Che ne sarà del getto del peso: Dal Soglio apre alla federazione

Dopo giorni in cui la verità poteva circolare solo embedded fra pochi eletti, mentre a noi poveri spettatori arrivava solo un’incomprensibile eco di ammiccamenti e mezzi messaggi in codice, emerge finalmente la natura del disorientamento di Leonardo Fabbri, arrivato agli Europei con la migliore misura al mondo dell’anno e all’improvviso in pedana puff, spento, afflosciato, assai distante dal suo standard, stessa cosa un mese dopo al Mondiale.
La verità adesso sta emergendo in chiaro. Fabbri sta per perdere il suo maestro Paolo Dal Soglio, l’allenatore che lo ha portato nell’élite, fino alla quinta misura di tutti i tempi. Non c’è nessun altro italiano-a oggi nell’atletica che sia al quinto posto di sempre.
Dal Soglio ha offerte dalla Cina e dall’Arabia Saudita, Giorgio Cimbrico su Sport Olimpico ha scritto che la destinazione più probabile è la prima. Dal Soglio ha chiesto alla federazione un adeguamento del suo compenso da 42.500 euro a 60.000 l’anno.
La richiesta è stata respinta, gliene sono stati offerti invece 55.000 se si occuperà anche del peso femminile ma la controproposta è stata respinta. Per 416 euro al mese in una federazione che ha ricevuto 14 milioni 890 mila euro di contributi pubblici da Sport & Salute e dove il presidente si è aumentato lo stipendio da 36.000 a 150.000 euro annui, più benefit.
Ognuno conosce i propri conti e le proprie tasche. Quando si discute di soldi altrui ci si può solo spingere sulla soglia [la Dal Soglia] dei ragionamenti. La federazione ha dovuto trovare risorse per l’ingresso di nuove figure nel settore tecnico, come il vice direttore tecnico Allegretti, il formatore di tecnici federali Sandro Donati, il coordinatore Stefano Tilli – tuttavia rimasto pure a commentare in Rai le gare a cui prendono parte gli atleti della sua federazione [come del resto accade per la pallavolo e per la pallanuoto]. Tutto ciò, scrive Cimbrico, ha creato una situazione nuova: “fette più sottili o, al massimo, conferma delle vecchie cifre”.
Sono scelte. È il senso della parola politica. Decisioni. E dopo le decisioni vengono i risultati, poi le riflessioni, i giudizi, le conseguenze. Intanto, dice Cimbrico, “la concreta possibilità che Dal Soglio lasci ha creato il malessere – mentale e fisico – di Fabbri e di Weir: agli Europei di Apeldoorn e ai Mondiali di Nanchino dalla coppia, alla luce del rendimento offerto in stagione, era normale attendersi quattro medaglie. Non ne è arrivata nessuna. Cosa faranno Fabbri e Weir senza l’uomo che li ha plasmati. A 28 e a 30 anni sapranno ballare (e lanciare) da soli?”.
COSA DICE DAL SOGLIO
Con Paolo Dal Soglio ha parlato Giulia Zonca su la Stampa in un’intervista dopo l’allenatore smentisce di aver rifiutato, lascia intravedere la possibilità di un accordo, ma mette alcuni puntini su una serie di I.
«Per seguire al meglio Leonardo e Zane ci alleniamo e viviamo assieme 11 mesi l’anno. Sono lontano da casa circa 200 giorni. Nelle discipline altamente tecniche non ci si può limitare a un programma ben scritto: la presenza costante a ogni seduta è fondamentale. La cifra richiesta sarebbe servita a lavorare con maggior serenità e più strumenti».
«Se andiamo in Sudafrica non è per vacanza: a Stellenbosch ci sono le migliori condizioni. In Italia no. A Schio, dove ho costruito, con un amico, una pedana e una palestra, fino al 2017 c’è stato un centro di preparazione olimpico. Lasciato andare, non da questa Fidal anche se in struttura oggi ci sono persone che ci lavoravano allora. A Bologna ci prepariamo grazie al comandante dei carabinieri Iuliano che mai ci ha fatto mancare il suo appoggio e ha creduto in me dall’inizio».
A Zonca che gli chiede se altri lo hanno fatto mancare, Dal Soglio risponde: «Non inseguo carezze, vorrei che contassero i progetti per arrivare ai risultati, almeno visto il pregresso, invece si va all’inverso. Si sblocca qualcosa solo dopo la medaglia. Parlo di gratificazione, non sto sulla luna. Mi aspettavo quattro podi dalle indoor che considero un disastro, anche se con certe attenuanti. Tra l’altro, chi dice che l’avremmo fatto apposta è folle: avrei guadagnato più con i premi che con il contratto. Ridicolo. Allenavo Leo pure quando ero a gettone, non c’è nulla che mi dia più piacere. Parlo perché voglio che l’ambiente sia liberato dalle polemiche, non portano a nulla: solo dove c’è serenità si costruiscono i successi. Vale per tutti, non solo per noi».
«Probabilmente accetterò l’accordo proposto della Federazione, però i ragionamenti sono leciti. Ho mostrato a Fabbri e Weir ogni proposta dall’estero, non le accetterò se si tratta di restare stabilmente in un altro continente e non smetterò di allenarli: sono dei figli. Non ho rifiutato: ho detto che bisogna considerare ogni aspetto. Se accetterò, mi impegnerò seriamente per vedere che cosa si può realisticamente fare, però non sarei professionale se non avessi espresso legittimo scetticismo. La potrei considerare una sfida».