Lo Slalom del 16 luglio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

# 1 giorno agli Europei Under-23 di atletica leggera

 

     

►  GREGORIO PALTRINIERI è appena emerso dalle acque mezze contaminate di Palawan Beach e si è preso l’argento nella 10 km di fondo dietro il tedesco Florian Wellbrock. 

◇  Ieri la Nazionale femminile di pallanuoto ha vinto l’ultima partita del suo girone ai Mondiali battendo per 32-5  Singapore e si è qualificata per gli ottavi di finale: contro la Cina. Poco fa il Settebello ha battuto con gli stessi riguardi il Sudafrica [28-4] e col primo posto nel gruppo andrà direttamente ai quarti di finale. 

◇  Compravendita: la Juventus ha riscattato Francisco Conceiçao dal Porto per 32 milioni. Il Napoli ha fatto le visite a Lang e raggiunto l’accordo con l’Udinese per Lucca [situazione preferibile a un accordo con la Lucchese per Udine]. Marotta ha detto che Calhanoglu non si tocca. Cioè: non è che Calhanoglu – lui – non si tocchi: quelli sono affari suoi. Intendeva dire che il Galatasaray – vabbè. 

◇   La MotoGP ritrova Jorge Martin. Il campione del mondo ha avuto un inizio di stagione parecchio tormentato, tra infortuni e contrasti con l’Aprilia, vado vengo resto scappo, ma nel week-end a Brno dovrebbe tornare in pista. Domani la visita medica decisiva. 

 

 

   

Così è il paradiso. Guardare l’inferno seduti in poltrona

Ascanio Celestini

 

La Norvegia non è il paradiso che immaginiamo

  L’età media delle calciatrici d’élite in Norvegia è di 22,7 anni, significativamente inferiore a quella dei calciatori maschi (26,5). Una precocità che è una coperta corta. È un serbatoio di freschezza che ha consentito al paese di eccellere nell’attività internazionale nell’età delle pioniere. Due titoli europei fra 1987 e 1993, un Un Mondiale vinto nel 1995, un oro olimpico a Sydney cinque anni più tardi. Ma poi qualcosa si è fermato, altre nazioni si sono messe a studiare, dal 2011 la Norvegia non ha più passato i quarti ai Mondiali e nelle ultime due edizioni degli Europei non aveva passato i gironi. 

Uno studio pubblicato su Frontiers ha esaminato i fattori che portano le calciatrici norvegesi di spicco a iniziare presto la carriera, ma soprattutto a chiuderla in anticipo rispetto al resto d’Europa, a un’età relativamente giovane. I risultati dell’indagine mostrano la faccia oscura della luna, come l’entusiasmo iniziale si traduca nel tempo in scarsa motivazione, difficoltà finanziarie, un elevato carico di stress, le lunghe pause da sopportare in caso di infortuni.

Il calcio delle donne è stato riconosciuto dalla federazione solo nel 1976. In  precedenza, come in molti altri paesi, era accettato in termini folkloristici, partite-show. Nel 2019 in Norvegia si contavano 113.000 calciatrici tesserate e la federazione di diceva preoccupata per la loro età media bassa. Lo studio Age of Peak Performance of Elite Women’s Soccer Players ha dimostrato che le squadre nazionali con un’età media più elevata della Norvegia hanno ottenuto risultati migliori dalle Olimpiadi di Londra 2012 in avanti. Un quadro che secondo i ricercatori Connell e Messerschmidt si colloca nell’ambito della mascolinità egemonica. Sostengono che il calcio rappresenti ancora oggi, perfino in Norvegia, una sfera sociale per l’espressione della mascolinità. Così quando arriva l’età adulta, le donne si tirano indietro, legittimando relazioni gerarchiche inique con gli uomini. Le giocatrici d’élite, d’altra parte – si legge nell’abstract dello studio – ottengono condizioni peggiori per praticare il calcio. La mancanza di sicurezza finanziaria porta le donne a dare priorità all’istruzione e al lavoro. 

