Ma quale razzismo: Vinicius ha perso perché ha perso

Il giurato spagnolo: “Non è Pelé e nemmeno Tommy Smith”

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

  Da qualche giorno sappiamo che Vinicius ha perso il Pallone d’Oro per 41 voti di differenza. Perso, poi. Non lo ha vinto. Cinque giorni dopo la premiazione e il boicottaggio del Real alla cerimonia, Jorge Valdano smascherò l’inganno nel quale sono caduti i tifosi dal cuore così bianco. Avendo creduto che il premio fosse già di Jr, si sono sentiti derubati di qualcosa, mentre Rodri lo stava battendo per un margine di 2,7% di voti, espressi da una vasta giuria mondiale, nella quale ci sono più gusti che colori della pella

È cone questa formula che su El Pais il giurato spagnolo Alfredo Relaño ha detto la sua sull’esito, una volta che sono state rese note le preferenze di 99 votanti su 100: il siriano si è astenuto. 

Da parte mia – dice Relaño – certifico che quanto risulta in pubblico è davvero ciò che ho votato. Non ho motivo di pensare che per altri non sia così. Chi vuole può tirare le somme e verificare che Rodri ha ottenuto il 78,78% dei voti massimi possibili, Vinicius Jr. il 76,02%. È un grosso problema? Una distanza finale così breve porta a denunciare uno scandalo così grave e porta a un affronto così brutto? Ho votato per Vinicius, mettendo Rodri secondo perché mi piace di più, ha più magia ed è stato decisivo nel Real, ma ha fatto poco in Copa América e ha un temperamento mutevole, due questioni che gli devono essere costate dei voti. Vinicius – spiega Relaño – è molto bravo, ma non è Pelé, anche se in certe giornate può sembrare tale. Non è uno scandalo che sia arrivato secondo per un soffio, né si può parlare di persecuzioni nei confronti del giocatore. Né da parte dell’UEFA, che non ha alcun ruolo nel voto, né da parte di France Football, il caporedattore Vincent García lo ha messo al primo posto nella sua lista. E il Real ha avuto il premio come miglior club, Ancelotti come miglior allenatore, Mbappé come marcatore. Tutto è stato mandato all’aria dalla scenata di Vinicius, di cui Florentino ha approfittato per rinnovare la sua spettrale battaglia contro una UEFA che non aveva alcuna influenza su questa storia

Embed from Getty Images

Relaño racconta che nel giorno della premiazione e in quello successivo ha dovuto rispondere a molte chiamate dei media, compresa Globo TV dal Brasile, dove la versione del complotto era dominante. Ho detto loro che c’erano giurati di tutte le etnie e che io stesso avevo votato per lui. Non sapevo che anche il responsabile di France Football avesse votato per lui né molti altri appartenenti a quella che potremmo definire la razza bianca dominante. Eppure nel suo entourage parlavano di un mondo non ancora pronto a premiare un anti-sistema”.

Relaño trova che sia stravagante presentare Vinicius come un nuovo Tommy Smith, l’uono col pugno nero alzato verso il cielo di Città del Messico ai Giochi del ‘68, l’uono che perse il suo futuro per un gesto davanti all’intero pianeta pochi mesi dopo che Luther King era stato assassinato. Semplicemente: Vinicius non ha vinto perché non ha vinto. La verità è la verità, sia che la dica Agamennone sia che la dica il suo porcaro, e qui siamo dalle parti di una citazione altissima, Antonio Machado. Il modo migliore per chiudere e farla finita qui. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.