Con le parole siamo bravi tutti. Quasi tutti. Con le parole non c’è nessuno in giro che non sia sensibile alle esigenze dei giovani. Andare incontro ai giovani, chi non l’ha detto in questi anni. Ognuno tende la mano secondo la propria sensibilità. C’è quello che gli vuole offrire la Superlega, perché i giovani vogliono vedere Real-Barcellona, Barcellona-Real, Real-Barcellona, Barcellona-Real. C’è quello che gli vuole offrire un abbonamento a un pacchetto di soli highlights, perché i giovani non hanno pazienza, lo sapete come sono fatti, non la guardano tutta la partita, due ore no, due ore si stufano. C’è quello che gli vuole vendere una app nella quale boh, poi si vede cosa ci mettiamo, tante cose ci mettiamo, perché i giovani non sanno farne una alla volta, sono iperconnessi, sono multitasking, quante ne sanno i giovani, e quante ne sappiamo noi sui giovani.
I PREZZI
Tutti si occupano di giovani, ma ce ne fosse uno che gli abbassa i prezzi. Mica solo in Italia. Anche in Premier League. Il famoso modello inglese. I prezzi dei biglietti sono uno scandalo. L’ha scritto così, bello dritto, il Times, aggiungendo che non si parla abbastanza di coloro che fanno più rumore allo stadio durante le partite, la fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni.
“Il calcio inglese – ha scritto Henry Winter – rischia di perdere una generazione di tifosi e di perdere la sua atmosfera speciale”.
Quelli del Manchester City domenica hanno srotolato all’Etihad uno striscione con la scritta: “Profitti record ma prezzi record. Smettetela di sfruttare la nostra lealtà”. Il giorno prima molti allo stadio per il Tottenham hanno voltato le spalle alla partita con il Luton Town quando l’orologio ha segnato il minuto 65, per protestare contro la decisione del club di smettere di offrire sconti agli Over 65 dal 2025-26.
Allora il Times si chiede: “Che ne dite di badare anche agli studenti? Quelli al loro primo lavoro? Quelli che hanno un reddito inferiore a quello dei loro nonni?”.
Sono in agitazione al Fulham, al Manchester United, al Chelsea, tutti mobilitati contro prezzi alti, in alternativa altissimi. I club spiegano che i costi di gestione post-Covid sono aumentati, che i giocatori d’élite hanno commissioni di trasferimento esagerate e stipendi vertiginosi. Nessuno gli crede, spiega il Times, perché la fiducia tra tifosi e proprietari è ai minimi storici, “soprattutto dopo il complotto della Super League europea. Nessuno crede alle ragioni dei club. Nessuno ascolta l’amministratore delegato Richard Masters, che consiglia di abbassare i prezzi”.
Il Times considera che se cedesse lo zoccolo duro dei tifosi, quelli che hanno sostenuto i club nella buona e nella cattiva sorte presentandosi allo stadio col maltempo e nonostante le sconfitte, i club sarebbero finanche più felici, avrebbero l’opportunità di vendere il biglietto a qualcuno disposto a spendere in più, qualcuno in lista d’attesa, magari un turista che tirerà fuori altri soldi nel megastore durante la sua visita lampo.
“L’avidità di molti proprietari è prevedibile, ma la loro ingenuità è ancora sorprendente. Uno dei motivi per cui le tv straniere pagano così tanto per i diritti è l’atmosfera. L’hanno capito da quelle partite giocate senz’anima e senza suono a porte chiuse durante il lockdown. E quale gruppo sociale tende a fare più casino? I giovani adulti. Questa generazione – ha scritto Heny Winter – non è solo vitale per il presente, ma è quella che comprerà gli abbonamenti del futuro. Se e quando potrà permetterselo”.
Il quadro disegnato dal Times è deprimente. Un biglietto dietro la porta per intravedere l’Aston Villa costa 63 sterline a un adulto, 47 sterline e mezzo agli Over-65 e agli Under-21. I minori di 18 anni ne devono pagare comunque 32. Il Brentford vende il 57 percento dei suoi abbonamenti a categorie che hanno diritto a uno sconto: costano 330 sterline per i ragazzi dai 18 ai 24 anni (495 per gli adulti). Al Brighton si paga 52 sterline a partita, gli under-21 pagano 40, i minorenni pagano 30.
Questo vale per le partite in casa. Dopo molte pressioni, i club hanno concordato un tetto massimo di 30 sterline per i biglietti dei settori ospiti, a dispetto di una federazione che predicava: «Già venti sono tante». Niente da fare. Nessuno li ha smossi. Il prezzo è trenta. Però i tifosi under-21 partiti da Brentford per seguire la loro sqaudra a Birmingham hanno trovato lo sconto: il biglietto costava 29 e 50.