I dati mostrano che un uomo della nazionale di calcio norvegese guadagna in media 640.000 euro in più all’anno rispetto a una donna. Senza parlare di Haaland. 

SEGUE QUI

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

I temi del giorno

 

   

Le strade di Napoli

Nella città di Partenope oggi girano fotografie di Paolo Condò scaricate dalla rete. Vanno di mano in mano tra quelle fattucchiere sdentate che gli inviati delle tv intervistano e sono sottoposte a riti di ogni genere, con ogni materiale disponibile in natura. Succede perché Condò sul Corriere della sera di stamattina dà il Napoli favorito per il prossimo coso, quello, come si chiama, scrivendo che era dai tempi dell’approdo di Cristiano Ronaldo alla Juventus (2018) che non si registrava in serie A un hype tecnico del valore di quello generato dall’arrivo di Kevin De Bruyne al Napoli

Condò ha scritto che le energie di De Bruyne, Beukema, Noa Lang, Lucca e forse Ndoye colmano le 22 partite giocate in meno quest’anno rispetto all’Inter (noi confermeremmo anche Zerbin), il Napoli dovrà poi prendersi la responsabilità di andare più avanti possibile in Champions, dove i big spender degli altri tornei al momento sembrano lontanissimi. Questo è pane per Antonio Conte, perché per citare una sua battuta famosa — e mai abbastanza rimpianta — non sta entrando con 10 euro nel ristorante da 100, ma almeno una settantina in tasca li ha. Evitando le trappole del menu, può arrivare fino al dolce.

SEGUE QUI

 

 

        

Pedalando verso i Pirenei

La prima metà del Tour se n’è andata. Mille 688 km e 81 metri sono stati percorsi, davanti ne rimangono mille 649 e 99. Quattro corridori si sono passati la maglia gialla, Tadej Pogacar ha perso due volte la maglia gialla, non era mai successo, ma un asterisco dovrebbe aggiungere che l’ha voluto perdere. L’ha data in affitto a Van der Poel sul traguardo di Vire Normandia e a Ben Healy a Le Mont-Dore sul Puy de Sancy, così da evitarsi la trafila imposta dalla routine di podio, premiazione, baci alla folla, il leoncino, l’anti doping, le interviste: un’ora e passa di tempo supplementare sottratto ai massaggi e alla camera d’albergo. 

L’Équipe si fa alcune domande di giornata, alla ripartenza da Tolosa: 1] Ben Healy riuscirà a superare in giallo la tappa di Hautacam di domani e di restare leader fino alla cronometro di venerdì? – 2] cosa può fare di più la Visma per isolare Pogacar e staccarlo? – 3] Evenepoel è in grado di attaccare in montagna? – 4] Bisogna aspettarsi grossi scarti dalla crono-ascesa di Peyragudes lunga 11 km? – 5[ Quali opportunità esistono per i francesi? Per tutt’e cinque le domande del giornale francese spalmate su due pagine la nostra risposta è sempre la stessa di fronte a un titolo con un punto interrogativo: e noi che ne possiamo sapere.

  |  STREAM OF SLALOMNESS Comunque i punti interrogativi nei titoli almeno sono onesti. Una volta, tanti anni fa, luglio 1980, l’estate della riapertura delle frontiere del campionato di calcio agli stranieri, quando tutte le squadre di serie A ne cercavano forsennatamente uno, un venditore ambulante di giornali con carretto a tre ruote attraversò la battigia del Lido Delfini a Scauri tenendo in bella evidenza le copie di Sport Sud che in prima pagina strillavano: Brady al Napoli

Brady era uno dei pochi calciatori stranieri passati di recente in televisione, aveva appena giocato la finale di Coppa delle Coppe con il suo Arsenal. Così un 14enne eccitato si fece passare i soldi dalla madre e corse scalzo verso il venditore di carta e sogni per afferrare il giornale. Avido di sapere, lesse l’attacco del pezzo ancora accanto al tre-ruote. Diceva: Sarà Brady il prossimo straniero del Napoli?. Alla riga-uno sentì il bisogno di restituire il giornale. Fine dello stream of slalomness. 

