Il gelo tra Spalletti e De Laurentiis
“Ancora riflettono, l’uno e l’altro, su questa primavera che sa d’autunno. Che senso ha stupirsi per qualche acquazzone: magari passerà, chi può dirlo?, oppure no, però non è ancora arrivato il momento di cercar riparo. Aurelio De Laurentiis un ombrello ce l’ha, l’ha persino sfruttato proprio per anticipare i tempi, e ha inviato la Pec che di fatto riaccomoda per i prossimi dodici mesi Luciano Spalletti sulla panchina del Napoli: però questa è la burocrazia e altro sono i sentimenti, non necessariamente l’empatia ma i rapporti personali, una condivisione di scelte e d’idee che non possono prescindere da un’ambientazione favorevole. Nel caos d’un ristorante c’è stato modo di ribadirsi concetti noti sia all’uno che all’altro. De Laurentiis ha esercitato l’opzione concessagli da Spalletti nel luglio del 2021 ed avendo la finestra spalancata sul futuro se lo è preso a scanso di equivoci: tutto legalmente inappuntabile, formalmente un po’ (un po’?) indigesto per un allenatore che si sarebbe aspettato magari una telefonata, una visita, un contatto o semmai un avviso non di maniera” [Antonio Giordano, Corriere dello Sport-Stadio]
Per i dubbi e le domande che ti assillano la mente
“Le tante tensioni che circondano il PSG hanno recentemente fatto cambiare idea sul loro futuro ad alcuni dirigenti. Neymar e Marco Verratti stanno pensando di lasciare il club quest’estate. Ma a 31 e 30 anni rispettivamente, quanto valgono davvero?” [Victor Ollivier, L’Équipe]
L’offensiva del Qatar a Manchester
“Lo sceicco Jassim bin Hamad Al Thani ha presentato una nuova offerta all’ultimo momento per l’acquisto del Manchester United, prendere o lasciare. In un drammatico sviluppo nella saga dell’acquisizione del club, la proposta al rialzo è arrivata a Raine, New York, martedì mattina, fuori dai tempi previsti per la sua formalizzazione. È arrivata dopo fughe di notizie, secondo cui la precedente offerta non era all’altezza della valutazione avanzata da Jim Ratcliffe, due settimane e mezzo fa. Una fonte vicina ai colloqui fa sapere al Telegraph che l’aumento dell’offerta dello sceicco Jassim è valida per l’acquisto del 100% del club. Incluso nei nuovi termini c’è un impegno a cancellare i debiti esistenti dello United, a istituire un fondo separato a esclusiva disposizione del club, destinato in parte alla riqualificazione dell’Old Trafford, gravemente trascurato dai Glazers, e del campo di allenamento” [Tom Morgan e James Ducker, Telegraph]
L’urlo che ha scosso la Tv spagnola
“Compie dieci anni il gol di Miranda contro il Real in finale di Coppa di Spagna, il gol che Futre celebrò con la sua scandalosa esultanza. TVE da allora non lo ha mai più chiamato. Mai il grido per un gol ha avuto così tanta eco. Era l’ottavo minuto dei supplementari, Koke mise la palla sul primo palo e Miranda anticipò di testa Diego López. L’Atlético de Madrid aveva segnato l’1-2 che alla fine sarebbe stato decisivo, la follia scoppiò nel settore rojiblanco degli spalti. Non solo sugli spalti. C’è stato un punto al Santiago Bernabéu dove il gol tuonò di più: la cabina dei telecronisti di TVE. “Gooooolo, gooooolo, gooooolo!”, così fino a sette volte fece Paulo Futre, a squarciagola. «È stato un momento di passione, sentimento, tanta sofferenza. Pensi alle generazioni di giovani e bambini colchoneros che da quattordici anni non battevano il nostro eterno rivale. Pensai a mio figlio Fabio, che derby dopo derby il lunedì non voleva andare a scuola. Ho dimenticato che ero in TV e ho iniziato a urlare», racconta adesso Futre. «Sapevo che la mia carriera di opinionista su TVE era finita». Juan Carlos Rivero dice: «È falso che abbiamo posto un veto dopo quel grido, una leggenda metropolitana». Manolo Sanchis: «Quel piccolo incidente deve essere dimenticato, meglio avere bei ricordi di Futre»” [José Ignacio Fernandez, Abc]
E la Tv italiana che il lunedì sera non urla più
“La tribù di Pardo è una tribù che balla l’imprendibilità del calcio attuale, soprattutto alla voce chiacchiere e commenti: fagocitati, come tutto il resto, da social e affini, ci si inventa una via di mezzo tra vecchio e nuovo. Per capirsi, in tempi da boomer il lunedì sera c’erano Biscardi e il Processo, ovvero ciò che è passato alla storia come il calcio parlato più squinternato di sempre ed era invece un ordigno incendiario preparato con cura. SuperTele è più o meno l’esatto contrario, se c’è una polemica feroce la si costeggia senza farlo pesare, proprio perché non sono più quei tempi là, quando si aveva tutto per possibilità (Pardo è un caso rarissimo: coglie le citazioni, tutte)” [Antonio Dipollina, Repubblica].
Il feeling è finito. Deve essere successo qualcosa tra Cairo e Iervolino
“La trasmissione si regge in piedi perché c’è Pardo, perché «SuperTele» è un one man show. Competente, spigliato, trasversale, consapevole che gran parte della profondità sta in superficie, Pardo riesce a far parlare anche quelli che, come Luca Toni, non hanno molta dimestichezza con il microfono. Divertente il suo colloquio con Danilo Iervolino, presidente della Salernitana e fondatore dell’Università telematica Pegaso. Uno che dirige un’università telematica dovrebbe essere almeno in grado di stabilire un collegamento online accettabile. «Tutto molto bello», come dice Bruno Pizzul” [Aldo Grasso, Corriere della sera]