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#2 giorni al Giro di Romandia femminile
► CON ARMAND Duplantis a un meeting non bisognerebbe mai distrarsi. Ieri a Budapest ha battuto di nuovo il record mondiale salendo a 6,29. Tra un mese esatto iniziano i Mondiali a Tokyo.
◇ Luis Enrique spiegato ieri sera in una intervista a Sky che l’esclusione di Donnarumma dai convocati per PSG-Tottenham è una scelta sua. Il portiere in una nota successiva si è detto deluso e amareggiato. Il suo agente Raiola a Sky Sport ha aggiunto che era stata accettata l’offerta al ribasso del PSG per il rinnovo del contratto.
◇ L’Inter ha vinto ai rigori per 7-5 l’amichevole con il Monza finita 2-2 dopo 90 minuti. Pio Esposito ha segnato un gol di tacco. Sotto il tacco c’è dell’altro? Pare di sì. Al netto del fatto che parliamo di amichevoli giocate nel pieno di una preparazione atletica, Federico Pistone sul Corriere della sera ha scritto: “La vuole ibrida e imprevedibile, verticale e aggressiva ma a meno di due settimane dal campionato l’Inter di Cristian Chivu resta un cantiere spalancato”. Emanuele Gamba su Repubblica si domanda: “È proprio Lookman, ciò che manca all’Inter? O, per meglio dire, è soltanto Lookman che manca all’Inter o ci sono dei vuoti poco visibili, delle mancanze più sottili e meno percettibili a infragilire una squadra che ha evidentemente chiuso un ciclo ma non ha cambiato pelle, e quindi non sembra che ne stia aprendo un altro? Il campo continua a dare risposte contraddittorie”.
◇ In Spagna il Real Madrid ha giocato la sua prima amichevole precampionato in tv battendo 4-0 il Tirol a Innsbruck, con una doppietta di Mbappé, gol di Militão e Rodrygo.
◇ Compravendita. Il Liverpool vuole Leoni del Parma, il Newcastle ha definito Thiaw dal Milan, l’Atalanta ha offerto 35 milioni al Fulham per Muniz.
◇ Danilo Gallinari ha vinto con i Vaqueros de Bayamon il campionato di Porto Rico e ora può mettersi a disposizione del c.t. Pozzecco per gli Europei [dal 27 agosto]. È stato eletto mvp delle finali e Flavio Vanetti sul Corriere della sera considera: “Incredibile ma vero, questo è il primo successo in carriera di uno dei più grandi giocatori espressi dal nostro basket. Forte però anche sfortunato, aggiungendo che Danilo in qualche occasione non ha intercettato il treno giusto per scelte che non hanno pagato”.
◇ Le tre partite del pomeriggio-sera-notte di ieri a Cincinnati sono finite tutte bene per il tennis italiano: Jasmine Paolini ha battuto l’americana Krueger, Lucia Bronzetti ha eliminato la lettone Ostapenko, Luca Nardi ha passato il turno imbattendosi in un infortunio dell’avversario, il ceco Mensik ritirato dopo un set. Pure Gauff qualificata per la rinuncia di Yastremska. Alcaraz avanti in due, Fonseca fuori. Oggi Sinner sfida Adrian Mannarino negli ottavi.
◇ Anche se battuta da Aryna Sabalenka, la nuova Emma Raducanu allenata da Francisco Roig sta piacendo parecchio alla stampa inglese. Il Times scrive: “È tornata ai livelli euforici del 2021? Non ancora, ma non è mai sembrata così vicina a emulare i suoi giorni di gloria e non ha mai dato l’impressione di divertirsi così tanto come ora”.
◇ Nel protocollo della prossima America’s Cup del 2027 a Napoli sono previsti equipaggi di cinque velisti, almeno una donna e al massimo due stranieri. Non ci saranno più i grinder e i cyclor, cioè i pedalatori con le braccia e con le gambe che generavano l’energia necessaria a muovere le vele dei monoscafi volanti.