Che cosa si mangia al Tour de France

Ieri Alexandre Roos se la sarà chiamata di corta [non c’è la sua firma su l’Équipe di oggi] e Filippo Maria Ricci sta tornando a casa, ma prima sulla Gazzetta ci racconta che Tadej Pogacar recupera le energie perdute con una bevanda alle ciliegie amare prescritta da Gorka Prieto, il suo nutrizionista. In gara ci sono gel, barrette, caramelle. Una tappa di montagna richiede anche 120 grammi di carboidrati all’ora, per una giornata in gruppo ne bastano 60

Su El Pais Carlos Arribas racconta che anguria e broccoli sono nel menù giornaliero dei campioni del Tour de France. Le cose cambiano. Bahamontes ai suoi tempi beveva birra scura in cui scioglieva e mescolava un uovo crudo. Almeno questo è ciò che la madre del regista belga Luc Dardenne diceva a suo figlio quando si ammalava: «Prendi questo, lo prende pure Bahamontes in montagna». Oggi si usano l’aceto per prevenire i crampi e il bicarbonato di sodio per rallentare l’arrivo dell’acido lattico. Per il resto, dice Arribas, la fisiologia è entrata in una fase di stallo, con poche novità. Tutti i nuovi sviluppi sono piccole variabili agli assetti aerodinamici di biciclette, ruote, abbigliamento, caschi: questo sì che funziona. Peraltro si vendono. Con l’anguria e i broccoli che ci fai? 

SEGUE QUI

 

De Lie racconta come friggono i pensieri

 

Oggi c’è questa tappa di avvicinamento ai Pirenei, non si sa bene quanto adatta ai velocisti puri, quanto apparecchiata per la fuga dei cani sciolti e per dare un altro giorno di riposo camuffato ai signori della classifica. Una tappa dura dopo un giorno di riposo può fare conquassi, metterne una che faccia da cuscinetto prima di Hautacam è stato carino. 

Il belga De Lie oggi ne parla con L’Équipe e nelle prime righe racconta proprio di aver incontrato Benjamin Thomas nella hall dell’hotel e di essersi sentito spiegare che sì, certo, la tappa è dura come tutte, come sempre, ma che se lui fosse un corridore da classifica, oggi potrebbe starsene al calduccio nella pancia del gruppo. 

De Lie invece al calduccio c’è stato tanto in queste settimane. All’età di 23 anni ha sentito il bisogno di fermarsi. Si è ritirato dopo la Gand-Wevelgem dicendo di aver bisogno di stare a casa con le sue mucche. «Oltre a stare in fattoria, non traevo più alcun piacere dalla vita, mi pesava molto». Se n’è occupata qualche tempo fa Alessandra Giardini su Domani raccontando come il tema della salute psicologica e delle pressioni da sostenere sia caro alle nuove generazioni e incomprensibile a chi è avanti negli anni. 

SEGUE QUI

 

 ▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Le analisi

 

Facciamo il tifo per le Åland agli Island Games

[mentre la scrivana Barnby preferisce di sì]

Gli Island Games invece non erano inattesi. Erano segnati belli grossi così sul calendario, ma è stato un week-end complicato, una cosa, un’altra, bisogna resistere un altro po’. Gli Island Games sono le Olimpiadi delle isole, ma non è che si possono presentare Costanzo Celestino o Pino Taglialatela e gareggiare per nome e per conto di Capri e Ischia. Bisogna essere isole di una certa importanza, ci sono per esempio le Falkland, le Cayman e Sant’Elena, ma per partecipare non è necessario essere stata teatro di guerra né di elusione fiscale né dell’esilio di qualche imperatore. Si può essere stati anche banalmente dentro una canzone dei Dik Dik [l’Isola di Wight], Ci sono le Bermuda, c’è Gibilterra, c’è la Groenlandia – e queste sono facili. Le competenze vanno in difficoltà e scatta il debito in geografia quando c’è da collocare su una mappa Ynys Môn. 

