► Il Napoli ha pareggiato 1-1 il posticipo a Bologna e si è riportato a -3 dall’Inter dopo essersi illuso di poter andare a -1 ◇ La Virtus Bologna ha battuto Treviso e ha agganciato la testa della classifica nella serie A di pallacanestro: i play-off iniziano il 17 maggio ◇ Colpo di scena sentimentale alla Sampdoria, dove per evitare la serie C hanno dato la panchina a Chicco Evani e chiesto a Roberto Mancini di dare qualche consiglio ◇ Lorenzo Musetti e Matteo Berrettini hanno passato il primo turno al torneo di Monte-Carlo
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Inghilterra il dopo derby di Manchester con gli attacchi a Grealish – In Spagna e in Italia l’attesa per i quarti di finale della Champions con Real Madrid e Inter – In Francia la campagna per il Pallone d’oro a Dembélé
prima di tutto
Le ultime tredici partite della Champions
E dunque va così, ci incamminiamo verso le tredici partite che assegnano la Coppa dei Campioni con due squadre inglesi, due tedesche, due spagnole, una francese e l’Inter. Tredici come una volta si diceva per intendere la fortuna al Totocalcio, la fortuna di aver azzeccato tutto, ma proprio tutto, pronostici e colpi avversi, per mettere le mani su un malloppo. Sei delle otto in corsa hanno vinto il trofeo, le altre due hanno giocato e perso una finale. Una delle quattro sfide di questa finestra ha assegnato il titolo in passato.
Quando il gruppo arriva scremato sull’ultima salita raramente c’è spazio per qualche presenza eccentrica. Tuttavia la prima Champions XXL può permettersi di sfoggiare qualcosa di diverso dal Real presente ai quarti per la 13esima volta negli ultimi 15 anni o il Bayern per la 15esima volta negli ultimi 17. La prima Champions XXL può vantarsi di essere la prima dopo un decennio senza uno dei Manchester, la prima dopo quarant’anni ad aver accolto l’Aston Villa fino a questo punto del torneo. Accontentiamoci.
carnet
Le partite di stasera
ARSENAL VS REAL MADRID
BAYERN VS INTER
francia
Un Pallone d’oro per Dembélé
In Francia deve essere partita una campagna per dare il Pallone d’oro a Dembélé, deve essere partita in modo subliminale da tanto, ma solo stamattina è definitivamente chiaro, quando l’Équipe piazza in modo manifesto sulla sua prima pagina Ronaldinho che parla di lui. Parla di lui in una intervista e dice che qua, là, mammamia, e quanto è forte, quanto è bravo, quanto è bello. È così forte, bravo e bello che ha uno stile un po’ brasiliano, anzi anzi «è sconcertante, inventa, provoca».
Ronaldinho è stato Pallone d’oro nel 2005 e pensa che il PSG – sua ex squadra – sia sempre più vicina alla vittoria in Champions. Tutta l’intervista è qui oppure rilanciata da tutti i siti del mondo
Come giudicare Mancini a Genova e Totti in Russia
Corriere della sera: “Mancio, pensaci tu” | Repubblica. “Mancio manda i suoi uomini per salvare la Samp dalla C” | Il Giornale: “Samp aggrappata alla storia per evitare la C: Mancini supervisore, in panchina va Evani” | Il Messaggero: “Le vecchie glorie per salvare la Samp dalla C” | La Gazzetta dello sport: “Pronto soccorso per la salvezza” | Repubblica Genova: “Samp, nuova rivoluzione. C’è il marchio di Mancini” | Il Secolo XIX: “È una lunga storia d’amore” ➔ “Inutile che ce la raccontiamo: a Genova l’argomento più gettonato non riguarda i dazi, e neppure le elezioni comunali”.
La Stampa: “Lo sfuggente Bobby gol torna a casa per riportare lo spirito dei campioni” ➔ Giulia Zonca ha scritto: “Quando torni da un altro mondo, solo un posto ha senso: casa. Roberto Mancini rientra lì, alla Sampdoria, in un posto che è famiglia. Dove è stato felice, coccolato, realizzato, vincente, tra compagni che lo hanno sempre seguito, insieme con l’uomo che è stato fratello e poi se ne è andato, ma Gianluca Vialli abiterà in eterno la Genova blucerchiata. Mancini riprende la relazione più appagante della carriera e ritrova gli affetti certi. Alla Sampdoria gli vogliono bene. Non deve spiegare perché ha piantato in asso l’Italia ed è volato in Arabia, a prendere soldi e insulti. Troppi soldi per non pagare gli insulti, però tornare alla Samp non significa riprendere da quell’incarico interrotto. È un altro viaggio, ha una rotta precisa sulla via dei sentimenti e qualsiasi altro lavoro tra il primo giugno 1997 e il sette aprile 2025 sparisce in questa storia privata”.