◇ Filippo Conca ha trovato una squadra. Conca è il ragazzo che vinse la maglia tricolore di campione d’Italia correndo con una formazione semidilettantistica. È stato ingaggiato con effetto immediato dalla Jyaco AlUla. Debutta a Ferragosto al circuito franco-belga. Si legge qui su Cycling News.
Tra le storie del mondo tu sei quella che mi piace ricordare
La Rappresentante di Lista
I salti spaziali di Duplantis
È come correre una maratona sotto le due ore
A questo punto non si sa se restare strabiliati per il centimetro in più o per l’attitudine all’altezza. Il centimetro in più ha portato Armand Duplantis al primato del mondo per la tredicesima volta nella sua carriera. Nell’inseguimento a distanza che conduce alla leggenda di Sergej Bubka, il ragazzo che chiamiamo Mondo deve ancora colmare un solco: il sovietico-ucraino batté i suoi 14 record del mondo in 13 località diverse, sebbene di due soli continenti, l’Europa e l’Asia. I 6 metri e 29 toccati ieri sera, dodici in più rispetto alla prima volta di cinque anni e mezzo fa, aggiungono il nome di Budapest come decimo puntino sulla cartografia del cuore e dei primati di Duplantis dopo Torun, Glasgow, Belgrado, Eugene, Clermont-Ferrand, Xiamen, Parigi, Chorzow e l’amata Stoccolma: qui i continenti sono tre.
Fanno 12 centimetri in sei stagioni. Per salire da 5,94 a 6,06 Bubka ne impiegò cinque, ma è anche vero che 5,94 balzò in un colpo solo a 6 per la smania di abbattere un muro: trascorsero solo 11 mesi. Lo stallo più grosso arrivò dopo il 6,06. Bubka impiegò allora tre anni per aggiungere un solo centimetro, da Nizza 1988 a Shizuoka 1991 infilò pure una sconfitta agli Europei di Spalato, solo sesto a 5,70: annuncio del suo più clamoroso buco nell’acqua ai Giochi di Barcellona del ‘92, quando andò fuori con tre nulli.
Più del 6,29 sconvolge forse la naturalezza di Mondo a certi capogiri. Il meeting di Ungheria è diventato la 77esima gara in cui ha superato i 6 metri. I tentativi di scavalcare l’asticella oltre quell’altezza sono diventati 115. A un mese dai Mondiali il signore delle vertigini ha risposto così al greco Emmanouil Karalis che credeva di averlo inquietato con il suo 6,08 saltato ai campionati nazionali. Seh.
“Per il grande pubblico – ha scritto Annabelle Rolnin per L’Équipe – Armand Duplantis è un saltatore con l’asta freddo, dotato e anche astuto, uno che batte il suo record mondiale centimetro per centimetro per aggiudicarsi ogni volta un piccolo montepremi, la stessa pratica un tempo adottata dal suo predecessore, Sergei Bubka”. Altri dobbiamo aspettarcene, sebbene l’asticella abbia tremato, ma “solo per mantenere la suspense nella saga più impressionante dell’atletica attuale”, perché il margine con cui è andato con il corpo dall’altra parte, noncurante della gravità, è stato immenso. Ha toccato con le gambe, ma il bacino era ben oltre.
Duplantis aveva sbagliato un tentativo all’ingresso a 5,62, poi un’altra volta a 6,11. Anche il primo tentativo a 6,29 non è riuscito. In una celebrazione più misurata rispetto a Stoccolma, Mondo ha incrociato le braccia davanti al pubblico, prima di essere sollevato in aria da Emmanouil Karalis, perché il popolo dei saltatori con l’asta è tra quelli che hanno cambiato il senso della rivalità, come ha scritto Alessandra Giardini tempo fa su Domani, meglio fratelli che coltelli.