Comunque. Gli sport sono 12, le isole partecipanti sono 24 e il tifo di Slalom va alle Åland Islands, regione autonoma della Finlandia e dichiarato territorio demilitarizzato dal 1850. Ha una sua bandiera e un suo servizio postale separato da Helsinki. Il parlamento ha una sola camera composta da trenta persone e ha legiferato in favore dell’istruzione parentale. La cosa ha attratto molte famiglie dalla Svezia, che si sono trasferite per non mandare i bambini a scuola: è scritto su Ålandstidningen. O vi fidate o usate Google Translate. 

Le Åland Islands hanno aderito all’UE trent’anni fa ma quando Bruxelles ha vietato le vendite in duty-free sui suoi traghetti, la Finlandia ha ottenuto un’eccezione. Così adesso le Åland sono fuori dell’area IVA e l’esenzione consente vendite esenti da imposte sulle barche che fermano a Mariehamn o Långnäs o all’aeroporto. 

Senza gli Islands Games non ci sarebbe stato verso di sapere tutte queste cose, e neppure che i Giochi sono stati dichiarati aperti dalla principessa Anna. Si tengono infatti per la prima volta nella storia alle Orcadi, un arcipelago di 70 isole al largo della Scozia, di cui cinquanta disabitate. Sono nei libri di Tacito e di Plinio il Vecchio. Il Council ha preso così sul serio questa cosa che ha affidato a una amanuense il compito di tenere conto di quanto succede ai Giochi. La scrivana si chiama Gabrielle Barnby e la incredibile assonanza con lo scrivano di Melville ci fa preferire di no, di non smettere di volerne sapere di più. La signora Barnby ha iniziato a raccogliere testimonianze orali dalle varie delegazioni presenti ai Giochi sulla cultura del proprio paese e sulla scrittura. Island Voices diventerà una installazione sonora, i contributi verranno poi trascritti, raccolti e conservati dall’Orkney Museeum. 

Questo piccolo mondo antico tiene la sua cerimonia di chiusura già venerdì – che peccato. Gli ingressi alle gare sono tutti gratuiti e sorpresa delle sorprese, meraviglie delle meraviglie, esiste anche lo streaming. È stato un peccato essersi persi Jersey-Shetland di calcio ieri sera alle sette ma si può rivedere qui con una certa soddisfazione. Oggi è imperdibile il torneo di Lawn Bowls – detto senza troppi giri di parole: le bocce su erba. Si guarda qui

   I link allo streaming degli Islands Games sport per sport – magari c’è qualcuno che preferisce lo squash, vai a sapere

 

 

La MotoGP deve farsi una categoria di riserva

Domenica scorsa al circuito del Sachsenring sono arrivati al traguardo solo 10 piloti dei 22 che partecipano al Mondiale. Un’anomalia, un evento raro, un evento così raro che Mauro Sanchini su Sky Sport Insider si è domandato se non si debba immaginare qualcosa, delle contromisure, perché cadute e infortuni non si possono prevedere ma vanno messe in conto. La sua proposta: le scuderie della classe regina potrebbero cominciare ad attingere dalle categorie inferiori come accade in Formula Uno. 

In passato – spiega – la soluzione era chiamare piloti dai campionati Superbike, atleti di livello abituati e capaci a guidare dei mezzi così potenti e pesanti. Oggi la Superbike invece ha ‘chiuso i battenti’: per motivi contrattuali e/o di sponsor non presta più i suoi piloti alla MotoGP. Anche giustamente. Mentre i campionati nazionali, un tempo di grande prestigio e capaci di forgiare professionisti di qualità che potessero affrontare il salto in caso di necessità, oggi hanno troppo distacco con la MotoGP in termini di prestazioni, regolamento, elettronica e tenuta gomme.

