L’ultimo torneo nel palazzetto di Bercy: poi tocca a Nanterre

TENNIS

  Eccolo qua, il torneo che corregge Humphrey Bogart. Avremo sempre Parigi, d’accordo, ma diciamolo bene. Non avremo sempre Parigi-Bercy. Dopo una quarantina d’anni di tennis al coperto, il torneo saluta e se ne va, va via dal quartiere lungo la Senna, il quartiere della Cinémathèque e del cimitero di Valmy, dov’è sepolto l’attore teatrale Maurice Chevit, due volte premio Molière. 

Comincia l’ultima edizione in questo Palais omnisports da 14.500 posti, ristrutturato dieci anni fa, ma utilizzato solo grazie a una deroga concessa dall’ATP: i campi n. 1 e n. 2 dispongono di meno di 2.000 posti in totale, decisamente i più piccoli campi secondari del circuito Masters 1000. Anche l’altezza del soffitto non è in linea con le norme, si aggira sui dieci metri mentre il regolamento prevede un minimo di 12,19. La stessa velocità della superficie pare che raramente sia la stessa di quella sul campo centrale, il posto che negli Anni Novanta – ai bei tempi degli ace di Ivanisevic – sollecitò una discussione su come mettere un argine a ai tennisti bum-bum, alziamo la rete, togliamo la seconda di servizio, usiamo palline più pesanti, che si fa, diamine, facciamo qualcosa. Per fortuna non fecero niente, e il tennis ha trovato da solo la sua via. 

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Ciao ciao Parigi-Bercy, la federazione francese di tennis ha deciso di portare dal 2025 il torneo a Nanterre, perché le prospettive a medio termine sembrano più solide. 

L’Équipe racconta: Lasciare? Rimanere ? Il dilemma vissuto negli ultimi due anni dal Masters 1000 parigino ha ricordato quello che dovette affrontare il Roland-Garros nel 2010

All’epoca, la possibilità di spostare il Grande Slam a Versailles [Yvelines] o Gonesse [Val-d’Oise] era stata seriamente presa in considerazione per diversi mesi. Esisteva la necessità di trovare più spazio, lo stesso motivo che per il torneo indoor spinge a lasciare la leggendaria sede usata dal 1986. Sono state prese in considerazione cinque alternative: lo stadio Pierre-Mauroy di Lille, la LDLC Arena di Lione, il Paris Expo Porte de Versailles, il Roland-Garros, infine Paris La Defense Arena di Nanterre. I primi quattro spazi sono stati scartati per ragioni logistiche, finanziarie o geografiche. I partner commerciali avevano il desiderio di restare dentro l’area di Parigi per non perdere l’allure internazionale. Qualche sponsor aveva suggerito di creare a Bercy un evento misto indoor-outdoor, con alcune strutture temporanee all’esterno del palazzetto, compreso un nuovo campo numero 1 da 1.800 posti, con food truck e attrazioni lungo il corridoio che avrebbe portato al Centrale. La federazione non era convinta, pensando alla pioggia, al freddo, le file, i costi da mettere in bilancio ogni anno. Un rischio. 

Tredici km a nord-ovest, oltre la tangenziale: questo è il cammino. Ha pesato sulla decisione il fatto di poter avere a Nanterre sia un Centrale da 16mila posti sia due campi laterali da 3.500 ciascuno. Sono più grandi gli spogliatoi, l’area lounge, il ristorante. Poiché nessuna soluzione è perfetta – dice L’Équipe – a Nanterre ci sarà solo un’enorme sala che comprenderà tutti i campi. Una delle questioni maggiori riguarderà l’efficacia delle tende acustiche che saranno montare per ridurre l’inquinamento acustico tra i diversi spazi. C’è un anno per lavorarci: ma preparatevi alla polemica del 2025 di questi tempi, quando sul Centrale si sentiranno i boati dei campi laterali, e viceversa. L’acustica invece è il grande pregio del palazzo di Bercy, così magica – scrive Quentin Meynot su L’Équipe – che ti viene voglia di ascoltare a ripetizione l’assolo di chitarra di David Gilmour in Comfortably Numb. Qui in pochi minuti si passa dall’atmosfera di una stanza fredda, di posti vuoti e di sbadigli adeguati, a quella di un calderone bollente. Generalmente è dopo il tramonto che il palazzo si elettrizza e ruggisce più forte, sia per sostenere un giocatore sia per provocare un cortocircuito generale nella testa del suo avversario

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È l’atmosfera che paralizzò Carlos Alcaraz tre anni fa contro Hugo Gaston. Boris Becker una volta ha detto che questo palazzetto non è fatto per i deboli. Raccontò da giocatore di sentirsi «come un gorilla allo zoo, in questo manicomio. Quasi ogni anno, quando lascio questo torneo, sono su sul punto di essere ricoverato in ospedale».

Per la sua edizione finale a Bercy, prima del trasloco, il Masters 1000 parigino dovrà fare a meno di Novak Djokovic e  Rafa Nadal, mentre ci saranno Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Sinner non è mai andato oltre gli ottavi, Alcaraz non ha mai superato i quarti.

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