La rivincita del Manchester su Mary Earps

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La portiera ribelle travolta da ex

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Quando Mary Earps lasciò il Manchester United diciotto mesi fa, disse che lo faceva perché il club si trovava in una fase di transizione, e quella fase – onestamente – non era in linea con il momento in cui sentiva di trovarsi lei nella sua carriera. Il calcio si diverte a sfottere la mazzarella di san Giuseppe, così ieri è accaduto che Earps sia dovuta tornare a Old Trafford da avversaria, con la maglia del Paris Saint-Germain. Il PSG ne è uscito sgretolato, nonostante un punteggio dignitoso [2-1] e Kathryn Batte sul Telegraph si domanda se per caso Earps non sia pentita della scelta. Il giornale inglese scrive che il PSG è una squadra senza ambizione e senza carattere, mentre lo United — pur con limiti strutturali e una rosa corta — mostra ha mostrato spirito di gruppo e senso di appartenenza. Il gol decisivo è nato da un errore della stessa Earps, “un suo lungo rinvio intercettato, all’origine di un’azione da quindici passaggi che ha portato al colpo di testa vincente di Fridolina Rolfo” [bellissimo nome da romanzo sudamericano]. 

Batte mette in luce anche il contesto emotivo: i fischi del pubblico, l’uscita recente dell’autobiografia All In: Football, Life and Learning to be Unapologetically Me — in cui Earps aveva criticato la gestione del suo allontanamento dalla Nazionale — e la sensazione che il club e i tifosi abbiano già voltato pagina. Il cuore dell’articolo è in una frase: “Earps può aver pensato che lasciare lo United le avrebbe dato più chance di vincere trofei, ma a giudicare da questa serata ne è più lontana di prima”. Manca solo un Tié alle fine. 

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