Moto2, aiutaci tu. Il pezzo completo si trova qui: Insider è un servizio premium gratuito per gli abbonati a Sky ma aperto a pagamento anche per i non abbonati alla tv. 

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Dai campi

 

   

Il derby delle Irlande in Champions League

  Per tutte le persone che dalla settimana scorsa si stanno chiedendo chissà cos’avrà fatto il Kuopio Palloseura nel primo turno preliminare di Champions League, ecco, fiuu, il Kuopio ce l’ha fatta. Ha scavalcato l’ostico scoglio moldavo del Milsami con un italianissimo 0-0 fuori casa al ritorno dopo aver vinto 1-0 l’andata. Anche gli svedesi del Malmoe hanno passato il turno – loro che nel 1979 facevano la finale contro il Nottingham Forest. 

Oggi possiamo allora dedicarci al derby di stasera fra la squadra che ha vinto lo scudetto in Nord Irlanda contro quella che l’ha vinto in Irlanda, Linfield contro Shelbourne [0-1 all’andata]. Se il Linfield dà l’idea di essere un nome familiare è perché in effetti faceva regolarmente parte del cast della vecchia Coppa dei Campioni. Nel ‘67 si spinse addirittura ai quarti di finale. La settimana scorsa il suo allenatore David Healy ha detto che la squadra è  pienamente convinta di poter ribaltare lo svantaggio, gol di Mipo Odubeko, passaporto britannico, figlio di genitori nigeriani emigrati a Dublino. Ha cominciato facendo il raccattapalle con lo Shamrock Rovers e all’età di 14 anni si è trasferito a Manchester. Healy fa 100 presenze in panchina e ritiene che i campioni della Premiership irlandese siano ancora in vantaggio, ma allo stesso tempo dice alla BBC che a Belfast adotterà un approccio più offensivo.  Chi passa il turno trova il Qarabag [specialista di azeri-azeri],  mentre l’eliminata accederà al secondo turno preliminare della Conference League, dove incontrerà lo Zalgiris [Lituania].

La pagina facebook Calcio da dietro racconta che il Linfield incarna la parte più oltranzista di Belfast, quella che non ha mai accettato davvero di vedere cattolici con la maglia del proprio club (anche dopo il cambiamento nella policy). Quella che continua ad avere il supporto del governo locale e a giocare nello stadio della nazionale (Windsor Park) al posto di averne uno proprio. Linfield che per blasone e risorse dovrebbe giocare almeno la Conference League, ma il tempo passa e ogni anno la gioca sempre il prossimo.

  20,45  sul sito web di BBC Sport [chissà se con geolocalizzazione]

 

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Interpreti

 

La meglio gioventù di Kelly Doualla

Brescia batte Lucerna 86,7 a 85,6. Ieri tra pomeriggio e sera c’erano due eventi internazionali di atletica leggera in contemporanea. Quello in Lombardia ha avuto una qualità superiore, secondo le tabelle di World Athletics che traducono in punti tempi e misure. Brescia è diventato il 19esimo miglior meeting dell’anno, Lucerna si è piazzata al 23esimo posto. Undici prestazioni sopra i 1.200 punti da una parte e sette dall’altra. Il picco dei picchi si è toccato in Svizzera con il 13.07 corso nei 110 metri ostacoli da Jason Joseph [1241 punti]. Le altre sei migliori performance della serata: il 12.49 di Ditaji Kambundji nei 100 ostacoli a Lucerna [1220 punti], il 13.15 di Dylan Beard e Cordell Tinch sui 110 metri ostacoli a Brescia [1225 punti – Lorenzo Simonelli invece quinto in 13.41], 1:43.56 di Mohamed Ali Gouaned negli 800 di Brescia [1218 punti], i 21 metri e 62 di Leonardo Fabbri nel getto del peso a Lucerna [1218 punti], il 10.92 di Marie-Josée Ta Lou-Smith sui 100 a Brescia [1217]. 