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“Possono essere vincenti, addirittura invincibili, ma i campioni di oggi hanno una priorità: vogliono stare bene, sentirsi parte di qualcosa di buono. In un mondo dove l’odio e i conflitti sembrano essere diventate le modalità standard di rapportarsi con il prossimo, c’è una generazione che dallo sport ha preso tutto il senso: conta il viaggio, non la meta. E il viaggio dello sport non lo fai da solo: per vincere e per perdere hai bisogno degli altri, e nessuno può sapere cosa provi meglio di chi fa la tua stessa fatica. Soltanto uno vince, gli altri perdono”.
ALESSANDRA GIARDINI, Domani
Dopo è andato a baciare la fidanzata, ha posato per un selfie con i genitori e gli allenatori. Ha abbracciato la sorella minore Johanna, 23 anni, anche lei saltatrice con l’asta. Dopo una stagione in NCAA dove ha portato il suo personale a 4,39 m, la studentessa della Louisiana State University ha partecipato alla competizione femminile e l’ha chiusa a 4,16: ottavo posto.
Cosa ti serve per andare ancora più in alto? – avevano chiesto a Duplantis in inverno, dopo i 6,27. «Velocità – aveva risposto – probabilmente è quello su cui lavoro di più: velocità, forza, tecnica, tanti piccoli dettagli che contribuiscono ai grandi risultati. È così che si scoprono nuove informazioni su sé stessi e si trovano modi diversi per vincere. Ci sono sempre dei piccoli modi per migliorare e continuare a progredire».
Secondo i calcoli delle tabelle di World Athletics che convertono in punti crono, misure e prestazioni, i 6 metri e 29 di Duplantis equivalgono a 100 metri corsi in 9.60 da un uomo e in 10.35 da una donna. È come una maratona conclusa sotto le due ore, anzi molto sotto le due ore: 1 ora 59 minuti e 10 secondi.
“Duplantis vuol dire spettacolo. Arrivederci a sabato, in Diamond League a Chorzow, in Polonia: i 6.30 sono dietro l’angolo” ha scritto Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello sport. È la pedana del 6,24 dell’agosto scorso. Sulla mappa c’è già.
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Secondo la NASA Duplantis è oltre la fisica
La scienza ha trovato una formula per calcolare l’altezza massima a cui ciascun atleta può arrivare. La previsione scientifica di un suo salto, secondo la formula di Munroe è di 6,10. Come dire che Duplantis è già 19 centimetri oltre le previsioni della NASA. Dovrebbero dargli il premio Nobel per la fisica. Che in fondo è svedese come lui.
Armand Duplantis nell’archivio di Slalom
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Francia la finale di Supercoppa europea – In Argentina il record del mondo di Duplantis – In Spagna l’esordio del Real Madrid – In Inghilterra la firma di Grealish per l’Everton – In Italia il calciomercato
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I temi del giorno
Il favoloso mondo di Luis Enri’
È folle questa estate parigina. Cinque dipartimenti sono ancora in stato d’allerta rossa per il caldo fino a domani mattina e altri dodici in allerta arancione per i temporali. Non hanno il botulino di Calabria ma nelle ultime due settimane i titoli del Parisien sono tutti orientati sull’apocalisse della listeriosi, ci sono stati almeno 21 casi e decine di formaggi prodotti nella regione della Creuse sono stati ritirati dal mercato. La fonte della contaminazione è ancora sconosciuta. Un ragazzo di 22 anni è stato arrestato a bordo di un’auto rubata con un fucile d’assalto a bordo. I lavoratori della Rer B faranno sciopero la sera del concerto degli AC/DC allo Stade de France. Due uomini hanno urinato su una homeless e i suoi figli. Rumorosi assembramenti di giovani adulti fuori dai loro palazzi stanno diventando un incubo per i residenti di Avenue de Verdun, nel X arrondissement. Questi sales gosses polis, così li vanno chiamando, questi mocciosi fanno schiamazzi sotto l’effetto del protossido di azoto.
