Civitanova, 42mila abitanti in provincia di Macerata. Conegliano, 35mila in provincia di Treviso. Come hanno fatto due minuscoli puntini sul planisfero a vincere nello stesso giorno due titoli mondiali di pallavolo? Piccola analisi per frammenti della tradizione e della forza della provincia italiana. Nello sport e non solo.
Un sistema vincente. La via italiana al successo: produrre nel locale e farsi conoscere ovunque, passare da puntino sulla mappa a polo d’attrazione. Ci piace così. Nella pallavolo è una regola, nel Paese un modello. … L’Italia si riconosce in questa produzione domestica, non certo perché sia nostrana, non è identità, è orgoglio. La Ferrari che costruisce avanguardia a Maranello, Emilia da meno di 18 mila abitanti. Cucinelli che diventa gigante del cachemire da Solomeo, un borgo, una frazione del comune di Conciano, Perugia. Il distretto biomedicale di Mirandola diventato riferimento per la ricerca: dal distretto di Modena a una dimensione che esce dai nostri confini. Eccellenza, parola che continua a destare sospetti, come se essere bravi e riconosciuti significasse fare parte di qualche strana setta. È solo lavoro riuscito. Le Langhe che si trasformano da cantine a cartine tradotte in ogni lingua non si limitano alla moda, sono persone. Sono Gemma che insegna come si tira la pasta a Depardieu così come il sommelier cinese che impara il mestiere a Barolo. Sono un pezzo di Italia tradita di continuo dalle sue metropoli. | Giulia Zonca, la Stampa
Il bacino d’utenza della Lube. La società è nata nel 1990. Cambio epocale nel 2014, quando da Macerata è diventata Treia. A gennaio 2015 ha lasciato lo storico palazzetto Fontescodella per trasferirsi nel nuovo palasport di Civitanova. Secondo il parere di Catia Pedrini, presidentessa di Modena, una stagione della Lube Civitanova non costa meno di 7 milioni di euro.
Il budget di Conegliano. È espressione nel nordest ricco e operoso, che per la pallavolo femminile quest’anno spende 4 milioni di euro. Li pagano Maschio (le cantine di Valdobbiadene), il presidente Piero Garbellotto e l’Imoco, in una piazza dove il volley donne era fallito due volte. Dal 2012 sono arrivati 8 trofei, con l’acquisto di Paola Egonu la supremazia su Novara dovrebbe essere duratura. | Vanni Zagnoli, il Messaggero
in azzurro gli scudetti maschili, in rosa i femminili
da Slalom del 18 settembre
I precedenti più rilevanti. Tra le squadre di città non capoluogo che si sono imposte in campo internazionale spiccano certamente le 8 Coppe dei Campioni della Pro Recco nella pallanuoto. Da qualche tempo i liguri hanno cominciato a diventare itineranti per le loro partite di Champions: l’ultima è stata giocata a Novara. Nel basket Cantù vinse due Coppe dei Campioni consecutive nel 1982 e 1983. Tra le donne abbiamo avuto Sesto San Giovanni nel 1978, Priolo nel 1990, Cesena nel 1991. Tre anni fa la Coppa dei Campioni di pallavolo femminile andò a Casalmaggiore, 15mila abitanti e una squadra segnata dall’abbinamento pubblicitario con Pomì e con l’industria agro-alimentare.
Ettore Messina e il concetto di small market. «Ho sempre pensato che in finale vanno le squadre migliori. Non c’è budget che tenga. E il campionato italiano è storicamente legato all’epopea di club provinciali che hanno vinto tanto: Cantù, Varese, Pesaro, Caserta, Siena. Credo sia giusto che rimanga così. Nella Nba c’è il concetto di “small market”, per esempio la mia San Antonio fa parte di quella dimensione. Una finale Los Angeles-New York non è determinante per il bene della Lega che invece è florida e dinamica anche se in finale vanno città e franchigie meno famose e popolate». | Intervista di Andrea Tosi, la Gazzetta dello sport, 17 settembre
L’indice di sportività delle città italiane. Nell’indagine annuale curata da Clas-PTS Group sulla scorta di 32 indicatori, pubblicata il 2 settembre scorso dal Sole 24 Ore, la città italiana con il più alto indice di sportività è Trento seguita da Trieste. Nel 2018 le posizioni erano invertite. Trieste è al primo posto per atleti tesserati, nel nuoto, negli sport d’acqua in generale, negli sport al femminile e per società con almeno 100 anni di storia. Dalla settima alla terza posizione è salita proprio Macerata che ha strappato il podio a Cagliari (adesso al nono posto). Il sud non ha altre città tra le prime 50. Milano è la prima fra le aree metropolitane (ventiduesima).