Il clown che si sentiva Bobet. La morte di Roger Hassenforder

  addii  Il clown del ciclismo che si sentiva Bobet | È morto a 91 anni Roger Hassenforder, ciclista francese d’Alsazia che aveva vinto 8 tappe al Tour e 1 alla Vuelta. Era arrivato ottavo alla Roubaix del 1958. Philippe Le Gars su l’Équipe ricorda stamattina che nell’ultimo periodo della sua vita aveva nostalgia del glorioso periodo nel quale si confrontava con Fausto Coppi, Gino Bartali, Charly Gaul, Rik Van Steenbergen, Hugo Koblet e Louison Bobet. Era puro talento. Ma, a sentirlo, quello che gli importava di più era far ridere il pubblico

In una intervista di qualche anno ammise che «mi piaceva fare il clown». Pierre Chany, sul quotidiano sportivo francese, lo definì un corridore burlesco e commovente”, mentre Jacques Goddet, direttore dell’epoca, parlava di lui come di un corridore che faceva emergere da un’impresa sulla strada un’esaltazione sentimentale”

Hassenforder aveva mandato su tutte le furie un intoccabile del suo sport quando disse di avere «un Bobet in ogni gamba». Il bretone non gli parlò per due anni. Hassenforder se ne pentì. Era arrivato al ciclismo perché da spettatore aveva fischiato i partecipanti a una gara, a Mulhouse, gli parevano pigri. Così salì a 18 anni in bici per provare, per vedere cosa significasse. Aveva un soprannome chiaro: Il campione del mondo delle discoteche. Pierre Chany una volta scrisse che davvero avrebbe potuto eguagliare Louison Bobet e Jacques Anquetil. Lui diceva: «Le gare per me erano come appuntamenti con gli amici. Correvo come un dilettante. Andavo veloce in allenamento ma le mie uscite non superavano quasi mai i 150 chilometri». A fine carriera aveva aperto un hotel-ristorante a Kaysersberg che portava il suo nome. È morto in una casa di riposo per anziani. 

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