In questi stessi 100 ha impressionato Kelly Doualla, quinta al suo esordio sulla scena internazionale con il primato personale di 11.29, nono miglior tempo italiano di sempre. Doualla compie 16 anni a novembre. Per la serie: questi giovani di oggi non hanno fame. Ha migliorato il record italiano Under-18 e quello Under-20, il primato europeo della sua categoria è lontano quattro centesimi. Il sito della FIDAL dice che ha faccia tosta, un motore pazzesco, fluidità d’azione e non si lascia spaventare. In telecronaca su Sky Nicola Roggero ha ipotizzato che con quel tempo lì potrebbe anche far parte della staffetta per i Mondiali, Stefano Baldini ha detto che mmm, in effetti si potrebbe, anche perché i Mondiali di Tokyo sono in programma a settembre e la scuola sarà appena iniziata, se salti una settimana-dieci giorni di lezioni si possono recuperare. In un’altra fase dell’anno no: Kelly deve prima studiare. 

Altra Italia: Elisa Coiro e Marta Zenoni sotto i due minuti negli 800 metri. Gaia Sabbatini ha vinto i 1.500 in una volata spalla a spalla con Gabriela DeBues-Stafford e al traguardo ha lanciato un grido che si sarà sentito fino a Bergamo Alta. Catalin Tecuceanu ha corso il suo miglior 800 della stagione, un buon mezzo secondo sotto 1:45. Giada Carmassi ha fatto 12.78 sui 100 ostacoli. Sara Fantini ha tirato il martello sopra i 70 metri [71,38] battuta solo dall’oro olimpico Camryn Rogers [76,86]. 

Male lo sprint maschile. Tortu ha finito i 100 in 10.38, Ali li ha finiti per modo di dire, si è rialzato e ha chiuso trotterellando con un dolore in 10.95. Letsile Tebogo si è fatto battere da Jerome Blake per un centesimo: 10.06 a 10.07

Dupont non ha fretta di tornare

Preferisco prendermi il mio tempo, dice Antoine Dupont dalla prima pagina de l’Équipe stamattina, intervistato nel bel mezzo della sua convalescenza, passeggiando tra i padiglioni dell’Expo di Osaka. La sua lunga rieducazione dovrà portarlo a essere di nuovo all’altezza del suo status di numero 1 del rugby mondiale nell’anno dei Mondiali che la Francia non ha vinto mai: missione Australia 2027. 

Una lunga intervistona di tre pagine nella quale Dupont dice che non gli pare una buona idea accelerare i tempi per rientrare. Ha ripreso a correre in Svizzera presso il centro di medicina sportiva dell’ospedale Tour di Meyrin, nel cantone di Ginevra. Ha già escluso di giocare i test match di novembre con la Nazionale. Confessa che ogni tanto si fa prendere dal malopensiero di non riuscire a tornare forte come prima, un crociato è un crociato. 

Dupont si lascia aperta la possibilità di darsi di nuovo alla versione a sette per l’Olimpiade di Los Angeles, dove la Francia dovrà difendere il titolo vinto in casa l’estate scorsa, ma quando gli chiedono se si sente il giocatore francese più forte di tutti i tempi risponde che «non ha molto senso parlarne, la carriera non è ancora finita, se mi ritirerò a 35 anni ne avrò altri 50 per guardarmi indietro, per il momento preferisco guardare avanti»

Racconta che va al cinema con un cappellino e degli occhiali per non essere riconosciuto, ma a Tolosa lo lasciano tranquillo, sono piuttosto rispettosi, «solo perché l’80 per cento dei clienti mi riconosce al ristorante non significa che verranno al tavolo a disturbarmi»

Oh, in ogni caso i Bleus giocano sabato una nuova amichevole a Hamilton contro la Nuova Zelanda dopo il 43-17 della settimana scorsa a Wellington: ma si tratta di una formazione sperimentale. 

