlo – quelle tracce non sono venute fuori. Allacciate le cinture. Né la parola fuoco né la parola fiamma esistono – mai mai mai – nell’intera produzione di 1] Fabrizio De André, 2] Ivano Fossati, 3] Gino Paoli, 4] Luigi Tenco. È una faccenda così piena di stupore che meriterebbe un approfondimento. Forse perché la Liguria è acqua, dice l’amica regale di Slalom

LEGGI TUTTO QUI

 

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

I temi del giorno

 

  Un trenino elettrico contro uno scatolo di Lego

Il Napoli l’abbiamo capito. È una scatola di Lego. È pieno di mattoncini che il bambino Antonio smonta e rimonta contro i dispetti che gli fa qualcuno, una volta gli tolgono le finestre verdi, un’altra volta il tetto rosso, e lui sta là, ci sbatte la testa, smonta e rimonta, senza aver ancora dato alla casetta colorata un assetto stabile e definitivo. Dopo essersi inventato un Napoli post-Lukaku con Hojlund, un Napoli post-De Bruyne recuperando quello con Anguissa e McTominay, un Napoli post-Anguissa con Elmas e Politano a centrocampo, ora deve mettere in piedi un Napoli post-Neres nella partita che l’Inter giocherà per stappare la bottiglia del +7 in classifica. 

LEGGI TUTTO QUI

trucco  Lo stage per Gattuso è sparito

Alessandro Bocci sul Corriere della sera dice che non ci sarà nessuno stage della Nazionale prima dei play-off. Un’altra grande vittoria dell’amministrazione. Gattuso le partite più delicate e importanti della sua gestione dovrà prepararle in smart working. Telefonate ai giocatori, cene di gruppo e un tour de force di gare da vedere dal vivo per studiare se inserire qualcuno nel gruppo. Bocci racconta che il c.t. si è arreso solo quando ha saputo che la Lega non avrebbe rinunciato al posticipo di campionato del lunedì. Così ha deciso di lasciar perdere. Sarebbe stato un raduno per pochi intimi. Una beffa. La morale: La Nazionale è figlia di un dio minore, non un bene primario del nostro movimento. Nella sofferenza, economica e di date, ciascuno guarda al proprio orticello: i club, gli allenatori degli stessi club, ma anche le televisioni che difendono i propri spazi pagati a caro prezzo.

 

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Le analisi

La Nigeria della diaspora

La nazionale nigeriana è diventata negli ultimi anni un posto dove si incrociano appartenenza, opportunità e necessità. Unna squadra di calcio nella quale si incarna il riflesso di un paese che cerca sé stesso attraverso i figli di una diaspora vastissima, ragazzi cresciuti altrove, formati in altri sistemi e richiamati a casa per i grandi eventi internazionali.  Jay Harris su The Athletic ha ricostruito come questa relazione sia stata costruita in modo frammentario, spesso casuale, e perché oggi rappresenti insieme una risorsa e un limite strutturale.

LEGGI TUTTO QUI

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Interpreti

 

 

Rullo, rullo proprio. È quasi rullo

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sorridono e stringono le dita. Il lavoro è finito e fanno quel gesto là. Si strofinano l’indice e il pollice. Se ci fossero Bill Murray e Scarlett Johansson, potremmo chiamarla Lost in Translation. Da noi vuol gesto dire soldi. In contanti. Rullo, proprio rullo [citazione – capitale semantico].  In Corea vuol dire cuore. Affetto. Un affetto minimo, ma dichiarato. 

È una traduzione sbagliata eppure funziona.

LEGGI TUTTO QUI

 

 ▬▬▬▬▬             ▬▬▬▬▬

Il Teleco-Slalom

 Tutto lo sport oggi in tv

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

L’ultimo scroll

 

Come organizzare il tempo libero

  L’11 gennaio nel 1966 è un lunedì e sulle prime pagine dei giornali c’è la morte per un infarto del primo ministro indiano Shastri. Poche ore prima aveva stretto la mano al presidente del Pakistan, Ayub Khan, in un vertice a Tashkent, dove i due paesi si sono impegnati a rinunciare all’uso della forza e a riportare le truppe nelle posizioni in cui si trovavano prima dello scoppio del conflitto per il Kashmir [i giornali del 1966 lo scrivono Cascemir]. Addio a un uomo che evitò una catastrofe, scrive il Corriere della sera. Avercene. 

LEGGI TUTTO QUI

     

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico. 

           

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.