Il viaggio del fuoco: Siena

   

 

Siena

58 giorni a Milano

La traccia olimpica nella piazza del Palio

La fiaccola ha dormito a Siena, dopo essere arrivata in quella Piazza del Campo che è simbolo della secolare tradizione del Palio, “un concentrato di umane sublimità e di estreme follie”, “un bruciante mulinello, furore policromo” ha scritto Mario Luzi [Per il battesimo dei nostri frammenti]. Siena appare nelle sue poesie come un luogo quasi metafisico, una Gerusalemme celeste che lo osserva dall’alto, un luogo di grazia e sofferenza, un segno indelebile nella sua formazione umana e poetica: “Mi guarda Siena, mi guarda sempre / dalla sua lontana altura / o da quella del ricordo…”.

Federico Tozzi era senese di nascita e la sua città è l’ambientazione principale di gran parte dell’opera [Con gli occhi chiusi e Il podere]. Tozzi ha una visione di Siena intima, spesso angosciosa e tormentata, lontana dall’immagine turistica e pittoresca. La “senesità” era una condizione esistenziale, un destino. Scrive: “La mia anima è cresciuta nella silenziosa ombra di Siena, in disparte, senza amicizie, ingannata tutte le volte che ha chiesto d’esser conosciuta”. 

Le luci e i colori di Siena si trovano nelle cronache dei viaggiatori stranieri, gli inglesi prima di tutto. Henry James le ha dedicato un capitolo intero di Italian Hours, descrivendo “la vasta piazza, a forma di ferro di cavallo, dove si tiene il mercato sotto le finestre di quel palazzo merlato dalla cui cornice sporgente si innalza una torre alta e dritta con un movimento leggero come quello di un’unica piuma sul cappello di un capitano”. James racconta: “Arrivai a tarda sera, al chiaro di una magnifica luna … La piazza era priva di qualsiasi presenza umana che potesse raffigurarmi l’anno corrente; cosicché, con l’aiuto del chiaro di luna, ebbi la visione infinita e mezza ora dell’Italia medievale … A Siena tutto fu a lungo intenerito dal tono pittorico; l’operazione del tempo consiste ora nel depositare miseria su miseria. Ma è per la maggior parte una miseria paziente, robusta, simpatica, che calma anziché irritare i nervi”. Ezra Pound invece non si innamorò del panorama o dell’arte come i viaggiatori romantici, ma della sua storia finanziaria. Vide in Siena la prova che un sistema economico equo e non usuraio era possibile, o almeno lo era stato. La sua visione di Siena è quella di un modello civico ed economico da contrapporre alla modernità finanziaria.

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