Nella sua rubrica Il Caffè per la prima pagina del Corriere della sera, Massimo Granellini ritorna all’antico amore di cronista del pallone e parla di due 10, due numeri 10 con lode o senza, per dire che il bene e il male si scambiano continuamente di posto. “Roberto Mancini – scrive – rappresentava il male quando abbandonava la panchina azzurra in gran tempesta per tuffarsi nei petroldollari del calcio saudita, ma adesso incarna di nuovo il bene perché sembra abbia accettato di dare una mano praticamente gratis al suo vecchio amore, la Sampdoria sul baratro della C. Al contrario Francesco Totti era il simbolo del bene finché rimaneva fedele alla squadra e alla città del cuore, l’eterna Roma, rifiutando altre residenze più remunerative, mentre diventa quello del male appena accetta di volare nella Mosca di Putin in cambio di un assegno a sei zeri, oltretutto per pubblicizzare un evento legato al mondo potenzialmente tossico delle scommesse. Le parabole esistenziali di queste due immensità del pallone servono a ricordarci quanto sia assurdo e limitante il modo binario di giudicare la realtà”.
Gramellini lo spiega dicendo che accade poiché ciascuno di noi «contiene moltitudini». Slalom preferisce ricordare le parole della baronessa di Paolo Sorrentino, quando dice che non sappiamo mai veramente cosa succede nelle case degli altri.
Il valore di aver guidato alla playstation
Se questo è il tempo nel quale un rookie come Kimi Antonelli arriva e stupisce, si piazza per 10 giri in testa a un GP del Giappone quando ne ha corsi soltanto due in precedenza, forse si deve alla straordinaria capacità di apprendimento di una generazione digitale, a suo agio nei test ai simulatori – un agio naturale – per averne avuti altri durante l’infanzia tra le mani: le console. È una suggestione confermata dalle buona prestazioni dell’altro giovanottino Bearman e anche dalla rivelazione di Motorsport. A spingere Max Verstappen verso la vittoria è stato il lavoro al simulatore, al volante di una macchina virtuale, fatto a Milton Keynes da Rudy Van Buren. È stato lui a trovare il set-up usato in gara.
Il Corriere della sera rilancia la notizia e scrive che “il profilo di Van Buren è particolare: dopo aver tentato la carriera sui kart, si è dedicato alle gare virtuali diventando uno dei più forti al mondo. Max è un appassionato di sim racing, lo ha voluto nel suo team (virtuale) e sono anche diventati amici. Dicono sia un mago della preparazione, che provi ogni minimo dettaglio, che la pazienza sia una delle sue qualità migliori. Helmut Marko ha raccontato che è il più veloce al simulatore ed «è un tesoro» per la squadra. Anche se in pista non ha mai guidato una F1”.
Se dunque il quadro è questo, aver guidato per ore e ore alla playstation porta un discreto vantaggio. Oppure è una scemenza passata per la testa di Slalom stamattina. Si vedrà
Nella sua rubrica di critica televisiva per il Corriere della sera, aldo Grasso stamattina si occupa di programmi sportivi e nel finale si sofferma sull’assenza del Giro delle Fiandre dal dai programmi della RAI, che “non ha acquistato i diritti preferendo spendere i soldi del canone per allestire l’orrendo varietà di Carlo Conti o per garantire un programma a Nunzia De Girolamo. Per il pubblico della tv generalista, per il ciclismo di RaiSport è una grave perdita, non solo in termini di offerta ma anche di racconto. Per inciso, il ciclismo insegna che lo sport (come l’intelligenza) non è inclusivo: nelle grandi corse vince sempre il migliore, Tadej Pogacar. Stiamo vivendo uno dei momenti più portentosi della storia del ciclismo con alcuni fuoriclasse che hanno rilanciato questa disciplina, incendiato la passione del pubblico, scritto nuove, grandi storie leggendarie. Peccato non ci sia anche la Rai”.
Guida allo sport in tv di oggi
Le partite di Monte-Carlo
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