LA TOMBOLA DELL’ATLETICA
23 La crudeltà dei Trials è in queste foto che arrivano da Eugene, il posto dal quale Athing Mu voleva rialzarsi e dove invece è finita a terra. La grande sorpresa del lunedì notte è la sua sconfitta nella finale degli 800 metri. Non potrà difendere il titolo di Tokyo a Parigi. Non stata battuta. È stata abbattuta. A un quarto di corsa, dopo circa 200 metri, si è scontrata fortuitamente con Raevyn Rogers in mezzo al mucchio. Non è più riuscita a recuperare. Quando si è rialzata, le altre erano già 50 metri avanti a lei. Ha chiuso all’ultimo posto, staccata di 23 secondi da Nia Atkins, prima in 1’57”36, davanti ad Allie Wilson [1’58” 32] e Juliette Whittaker [1’58”45].
Mu ha lasciato la pista di Hayward Field in lacrime. Non aveva ancora corso in questa stagione prima di arrivare a Eugene per un problemi ai tendini del ginocchio.
Il Washington Post scrive che “Mu rimane una delle atlete più magnetiche del pianeta e un volto dell’atletica leggera statunitense. C’è lei su l’ultima copertina di Sports Illustrated. Ci sono lei e Sha’Carri Richardson nelle foto di una campagna pubblicitaria Nike sull’Hayward Field. Non avrebbe sorpreso nessuno, se avesse sconfitto la britannica Keely Hodgkinson e la keniana Mary Moraa ai Giochi, le due avversarie che l’avevano battuta ai Mondiali dello scorso anno”.
E invece non vedrà Parigi. A meno che non ci sia spazio per lei in una delle staffette 4×400, quella di genere o quella mista. “I Trials di atletica leggera – scrive Adam Kilgore sul Washington post – sono uno spettacolo crudele. Non importa se sei un bambino prodigio di cui l’America sta iniziando ad innamorarsi: ci sono uomini adulti che vogliono gettarti nella polvere. Non importa se appari sulle copertine delle riviste o se il tuo viso campeggia su una campagna pubblicitaria: se inciampi nella gamba di qualcuno, devi aspettare quattro anni per dimostrare che sei ancora la migliore al mondo”.
IL BIMBO PRODIGIO DEI 400
42 Il riferimento al bambino è per Quincy Wilson, 16 anni, lo scalpore dei Trials per essere sceso sotto i 45 secondi e aver riscritto due volte un primato americano Under-18 che resisteva da 42 anni. Quincy è partito in finale dalla corsia numero 2, probabilmente stanco per i turni precedenti ha chiuso al sesto posto, correndo comunque in 44.94. In testa all’ingresso del rettilineo, il campione del mondo 2022 Mike Norman è stato bruciato negli ultimi metri dall’altro Quincy, Quincy Hall, al primato personale con 44.17, Norman [44”41] ha salvato la seconda posizione per un centesimo davanti a Chris Bailey [44”42].
Ora in America si chiedono cosa accadrà a Wilson. Il sesto posto potrebbe permettergli di essere convocato per la 4×400 maschile o quella mista. Se così fosse, il baby prodigio del Maryland diventerebbe il più giovane americano maschio della storia ad andare ai Giochi. Batterebbe un record che resiste dal 1900, quando Arthur Newton corse i 2.500 ostacoli a 17 anni e 166 giorni. La federazione darà la lista dei convocati il 7 luglio. Ha detto Quincy: «Non so se la mia stagione è finita. Nel dubbio non voglio uscire a mangiare un gelato così presto. Potrei ricevere ancora una chiamata».
HOLLOWAY IMPRENDIBILE SUGLI OSTACOLI
14 Ecco Grant Holloway, ecco il suo messaggio molto chiaro agli avversari internazionali, Lorenzo Simonelli compreso [13.05 agli europei]. Ha vinto la sua batteria dei 110 metri a ostacoli in 12.’92 [0,8 di vento a favore], migliore prestazione mondiale dell’anno. Solo una volta in carriera è andato più veloce, quando fece 12”81 ai Trials 2021, a solo un centesimo dal record mondiale di Aries Merritt nel 2012. Il 12.92 di stanotte è il 14esimo crono di sempre.
CHE ALTRO
La vicecampionessa del mondo Anna Hall ha vinto l’eptathlon, cancellando il ricordo di un infortunio al piede patito al Trials 2021. Con 6.614 punti e una vittoria finale negli 800 metri, l’ex atleta dell’Università della Florida ha chiuso davanti a Chari Hawkins (6.456) e Tailyah Brooks (6.408). Si tratta della quarta miglior prestazione mondiale dell’anno, dietro la belga Nafissatou Thiam, l’olandese Anouk Vetter e Auriana Lazraq Khlass.
Elle St. Pierre ha vinto i 5.000 in 14’40”34, nuovo record del Trials: sarà accompagnata a Parigi da Elise Cranny [14’40”36] e Karissa Schweizer [14’45”12 ]. La stella universitaria Parker Valby ha preso il 4° posto con il nuovo record personale [14’51”44].
Il salto in lungo – la gara di Mattia Furlani – ha visto ai primi tre posti Jeremiah Davis con 8,20, Malcolm Clemons con 8,18 e il vicecampione del mondo 2017 Jarrion Lawson con 8,18. Tutti sotto il minimo richiesto dalla federazione [8,27], ma potrebbero essere ripescati per la posizione nel ranking.
I lanci continuano a generare sorprese. Il giorno dopo le delusioni nella finale del martello di Brooke Andersen [tutti nulli] e Janee Kassanavoid [sesta], la campionessa del mondo del disco Laulauga Tausaga ha chiuso senza neppure un lancio misurato. Uno dei tiri è atterrato sulla pista, tra due serie di 110 metri a ostacoli. Nel salto in alto Charity Hufnagel ha vinto con un 1,94, davanti a Rachel Glenn [anche lei 1,94] e Vashti Cunningham [1,92] che era stata sesta a Tokyo.
CARNET Il programma della Giornata-5 nella notte tra 26 e 27 giugno: 1.30 Batterie 800 maschili | 1.50 Lancio del disco femminile | 2.00 Qualificazioni salto in alto maschile | 2.01 Semifinali 100 ostacoli maschili | 2.23 Batterie 1.500 femminili | 2.51 Batterie 200 femminili | 3.18 Eliminatorie Salto in lungo femminile | 3.20 Batterie 400 ostacoli maschili | 3.45 Eliminatorie Lancio del disco maschile | 3.49 Batterie 400 ostacoli femminili | 4.18 Finale 3.000 siepi femminili | 4.33 Batterie 200 maschili