Il record di Kipruto senza le scarpe magiche

Il record di Kipruto senza le scarpe magiche

 

Il ventenne kenyano Rhonex Kipruto ha stabilito a Valencia la migliore prestazione mondiale dei 10 km su strada in 26’24” abbassando di 14 secondi il record dell’ugandese Joshua Cheptegei, fatto a dicembre sempre a Valencia. 

 

Solo due corridori nella storia hanno fatto meglio nei 10mila in pista, sono Kenenisa Bekele (26’17”53, attuale record del mondo in pista) e Haile Gebrselassie (26’22”25). Record europeo per Julien Wanders con 27’12” per il terzo posto e record italiano per Meucci che lo ha tolto a Stefano Baldini. Prepariamoci a una grande finale olimpica dei 10mila con la sfida tra Kipruto, Cheptgei e Mo Salah, al ritorno in pista dopo tre anni di strada. 

 

Le scarpe. “Il keniota – scrive l’Équipe – può vantarsi di aver migliorato il miglior tempo mondiale indossando il modello Adidas Takumi, senza il carbonio della Nike”. Adidas ha celebrato il piccolo grande avvenimento con un hashtag sui social per le sue Adizero, considerate nelle discussioni di ieri tra i runner e gli appassionati sui forum la risposta alla Vaporfly di Nike. 

 

Da oggi il processo a Lamine Diack. L’86enne senegalese ex presidente della IAAF affronta le accuse di corruzione e riciclaggio di denaro legate allo scandalo del doping russo. Le indagini sono durate quattro anni. Diack nega le accuse, rischia fino a 10 anni di prigione. | Dan Roan, BBC

 

Il danno di immagine. Nel processo che inizierà oggi ci sarà anche spazio per la voce degli atleti: la maratoneta francese Christelle Daunay si è costituita parte civile, lamentando i danni economici patiti per la protezione concessa da Diack a dopati come  Liliya Shobukova (che versò 450mila euro per evitare una squalifica poi giunta nel 2014, dopo che la russa aveva vinto due edizioni della maratona di Chicago e due di quella di Londra). Il processo di Parigi non potrà risarcire fino in fondo la Daunay e, soprattutto,  non potrà riparare il danno d’immagine patito dall’atletica per colpa del suo ex presidente. | Andrea Schiavon, Tuttosport

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