DI ROBERTO LIBERALE
Se gli Europei di calcio fossero la NBA o qualunque altro sport che assegna il titolo ai play-off, finanche se fossero la nostra serie B o la nostra serie C, domani sera l’Italia giocherebbe contro la Romania, con la prospettiva di sfidare una fra Austria e Georgia ai quarti di finale, casomai la Germania in semifinale. Se gli Europei di calcio fossero la NBA, avrebbero un tabellone di tipo – diciamo così – meritocratico, un tabellone che tiene in considerazione quanto successo nella prima fase, senza accoppiamenti stabiliti in anticipo. Sarebbe difficile da mettere in piedi per motivi logistici e organizzativi, certo. Le grandi manifestazioni si tengono in tempi stretti, sarebbe più complicato far spostare le squadre verso stadi distanti fra loro. Un minor gigantismo organizzativo lo renderebbe viceversa possibile, con un numero di impianti contenuto, nel raggio di alcune centinaia di km.
Comunque sia. I tabelloni preconfezionati in stile Europei e Mondiali nascondono dei rischi. Prima di tutto perché teoricamente si potrebbe scegliere di arrivare primi, secondi o terzi per evitare avversari scomodi o una certa porzione del tabellone [in passato è successo]. E poi perché nessuna squadra gioca al 100% la prima fase, soprattutto se è già qualificata dopo due partite. Subentra il turn over, si fanno riposare i calciatori in vista dell’eliminazione diretta, ci si accontenta del pareggio per 0-0 pur di passare, anziché provare a vincere per guadagnarsi una testa di serie migliore. Ecco perché troppe volte in passato abbiamo avuto squadre che da ripescate o da seconde nel proprio girone hanno finito per arrivare in finale, se non addirittura vincere la manifestazione. Molto spesso il tabellone ha messo subito di fronte due squadre forti, lasciando sguarnito l’altro lato. A questi europei ci sono Nazionali piazzate al primo posto nel loro girone che devono giocare contro delle seconde classificate, altre che invece sfidano delle terze: una disparità. Non è stato il merito a stabilirlo, ma gli organizzatori.
La prossima Champions League avrà invece un tabellone strutturato proprio in stile playoff: la soluzione più giusta. Tutti gli sport danno grande importanza ai risultati della prima fase, imponendoli come un elemento della seconda. Solo il calcio prosegue nella sua tradizione di tabelloni preparati in anticipo a tavolino.
Esiste il rischio che si incontrino subito squadre che si sono sfidate già nel girone. Vero, e allora? Succede anche in NBA. Nel tabellone di questi Europei succederebbe per esempio a Inghilterra e Danimarca. Ma il sistema attuale, con il ripescaggio delle terze classificate, non ci mette al riparo dall’ipotesi che la replica di una partita si verifichi lo stesso: ai quarti di finale potremmo infatti avere Austria-Olanda.
Con il tabellone play-off, con un ranking che dovesse assegnare le teste di serie, nessuno tirerebbe i remi in barca alla terza partita, anzi le squadre più forti proverebbero a fare punteggio pieno per incontrare un’avversaria teoricamente meno dura. Per dare un valore maggiore alla posizione dopo la prima fase, si potrebbero anche abolire i rigori negli ottavi di finale. In caso di parità dopo i supplementari, passa la squadra meglio classificata nei gironi, sulla falsariga di quanto accade nei nostri playoff di Serie B e C. Così finalmente la fase a gironi avrebbe una sua dignità.
In base all’andamento dei gironi, punti fatti, differenza reti, gol fatti e gol subiti, avremmo la Spagna testa di serie numero #1, da abbinare alla #16. La #2 giocherebbe contro la #15, la #3 contro la #14 e così via. Con la vittoria sull’Albania, la sconfitta con la Spagna e il pareggio con la Croazia, l’Italia avrebbe preso la testa di serie #11. E insomma: il tabellone sarebbe questo.