  sabato alle 9.05 su Sky

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Oggi

 

Le adolescenti d’Italia che giocano a Hockey

Da tempo l’hockey su prato in Italia manda segnali di progresso e di crescita in campo femminile. È uno sport in cui gli azzurri sono stati alle Olimpiadi solo due volte [1952 e 1960], non vanno ai Mondiali dal 1978, mentre le donne ci sono state nel 2018 e sia per Tokyo sia per Parigi sono state a lungo in corsa per la qualificazione. La federazione sta portando avanti in collaborazione con i provveditorati allo studio, ci sono scuole medie inferiori in cui le ragazzine vengono incoraggiate a provare. Sono progetti che mirano anche a favorire l’inclusione delle figlie degli immigrati asiatici. Non c’è da stupirsi insomma che l’Italia sia presente alla fase finale [a 8 squadre] degli Europei Under-18 di Lille. Tra le donne sì, tra gli uomini no. Le prime due partite sono andate maluccio, 0-12 dall’Inghilterra e 0-8 dall’Olanda, ma stiamo parlando di due scuole tecniche che nelle ultime 8 edizioni hanno portato rispettivamente le squadre in semifinale per 8 volte e al titolo sei volte. Le due volte in cui non ha vinto l’Olanda – nel 2021 e nel 2023 – l’oro è andato alla Germania. Con chi chiude oggi il girone l’Italia? Esatto: la Germania. Ma non importa: sotto i diciott’anni si va agli Europei di Lille anche per vedere com’’è fatta Lille [bellissima] e per imparare a farsi la valigia al ritorno quando non te la fa mammà. La capocannoniera del torneo è per ora una ragazzina inglese, si chiama Biba Mills, e i suoi 6 gol li ha fatti tutti all’Italia. Ha 16 anni e nella Premier League ha segnato 20 gol. 

  12.30  Germania vs Italia  |  12.50 Olanda vs Inghilterra |  19.15  Belgio vs Polonia |  19.35  Francia vs Spagna  –  STREAMING

 

 

Vedere Zoe Bäckstedt al Giro del Belgio

Si comincia con uno sforzo supremo di 3 km e 100 metri a Yerseke, un villaggio di 5mila abitanti famoso, famosissimo, per essere il principale centro europeo per la raccolta di mitili. Quando ne raccolgono così tanti che non si riescono a riconoscere, allora sono dei mitili ignoti. Una volta detta questa solenne scemenza, bisogna aggiungere che c’è una sola top-20 del ranking UCI al via, la polacca Marta Lach, ma al via spicca Ellen Van Dijk come l’unica del gruppo già presente nell’albo d’oro della corsa. L’Italia fa affidamento su Gaia Realini, Barbara Guarischi, Rachele Barbieri e Martina Fidanza. Ma nel cuoricino romantico di Slalom batte un palpito per Zoe Backstedt, la figliola di Magnus, vincitore di una Roubaix tempo fa. La aspettiamo da tre anni. 

[S] #1078 [25 settembre 2022] C’è stato un momento durante i Mondiali di un anno fa, in cui uno dei commentatori di Eurosport ha smesso bruscamente di parlare. Ha mollato il compagno di telecronaca a fare tutto il lavoro e si è messo a singhiozzare, come si sentiva chiaramente in sottofondo. Era suo padre Magnus. Zoe non è l’unica figlia di Bäckstedt a correre in bici. Sua sorella Elynor, 20 anni, ieri mattina se n’è andata in fuga nella corsa delle professioniste. Corre per la Trek-Segafredo e ha due bronzi mondiali a cronometro. Hanno vinto nello stesso giorno la Gand-Wevelgem, una nella categoria U19 e l’altra nella U17.  Papà è quel signore che a sorpresa si prese la Roubaix nel 2004. Ha aggiunto tappe del Tour e del Giro, mamma Megan Hughes è stata campionessa nazionale su strada di Gran Bretagna e Galles. 

