Chissà se di questa Classica francese ci si può fidare

  Roberto De Zerbi si prepara a sfidare il PSG e Luis Enrique per la prima volta, il suo Marsiglia fronteggia un importante test tattico dopo otto giornate in Ligue 1. Così dice L’Équipe, alle soglie del Classico di Francia. Le due squadre sono proprio dove speravamo di trovarle in questa sera di ottobre: ​​vicine, combattive. Certo, si parlerà molto di gioco, De Zerbi e Luis Enrique portano con sé un’idea generale comune, ovvero quella di un calcio di controllo e possesso palla. Parliamo di due allenatori le cui squadre hanno le due medie di possesso palla più alte del Paese (66,8% per il PSG, 60,6% per l’OM) e gli attacchi più prolifici (25 gol per i parigini, 21 per i marsigliesi). E soprattutto si rispettano a vicenda

Nel suo tradizionale décryptage L’Équipe spiega che De Zerbi coinvolge quasi costantemente sei giocatori, più il portiere e altri due giocatori posizionati all’interno con l’obiettivo chiaro di far venire il mal di testa all’avversario: o esce per pressare alto e apre uno spazio gigantesco per le ali alle spalle dei centrali, oppure è spinto a dividere il pressing in due blocchi e apre un varco XXL tra le linee difensive e offensive. È così che la squadra di De Zerbi avanza grazie a una superiorità numerica generata tra le linee. Quel doppio perno viene schierato a piedi invertiti per combinare più efficacemente verso l’interno. Solo lo Strasburgo ha toccato più palloni del Marsiglia nel primo terzo del campo in questa stagione. L’OM è la squadra della L1 che tenta meno passaggi lunghi, più del 20% dei passaggi tentati da Rulli sono stati superiori ai 35 metri contro poco meno del 16% di Donnarumma. L’analisi completa si trova qui

È per questa ragione che la partita di stasera può perfino sembrare equilibrata, dopo anni di sussulti sbilanciati sintetizza Mélisande Gomez sul giornale francese. Il divario tra OM e PSG non sembra più così abissale. Ci siamo cascati una, due, tre volte e ci siamo ricaduti di nuovo. Promettiamo a noi stessi che non ci faremo ingannare e poi ci buttiamo a capofitto. Giuriamo a noi stessi che faremo un passo indietro ma non c’è niente da fare: la Classica sta arrivando, e tutto ci sembra possibile. È un poster intramontabile del campionato, da quasi quindici anni lo è nonostante abbia smesso di stupirci, ma è proprio perché la litania delle vittorie parigine ha offuscato il suo splendore che assaporiamo questo dono che stavolta si presenta

Luis Enrique ha cambiato sette terzetti a centrocampo e tarda a trovare la formula della convivenza tra Fabian Ruiz e Vitinha. Marsiglia si sta godendo Rabiot, al quale L’equipe ha dedicato una serie per indagare sulla sua traiettoria, il suo passaggio dal nord al sud, tre doppie-pagine sul parigino che lascia la sua città per darsi una statura internazionale in Serie A e firmare a sorpresa per i rivali più rivali della capitale. 

La rivista So Foot esamina i possibili protagonisti della partita e si concentra su quel che attende Mason Greenwood, l’inglese che il sindaco di Marsiglia non voleva in città per le sue vicende private, le accuse di stupro e violenza aggravata della fidanzata, l’arresto, il ritiro dei testimoni, infine il proscioglimento. Dal punto di vista sportivo, e prettamente sportivo sottolinea So Foot, l’esordio di Mason Greenwood in Ligue 1 è stato brillante. Sei gol e un assist in otto giornate di campionato, tuttavia queste prestazioni meritano un asterisco perché cinque dei sei gol sono arrivati nel mese di agosto e con un calendario favorevole, contro squadre nella seconda metà della classifica. Di fronte al Lione o al Nizza, avversarie di altro calibro, l’ex giocatore del Manchester United si è dimostrato un gradino sotto

La rivalità che L’Equipe definisce omerica se si parla di tifosi, ma che non sfiora neppure lontanamente le proprietà e i presidenti, anzi, i loro rapporti privati sono buoni. Il gran capo della Ligue è l’anello di congiunzione. Stasera Vincent Labrune dovrebbe sedersi tra Nasser al-Khelaïfi e Pablo Longoria. I due reggono l’asse che lo riportato alla rielezione dello scorso settembre, molto controversa e molto criticata ain Francia, sono le “due punte di diamante del suo progetto di portare il calcio francese al concerto europeo” dice L’Equipe. Non è che ci siano grosse piattaforme ideologiche su cui ragionare e incontrarsi. L’alleanza è stata stretta su una comune visione dei diritti tv, come devono entrare i soldi e come vanno ripartiti.

I tormenti sui diritti tv in Ligue 1 proseguono. BeIN Sports ha pagato giovedì la prima rata del suo contratto da 98,5 milioni di euro annui, 78,di diritti  e 20 di sponsorizzazione. L’accordo è valido fino al 2029. Secondo le informazioni de L’Équipe, la somma versata è stata di 15,7 milioni e sarà ridistribuita molto rapidamente ai club in difficoltà. L’emittente franco-qatariota avrebbe dovuto pagare all’inizio del campionato, così come DAZN che da questa stagione trasmette il resto delle partite [400 milioni di euro all’anno in media fino al 2029]. La seconda rata di beIN Sports attesa per l’inizio di ottobre non è stato invece onorata. La situazione non è affatto chiarita. Ma non solo. Niente o quasi – scrive L’Équipe – soddisfa l’emittente franco-qatariana . Ritiene che DAZN sia costantemente favorita dalla Ligue. [QUI]

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