L’elogio di Barella fatto da Rivista Undici
Con due gol al Como, in una partita che profumava di Matteoli e di Hansi Müller, l’Inter si è rimessa nel solco del Napoli [a -1] e dell’Atalanta [a -3], avendo ancora la partita di Firenze da recuperare. Opta offre un numero su tutti e riguarda Hakan Çalhanoglu, partecipe in 150 gol nei 5 maggiori campionati europei [76 gol +74 assist] da quando nel 2013 è arrivato in Germania dalla Turchia. Solo altri 4 giocatori hanno un contributo superiore: De Bruyne [223], Marco Reus [172], Ángel Di Maria [170], Dimitri Payet [162]. Ieri ha servito l’assist per l’1-0., Inzaghi ha ritrovato Barella, che per il Corriere dello sport-stadio aveva “due gol potenziali sul taccuino, ma sia Lautaro che Dimarco non lo servono preferendo tirare invano”.
Rivista Undici lo chiama un giocatore tridimensionale. Alberto Neglia ha scritto che “il calcio di Barella è sempre meno visibile, sempre più ricercato, sempre più per pochi. Le partite di Barella, anche quando non fa gol sono piene di cose, come se fosse contemporaneamente gambe, testa e cuore. Sa destreggiarsi nel traffico del centrocampo ricorrendo a un gioco quasi street, che include virtuosismi – colpi di tacco, lanci di prima, elastici in spazi stretti – da giocatore skillato” [ehm ndSl] “ma quasi sempre in zone di campo nascoste. Si passa sempre da lui, anche quando non te ne accorgi. Forse la chiave del cambiamento, del famoso clic, risiede nella libertà mentale acquisita dal giocatore nelle più recenti stagioni. È probabile che, oltre al compagno Mkhitaryan, Barella abbia studiato anche da Luka Modric, forse il campione invisibile per antonomasia, vista la frequenza con cui ricorre ai tocchi di esterno, marchio di fabbrica del 10 del Real, tanto da averne fatto un suo tratto stilistico Un giocatore che ha smesso di sbracciarsi se un compagno sbaglia la giocata, che ha modificato il suo linguaggio del corpo in campo”.
Fiorentina-Udinese
Dinanzi alla rimonta subita contro l’Udinese dopo il vantaggio immediato di Kean, Federico Castiglioni su Sportellate parla di un limite della Fiorentina, “non saper reagire a partite non (più) in controllo. Se l’Udinese, chiamata a condurre il gioco in svantaggio, aveva mostrato limiti di esecuzione e di lettura nei tentativi di aggiramento del blocco basso viola, il cambio d’inerzia (e di risultato) della partita riporta la squadra di Runjaic su un terreno di maggior comfort. è mancata la capacità di alzare il forcing e di resistere alla tentazione di difendersi saturando l’area (una delle cause del raddoppio di Thauvin). Ma alle pecche generali di gioco si sommano, con diversa gravità, quelle individuali: oltre al regalo di Ranieri sull’1-1 di Lucca e agli errori di Kean, c’è l’ennesima prova tutto sacrifico ma priva di spunti di Colpani, c’è un Adli apparso troppo sottogamba, c’è il diffuso impatto modesto dei subentrati, in particolare di Gudmundsson, che conferma di esser lontano dalla migliore condizione. [Sportellate è un’associazione culturale e a questo link si diventa sostenitori].
L’attacco di Gasperini
L’Atalanta ha segnato 126 gol nel 2024 inteso come anno solare e manca ancora una partita da giocare contro la Lazio. Così Rivista Undici si pone una domandina: non sarà che Gian Piero Gasperini è il migliore allenatore al mondo di una squadra gli ultimi 25 metri di campo?
Cesare Sormani ha scritto: “Prendete Charles De Ketelaere. Sembra un alieno. Gioca esterno a destra, esterno a sinistra, falso nove. Fa assist, inventa gol con giocate individuali, segna di testa come un centravanti. In una squadra come il Liverpool sarebbe lo stesso fenomeno o tornerebbe il ragazzo spaesato del Milan?” Risposta: “La risposta non c’è”. E Lookman, Lookman? “Lookman si è trasformato da calciatore estroso che cercava sempre la giocata individuale a uomo squadra, che palleggia, raccorda e poi punta e calcia come avesse una fionda al posto del destro. Prendete Retegui. Anche se in fase calante, non possiamo dimenticare che quel giocatore non del tutto espresso al Genoa e agli Europei è diventato il capocannoniere della Serie A. E ora lo stesso processo – seppur più a rilento – lo sta facendo con Zaniolo”. In mezzo c’è stato Scamacca, prossimo al rientro.