È folle questa estate parigina e ci si mette pure il PSG. Non solo prova a diventare stasera la prima squadra francese a scrivere il suo nome sulla Supercoppa europea, ma ci prova senza aver mai giocato un’amichevole di preparazione, a un mese di distanza dalla finale dei Mondiali dei club, a due e mezzo dalla Coppa dei Campioni vinta in Baviera. Ci prova facendosi scoppiare dentro casa un ordigno mediatico di una certa dimensione lasciando fuori dai convocati per la partita uno dei 30 candidati al Pallone d’oro, il portiere delle parate prodigio contro tre squadre inglesi nel cammino verso la Champions, un attentato rivendicato ieri sera in un’intervista a Sky da Luis Enrique, così padrone della scena da poter assumere su di sé la scelta e il rischio di aver consumato lo strappo definitivo con Gigio Donnarumma.
“Dingue, non?” domanda L’Équipe all’interno, una pazzia dice dopo una prima pagina dedicata alla collezione di coppe da completare. Nella sua analisi Vincent Duluc ha scritto che “il PSG sa come restare un club unico anche nella vittoria. Un’ombra calerebbe sul quadro – si legge – se dovesse perdere una seconda finale di fila, un mese esatto dopo essere stati travolti mentalmente, atleticamente e persino strategicamente dal Chelsea, nella prima finale della Coppa del Mondo per club”.
Luis Enrique ha citato solo questioni tecniche, senza fare il minimo cenno alle questioni contrattuali che pure accompagnano l’uscita di scena del portiere italiano dalla Ligue. Esiste una certa distanza tra la visione francese dell’episodio e il nostro turbamento italiano, come sottolinea Loic Tanzi, inviato sempre de L’Équipe da Udine nel suo pezzo di anteprima. Scrive che Luis Enrique avrebbe preferito vivere la vigilia in qualunque altro paese tranne il nostro perché la stampa locale non ha parlato d’altro, “nessuno in Italia capisce come il Paris possa privarsi del miglior portiere del mondo” [miglior portiere del mondo viene scritto tra gli apici]. “La realtà – continua Tanzi – è un po’ più sfumata, con un giocatore consapevole delle volontà della dirigenza ancor prima della vittoria della Champions League”. Un giocatore che secondo il quotidiano sportivo di Francia ha già un accordo con il Manchester City. “Da diverse settimane – dice L’Équipe – il City attende la partenza di Ederson per il Galatasaray per fare progressi più concreti. Nelle ultime ore, i Citizens stanno cercando il modo migliore per accostarci al PSG senza pagare un prezzo così alto, mantenendo il vantaggio attuale sui vicini del Manchester United, che non riescono a costringere André Onana ad andarsene”.
La nota serale con cui Donnarumma ha commentato le parole di Luis Enrique, la nota in cui si dice dispiaciuto, viene definita in Francia l’annuncio della sua partenza dal PSG. Per il Corriere della sera è “l’adieu amaro ma a testa altissima”.
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Qualcuno ha deciso che sono fuori dal gruppo
GIANLUIGI DONNRUMMA
attese
Sì, ma chi gioca
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Secondo i canoni assoluti della tradizione, il PSG non dovrebbe essere neppure lontanamente pronto per una partita del genere, con una sola settimana di allenamenti nelle gambe. Alla domanda su cosa aspettarsi, Luis Enrique ha assicurato di non saperlo nemmeno lui. Ma poiché il calcio è diabolico, nell’estate folle di Parigi tutto è relativo. Anche il Tottenham, peraltro, è una solenne incognita. Ha chiuso la stagione scorsa prendendo 4 gol dal Brighton quattro giorni dopo aver battuto il Manchester United nel derby inglese di finale in Europa League. Ha aperto la nuova con un precampionato da due vittorie [Reading e Arsenal], tre pareggi [Wycombe, Luton, Newcastle], una sconfitta [0-4 dal Bayern] e in mezzo ci ha messo un cambio di gestione, “con l’arrivo del pragmatico Thomas Frank – ha scritto sempre Vincent Duluc – al posto del dogmatico Ange Postecoglou, per portare equilibrio e solidità nell’area degli Spurs”.
