La diciottenne che sarebbe meglio non incrociare mai a pickleball

Ci sono sportive che entrano in campo e trasformano tutto ciò che le circonda. Anna Leigh Waters è tra queste. A 18 anni domina il pickleball mondiale in singolare, in doppio femminile e in doppio misto. «Quando gioco, il rumore svanisce», dice della plasticosa esplosione della pallina che fa impazzire i vicini di condominio e affascina gli appassionati della nuova disciplina. 

La storia di Waters è già raccontata con i toni della leggenda. Ne ha scritto in questi giorni Jason Gay sul Wall Street Journal parlando di una ragazzina di 10 anni che giocava a calcio in Florida e seguiva la madre Leigh nei tornei, una professionista a 11 anni, fino a diventare la migliore giocatrice al mondo. «Per me giocare da pro non sembrava così folle. Se una undicenne lo facesse ora, direbbero Oh mio Dio, è pazzesco», racconta la campionessa, spiegando come la disciplina sia cambiata e cresciuta esponenzialmente.

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Waters non è solo precocità, ma adattabilità. Ha affrontato l’evoluzione tecnica del pickleball — racchette in materiale composito, maggiore velocità e spin — e la crescente concorrenza proveniente dal tennis. «Non puoi essere una grande tennista e diventare la miglior giocatrice di pickleball. Ovviamente saresti molto forte, ma davvero pensi di poter essere la migliore?», riflette.

Il 2025 l’ha vista confermare la sua supremazia in tutte e tre le discipline. Ha collaborato con Andre Agassi, continua a giocare a tennis poche volte l’anno, solo per divertimento. «Non sono male», dice ridendo. Nonostante la fama e i guadagni da record — 3 milioni di dollari nel 2024 secondo Forbes — Waters mantiene la gioia pura del gioco. Si tiene lontana dal burnout che colpisce molti prodigi sportivi. «Chi sa fra cinque anni se dirò, Ok, basta pickleball? Avrei solo 24 anni, sarebbe pazzesco. Ma avrei già avuto una carriera professionistica di quasi 15 anni, che è ancora più folle».

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