Lo sport cubano alle prese con le restrizioni ai visti per gli USA
Tra i suoi sette principi fondamentali, il CIO considera che “la pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere accesso alla pratica dello sport, senza discriminazioni di alcun tipo rispetto agli altri diritti umani riconosciuti a livello internazionale nell’ambito del mandato del movimento olimpico. Lo spirito olimpico richiede comprensione reciproca con uno spirito di amicizia, solidarietà e fair play”.
Lo ricorda il sito Inside The Games in un articolo che considera come invece tali diritti “sembrino più minacciati che mai – si legge – in vista di Los Angeles 2028 sotto la sorveglianza indiscreta dell’amministrazione ultraconservatrice di Trump e del suo programma personale di manipolazione”.
Il sito segue quotidianamente le vicende e i risvolti del movimento olimpico. È molto letto dentro le stanze del CIO e stamattina mette in fila le inquietudini che si vanno accumulando per i Giochi americani. Secondo un rapporto del New York Times della scorsa settimana, il governo USA ha iniziato a dare istruzioni ai funzionari consolari in tutto il mondo di negare le domande di visto presentate da atlete transgender per gareggiare. Il documento parla di travisamento del sesso nella domanda e minaccia di mettere sotto inchiesta le persone interessate per frode. David J. Bier, direttore associato per gli studi sull’immigrazione presso il Cato Institute, ha detto il mese scorso al Los Angeles Times che sarà un problema enorme e nessuno ci fa caso.
Ora si aggiunge un caso Cuba. La Federazione di pallacanestro ha denunciato che la sua squadra maschile è stata esclusa dalle qualificazioni per la AmeriCup a causa del rifiuto degli Stati Uniti di concedere i visti per una partita decisiva a Porto Rico. Una decisione – spiega Inside the Games – che fa parte di una nuova politica restrittiva contro l’isola cominciata con il secondo mandato di Trump. Solo due giorni prima, Marco Rubio, capo della diplomazia statunitense a cui il presidente ha affidato il compito di assicurarsi di far sapere al CIO che «l’America rifiuta categoricamente la follia transgender», aveva annunciato l’estensione delle restrizioni sui visti alle persone che «confidano sulla manodopera cubana» in particolare i medici in missione all’estero.
Un funzionario del Ministero degli Esteri cubano ha confermato alla France-Presse che gli Stati Uniti hanno sospeso il «meccanismo per richiedere visti a un gruppo di categorie» tra cui «funzionari statali e loro dipendenti, professionisti di sanità, istruzione, sport e cultura».
Dice Inside the Games che il doppio divieto per transgender e per avversari stranieri provenienti da paesi considerati indesiderati rende gli USA un posto difficile da considerare in linea con le politiche di apertura, anche se gli organizzatori scelgono di guardare dall’altra parte, mentre altri come il presidente FIFA Gianni Infantino dichiarano apertamente il loro desiderio di organizzare la Coppa del mondo di calcio più inclusiva di sempre tra un anno e mezzo. Dopo aver inizialmente sospeso i servizi consolari all’Avana durante il suo primo mandato, Trump ha reincluso Cuba nell’elenco degli stati che finanziano il terrorismo a gennaio, costringendo i suoi cittadini a recarsi in un paese terzo per chiedere visti turistici.
«Abbiamo sofferto di limitazioni che vanno oltre la sfera sportiva» ha detto alla AFP la dirigente del basket cubano Dalia Henry, sottolineando che le nuove disposizioni di Washington delineano «un futuro molto duro» per lo sport cubano in vista delle Olimpiadi.
“Come per altre preoccupazioni urgenti riguardanti LA28 e il futuro dello sport globale – scrive Inside the Games – il CIO rimane in silenzio su tali questioni mentre attende che si componga una nuova mappa geopolitica e che la nuova leadership emerga a giugno, quando l’attuale presidente Thomas Bach cederà il potere al candidato che uscirà dalle elezioni di marzo”.
Sul sito del CIO restano in evidenza le parole di sempre: “Il godimento dei diritti e delle libertà stabiliti nella Carta olimpica sarà garantito senza discriminazioni di alcun tipo, come razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altro tipo, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o stato».
La Carta dice che “l’Olimpismo è una filosofia di vita, che esalta e combina in un insieme equilibrato le qualità del corpo, della volontà e della mente. Unendo lo sport alla cultura e all’istruzione, l’Olimpismo cerca di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio, sulla responsabilità sociale e sul rispetto dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale e dei principi etici fondamentali universali”.
Inside The Games chiude il suo intervento scrivendo che “gli organizzatori di LA28 farebbero bene a prendere nota del settimo articolo: l’appartenenza al Movimento Olimpico richiede il rispetto della Carta Olimpica e il riconoscimento da parte del CIO”.
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18 APRILE 2021