Ma la maniera in cui Enzo Maresca dalla panchina del Chelsea ha soffocato il Paris, con la sua aggressività, con le sue rapide incursioni di massa nell’altra metà campo è inevitabilmente un modello, uno spunto per chi vorrà battere ancora il PSG. Il Tottenham ha avuto tre mesi per rimuginare sul modo migliore di affrontare questa nuova macchina di bellezza che è il PSG, un meccanismo incantevole privo di vanità che stasera sfida tradizioni e convenzioni: provare a vincere un trofeo internazionale senza con 7 giorni d’allenamento dopo le vacanze, senza mai essersi passati la palla negli ultimi 31 giorni.
Gugliemo Vicario | Salta il confronto fra due esponenti della scuola tecnica italiana di portieri in giro per il mondo. Ci resta il numero 1 del Tottenham, che peraltro ha un legame personale con la città di Udine, dov’è cresciuto calcisticamente, dove ha adottato un bambino ucraino e dove spesso torna non solo per la famiglia. A Udine lavora Matteo Cencig, personal trainer che lo segue da quattro anni. Gli ha parlato Marina Presello per Sky Sport Insider. Dal 2021 Vicario ha preso 10 chili di muscoli, Cencig dice che la personalizzazione totale dell’allenamento fa la differenza. «Quando Guglielmo fa un test sulle pedane di forza qui a Udine, i risultati vengono caricati sul cloud e lo staff del Tottenham può consultarli in tempo reale a Londra grazie a piattaforme condivise. Dobbiamo adattarci in fretta, per prestazioni veloci e un gioco sempre più spettacolare». L’intervista è per intero qui.
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Le analisi
Lo sguardo di Paolo Di Canio sul calcio
➣ Cosa ne pensa del caso Lookman?
«In Premier non sanno neanche bene chi è Lookman, la richiesta è una esagerazione. Ma l’Atalanta fa la sua parte. Il calciatore invece si sta comportando male: devi allenarti con la tua squadra, anche se te ne vuoi andare. Mettici la faccia e la correttezza. I Percassi finora hanno fatto benissimo a non cedere ai suoi atti di forza».
➣ Di Canio, lei ci va sempre netto nei giudizi. Ha più amici o nemici?
«Io sono a Sky come opinionista tecnico, dovrei sapere di che cosa parlo e lo so. Il mio commento non è mai contro qualcosa o qualcuno. E se non dico le cose come realmente le vedo non faccio bene il mio lavoro».
➣ Lei è stato allenatore, può essere imbarazzante criticare ex colleghi?
«Se un allenatore fa due retrocessioni di seguito è un fatto. Che però non si dice, si parla della partita che ha pareggiato o vinto contro una grande. In Italia sembra sempre tutto bello, sono bravi tutti».
➣ L’Italia andrà al Mondiale?
«Lo spero e me lo auguro ma non è affatto scontato. L’effetto emotivo Gattuso è importante, lui ha voglia e carisma. Ma solo questo non basta, anche Spalletti a modo suo ne aveva anche se in maniera un po’ distorta». – intervista di monica scozzafava, Corriere della sera
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Dai campi
I preliminari di Champions
E dunque sono andati fuori dalla Coppa dei Campioni i finalisti del 1979, i vincitori del 1970, i semifinalisti del 1977 e 1987. Gli svedesi del Malmoe sono usciti travolti a Copenhagen, cinque gol presi in 69 minuti nonostante un parametro di gol attesi di 0.69; gli olandesi del Feyenoord sono stati rimontati e ribaltati dal Fenerbahçe di Mourinho, gli ucraini della Dinamo Kiev fra mille pensieri hanno perso sull’isola di Cipro, nell’incantevole stadio di Pafos.
