I due rigori di Maradona che cambiarono la storia del Napoli

 

È quello che un giorno verrà definito il momento della svolta nel primo anno di Maradona in Italia. Ma la percezione fu immediata. È di svolta che parlano in tempo reale i giornali del 7 gennaio per il 4-3 del Napoli di Diego contro l’Udinese. 

La squadra è andata in campo sotto un nubifragio e un freddo che non ve lo dico e non ve lo ‘conto per salvare la panchina di Rino Marchesi, alla fine di un leggendario ritiro a Vietri sul Mare, nel quale lo spogliatoio si dice tutto quel che si deve dire, Bagni finalmente entra in sintonia con Maradona, Daniel Bertoni tira fuori tutte le perplessità sull’allenatore e si chiariscono. 

“È stato, quello della formazione partenopea, un messaggio chiaro, probante, definitivo. Il destinatario, la società. Il testo del messaggio? Quattro sole parole: Marchesi non si tocca. Il Napoli ieri ha dato la più lampante dimostrazione del suo attaccamento al tecnico. Nella partita più delicata dell’anno – scrive Rosario Pastore sulla Gazzetta – quella decisiva per le sorti di Marchesi, la squadra si e stretta compatta intorno all’allenatore. La vittoria del Napoli sull’Udinese, cercata, voluta, agguantata su un terreno infame, ha questa principale spiegazione”.

Dopo la partita fra le pozzanghere Maradona regala la sua maglia numero 10 al piccolo Federico Taglialatela, un ragazzino di Ischia la cui famiglia è stata sterminata nella strage del rapido Napoli-Milano di Natale. Francesco Rasulo sulla Gazzetta dice: “Non è la prima volta che Maradona calcia due rigori nella stessa partita. Ne aveva tirati due al suo esordio nel campionato argentino, in Boca-Talleres, nel 1976. realizzandoli entrambi. E ne aveva sbagliati due in un’amichevole col Velez qualche anno più tardi, sempre con la maglia del Boca Juniors”. 

«Mi avevano detto che Brini – dice Dieguito – è uno specialista dei calci di rigore. Non per questo ho avuto paura: ho tirato come sempre, per far gol. Sul secondo rigore si è avvicinato Tesser per condizionarmi. Mi ha detto che noi del Napoli piangiamo troppo, per questo ci danno tanti rigori. Si vede che Tesser non ha visto molte partite: contro il Milan ci hanno negato il più grosso rigore che si sia visto mai in una partita di calcio. In questo Napoli c’e la volontà di cambiare tutto, e la vittoria con l’Udinese segna una svolta nel nostro campionato».

In effetti l’arbitro ne combina parecchie. La Stampa con Giulio Accatino scrive che è stata sbagliata la designazione. Per una partita così delicata è stato mandato un arbitro troppo giovane e inesperto. È Tullio Lanese. Piero Dardanello su Tuttosport interviene con un fondo in prima pagina e in una domenica di molti rigorini dati e tanti rigoroni non visti dice che “il regolamento è soltanto uno”. 

 

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