Qualche mese fa, la rivista Rouleur è stata a casa loro, in un labirinto di stradine in una piccola città del Galles meridionale. Anche senza Google Maps a guidarmi – scrisse Isabel Best – alla fine avrei individuato la loro casa: è l’unica piena di biciclette sul davanti, un’intera facciata con telai montati, biciclette che occupano il pavimento, un banco da lavoro con attrezzi, una manciata di pneumatici da ciclocross appesi a una porta e ruote, ruote e ancora ruote schiacciate in ogni fessura. Zoë era appena stata sei mesi in Belgio, con Magnus che le aveva fatto da meccanico, soigneur, cuoco e autista, accompagnandola a tutte le gare di ciclocross. Mamma Megan raccontò a Rouleur che aveva solo 23 anni quando decise di ritirarsi. Accadde quando le dissero che non era tra le convocate per le Olimpiadi di Sydney. Prese la bici, uscì per un ultimo giro e quando tornò, aveva smesso.

  18.45  Ciclismo, Giro del Belgio femminile: prologo – DISCOVERY+

 

 

Federica Venturelli

Sono cominciati inattesi gli Europei giovanili su pista. Inattesi per Slalom. Non erano segnati sul grande calendario delle piccole e sublimi cose che accadono giorno per giorno. Si tengono al velodromo Sangalhos di Anadia, questa cittadina di 6mila abitanti a metà strada fra Aveiro e Coimbra. Il suo nome pare che venga da un etimo latino, giacché pure lì i Romani si sono fatti vivi: significa sorgente naturale. Dicono che nel paese ci sia del vino buono, sicuramente c’è un museo a esso dedicato. Il velodromo è dentro un complesso sportivo – in questo caso da non intendersi come una band musicale dedita al jogging o al padel. Nel complesso ci sono piscine in un numero imprecisato, tre campi da tennis, un campo di calcio sintetico e un’area che ha ospitato la finale di Coppa di Portogallo di pallacanestro. Non paghi di tutto ciò, i portoghesi ci hanno infilato dentro una biblioteca e un cinema – in questo caso da non intendersi portoghesi come spettatori non paganti.

Perché tutto sto papiello? Ah sì. Gli Europei inattesi. Al primo giorno ieri è suonato tre volte l’inno di Mameli. Lo scratch è stato vinto da Jacopo Vendramin [16 anni, veneto], lo sprint di squadra femminile da Matilde Cenci, Siria Trevisan, Rebecca Fiscarelli e Agata Campana, l’inseguimento individuale da Federica Venturelli. Inoltre sono arrivati 2 argenti e 2 bronzi. L’anno scorso a Cottbus l’Italia chiuse al terzo posto nel medagliere com 7 ori, 7 argenti e 6 bronzi. 

Di Federica Venturelli si sa che è cremonese, 20 anni compiuti a gennaio, da jr ha vinto la maglia tricolore su strada, in linea, a cronometro e pure a ciclocross. Studia Farmacia perché i genitori ne hanno una. Mattarella l’ha premiata per straordinari meriti accademici mentre la Gazzetta l’ha definita il talento più importante della sua generazione. Tuttobici Tech l’ha chiamata la scienziata volante. Le nonne avrebbero voluto che facesse basket, danza, in alternativa qualunque altra cosa anziché andare in bicicletta. In finale ha raggiunto la britannica Elizabeth Lister quando mancava ancora un km al traguardo. Nell’inseguimento maschile ha vinto Josh Charlton, il ragazzino che l’hanno scorso tolse per qualche ora il record del mondo a Filippo Ganna prima di lasciarlo a Jonathan Milan. 

  13.00  Juniores: Eliminazione a km maschile e femminile, Inseguimento a squadra maschile e femminile |  Speranze: Scratch e velocità a squadre maschile e femminile

 

     

 Guida allo sport in tv di oggi

 Leggi tutto

     

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico. 

           

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.