È andato fuori anche il Nizza. Non è ancora questo il suo livello, ha scritto l’Équipe per l’eliminazione contro il Benfica, 0-2 a LIsbona, stesso risultato dell’andata in casa. Coulibaly è stato “una luce nella notte”, ma una luce nel senso che ha preso 5 nelle cattivissime pagelle del giornale, dove spiccano quattro 3 e cinque 4. Il migliore in campo è stato Aursnes.
Non resta che l’ultimo turno dei preliminari per avere il quadro completo delle partecipanti alla fase campionato. Il grande intruso a questo punto della giostra è il Kairat di Almaty. I kazaki si sono qualificati ai rigori sul campo dello Slovan Bratislava dopo un doppio 1-0 nelle due partite. Il Kairat ha sbagliato il primo rigore con Gromyko, bielorusso, nient’affatto parente dell’ex ministro degli Esteri del Cremlino. Lo Slovan si è fatto parare il quarto con Mustafić e ha calciato fuori il quinto con Barseghyan. A quel punto per i kazaki è andato a calciare un giramondo portoghese che si chiama Jorginho e – davvero – questo Jorginho non ha sbagliato il rigore. Sarà Kairat-Celtic per un posto in Champions League.
La pagina Facebook Calcio da dietro dice che la partita di spareggio più incredibile che ci aspetta è tuttavia Bodo/Glimt-Sturm Graz, “con due delle squadre che negli ultimi tempi hanno saputo costruire meglio in Europa partendo dai giovani e facendo un player trading sapiente e con obiettivi a lungo termine. Cosa non da poco, l’Austria sta perdendo terreno nel ranking proprio a vantaggio di nazioni come la Norvegia, quindi una vittoria del Bodo non farebbe che ampliare il gap”.
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Interpreti
La testa di Montse Tomé è l’ultima che rotola per il bacio di Rubiales
Montse Tomé ha rotto il silenzio. Ha perso la panchina della Nazionale e non è rimasta zitta. In un’intervista a El Larguero di Cadena SER ha detto che il presidente fedrale Rafael Louzán è venuto meno alla parola data. AS dice che “questi sono gli ultimi echi di un conflitto che sembra destinato a protrarsi”.
Sostituire la c.t. della nazionale con Sonia Bermúdez, “una calciatrice magnifica che deve ancora scrivere la sua storia da allenatrice”, è per Nadia Tronchoni su El Pais un esperimento sulla pelle della squadra campione del mondo.
El Pais dice che il curriculum tecnico di Bermúdez è scarso “quanto gli argomenti per difenderne la nomina contro un’allenatrice che invece ha vinto una Nations League, perso in semifinale alle Olimpiadi e in finale agli Europei dopo aver mostrato il miglior gioco in Svizzera. Senza contare che la nazionale oggi è miele rispetto ai recenti periodi turbolenti. Il mancato rinnovo del contratto sarebbe stato comprensibile in un contesto di normalità. Niente a che vedere con il suo arrivo due anni fa a Oliva, dove aveva convocato una manciata di giocatrici più vicine a scatenare una rivolta che a vincere un titolo, come sarebbe stato chiaro qualche mese dopo. Ma superata quella tremenda crisi, molte voci ora chiariscono che i giorni di Tomé erano contati da quando Reyes Bellver ha assunto l’incarico della direzione sportiva in federazione. Tomé ha mostrato la sua vera natura in più di un’occasione, soprattutto con la gestione dell’addio a Jenni Hermoso, doppia vittima in questa storia dopo il bacio dell’ormai ex presidente Luis Rubiales. Chissà cosa sarebbe successo se avesse vinto l’Europeo. Nonostante Jenni. Nessuno avrebbe capito ciò che si capisce oggi, sebbene se solo in parte: Bellver ha un progetto in mente ed è stata ingaggiata per svilupparlo. Ma perché la federazione, presieduta da Rafael Louzán, preferisca Bermúdez a Tomé, rimane un mistero”.
