Che cosa sta succedendo al Milan

   

La contestazione di San Siro a Cardinale

Milan 22, Roma 13. Era la 14esima giornata. Claudio Ranieri stava per cominciare la sua opera di ricostruzione, Paulo Fonseca era sul punto di essere allontanato dalla panchina. Ora che le giornate sono 27, la Roma è salita a 43, il Milan è due punti sotto. Undici punti di distacco presi in tre mesi, con un sovvertimento contemporaneo e parallelo degli umori del tifo intorno a due delle proprietà americane più in vista del nostro calcio. 

Ne ha scritto Paolo Condò sul Corriere della sera dopo la sconfitta del Milan contro la Lazio e la contestazione della curva a Cardinale.

Il Milan – si legge – non può continuare a giocare nel clima tossico in cui ieri ha perso con la Lazio. Il campionato durerà altri tre mesi, e in mezzo ci sarà il doppio derby di Coppa Italia, occorre fare qualcosa per arrivare a una tregua con la propria gente, perché questo ormai è un incubo, e non ha senso viverlo così fino a maggio.  

Condò scrive che questo del Milan di Cardinale e di Elliott diventerà un caso di scuola nella storia del calcio posseduto dai fondi d’investimento, un manuale del complesso rapporto fra il capitale indistinto e l’amore popolare; un prontuario di cosa non fare per gestire un club da lontano comunicando poco e male un’unità di intenti velleitaria. L’anello di congiunzione fra questi due mondi era Paolo Maldini e liberarsene è stato un gesto di infinita arroganza e scarsa lungimiranza: ma siccome cosa fatta capo ha, e naturalmente un club della portata del Milan non si vende su richiesta né sarebbe eventualmente possibile farlo in tempi brevi, occorre un uomo-garanzia per stabilire una tregua, e il primo che viene in mente è Mauro Tassotti.

Una figura di garanzia, conclude Condò, come quella che la Roma ha individuato in Claudio Ranieri. Ieri peraltro Mauro Tassotti era intervistato da La Stampa sugli anni di Sacchi, su una certa sintonia con Allegri che voleva portarlo alla Juve e sulla sua fama di marcatore ruvido per i 36 punti di sutura a Oriali [«Ricordo pochissimo dell’impatto, il piede che cerca il pallone e lui che entra di testa, tutto, invece, dei giorni successivi: sentirmi descrivere cattivo mi faceva male soprattutto pensando ai miei. Seppi dopo che mamma cercò la famiglia Oriali per scusarsi, io e Lele ci chiarimmo subito»] e il colpo mondiale/micidiale a Luis Enrique [«Un gesto istintivo, non ho certo pensato ora gli do una botta in faccia: allargai il braccio sentendolo addosso ma non immaginavo di fargli tanto male. Ho potuto scusarmi dopo anni, quando allenava la Roma e lo incrociai come vice allenatore del Milan: avevo provato più volte inutilmente»]. 

Tassotti è appena rientrato al Milan nello staff tecnico della squadra Futuro del campionato in serie C.

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