Ieri mattina AS scriveva che nessuna delle calciatrici convocate per gli Europei aveva salutato la c.t. dopo il mancato rinnovo del contratto. Tronchoni riferisce appunto che “c’è chi crede che molte giocatrici aspirassero a una rivoluzione. Forse potranno capirsi di più con il nuovo staff tecnico, ma è Reyes Bellver l’artefice del cambiamento. Solo il tempo dirà se ne è valsa la pena”.
La pagina di calcio spagnolo per il portale Yahoo scrive che “la saga dell’incompetenza è destinata a continuare”. Tomé avrebbe pagato il fatto di essere stata la vice di Jorge Vilda, il suo braccio destro nei giorni in cui i metodi di Vilda erano invisi allo spogliatoio. Era al suo fianco anche nel giorno del bacio di Rubiales e aver escluso Hermoso dal giro della Nazionale – secondo Football Espana – le è costato il sostegno del gruppo. “Le cose sono cambiate rapidamente quando si è rifiutata sistematicamente di convocare Hermoso, dicendo inizialmente di volerla proteggere, prima di cambiare versione nel giro di cinque mesi dicendo che «la sua testa non è nel calcio a causa delle molestie»”.
Nella ricostruzione di El Mundo Montse Tomé era stata promossa c.t. proprio perché si assumesse la responsabilità di far fuori Hermoso. “Con il suo allontanamento – scrive il quotidiano spagnolo – Reyes Bellver ha finalmente fatto piazza pulita del presunto rubialismo. Contestualmente il cda della federazione ha ridotto il budget di mezzo milione di euro”
Cosa c’è di strano in questa storia, si domanda Marca nell’editoriale di Fernando Carreno. Niente, non c’è niente di strano. Anzi è il segno del definitivo sviluppo del calcio femminile in Spagna. “È la solita storia. La solita vecchia storia. Il calcio è così. La popolarità si vede anche da questo. Se qualcuno si lamenta di queste circostanze – si legge – allora si sta lamentando del fatto che il calcio è fatto in questo modo”
Kelly Doualla non va ai Mondiali
Come aveva lasciato intendere il suo coach Walter Monti ieri in una intervista a Repubblica, Kelly Doualla non andrà ai Mondiali delle grandi a Tokyo dopo i due ori agli Europei Under-20. Ha comunicato alla Fidal che per la quindicenne è meglio andare in vacanza così da non compromettere il riposo, la scuola, l’equilibrio e la preparazione della prossima stagione.
Giulia Zonca scrive su La Stampa che se ha deciso lei, “se nessuno l’ha messa in pausa” va bene così. Solo lei può conoscere i suoi bisogni.
“Può essere stanca – si legge su La Stampa – e non ci sarebbe nulla di sbagliato. Se a lei però restassero dei dubbi, a noi rimarrebbero dei dispiaceri. Il desiderio di proteggerla è più che comprensibile. Però andare ai Mondiali non significava non staccare e caricare di lavoro e aspettative: sarebbe stata un’esperienza in mezzo ai grandi. Nemmeno per prendere le misure, non era richiesto, solo per guardare gli altri da vicino, per curiosare dentro al mondo in cui vuole entrare con l’opportunità di ambientarsi senza stress. Una sbirciatina. Una gita sportiva. Vero: avrebbe perso dei giorni di studio, ma li poteva recuperare, magari poi rallentando la ripresa”.
La triplista Erika Saraceni invece ai Mondiali ci vuole andare e lo dice in una intervista a Repubblica. «I miei si sono separati prima che nascessi. Di mio padre ho visto video di qualche gara, quando si trasferì in Abruzzo non ci sono state molte occasioni per conoscersi. Ci ha uniti l’atletica».
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Oggi
Guida allo sport in tv di oggi
Gli ottavi di finale a Cincinnati e il ciclismo da Polonia e Danimarca
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
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