Neppure il tempo di metter piede nella grande famiglia olimpica e il cricket si adegua al nuoto, all’atletica, al rugby, al ciclismo. L’International Council [ICC] ha diffuso una nota con la quale sottolinea di avere molto a cuore l’inclusione, terribilmente a cuore, e se nell’aria sentite un però è perché il però esiste. Il però è la messa al bando delle atlete transgender dalle competizioni femminili, una decisione presa «per proteggere l’integrità dello sport femminile internazionale e la sicurezza delle giocatrici». Quasi tutta la stampa inglese se n’è occupata stamattina, il Telegraph mettendo in pagina una foto di Lia Thomas, ecco.
La nuova politica dell’ICC arriva due mesi dopo le polemiche nate per la partecipazione della canadese Danielle McGahey alla partita nel format T20 contro il Brasile. Ventinove anni, battitrice, Danielle ha giocato tutte e sei le partite del torneo di qualificazione per la Coppa del mondo. Era del tutto in linea con il regolamento in vigore, basato sulla richiesta di riduzione dei livelli di testosterone. McGahey aveva soddisfatto tutti i criteri di ammissibilità. Ora la federazione internazionale li cambia. È vietata la partecipazione a gare femminili – questa è la formula – «a chiunque, di sesso maschile o femminile, abbia attraversato qualsiasi forma di pubertà maschile, indipendentemente da qualsiasi intervento chirurgico o trattamento di transizione di genere intrapreso». È probabilmente l’espressione più drastica tra quelle scritte finora. La nuova politica, guidata dal comitato consultivo medico dell’ICC e presieduto dal dottor Peter Harcourt, si riferisce esclusivamente al cricket internazionale. I singoli paesi potranno continuare ad adottare delle proprie politiche per le partite di campionato. L’Inghilterra e il Galles Cricket Board hanno già fatto sapere che valuteranno.
Tutto ciò succede mentre la federcalcio britannica fa sapere di essere al lavoro per trovare una soluzione al caso del Rossington Main Ladies. Secondo quanto viene riferito molte squadre avversarie si sono rifiutate di affrontarlo per la presenza di Francesca Needham, transgender. Che ha fatto Francesca Needham? Un suo tiro – si legge – ha procurato un infortunio a un ginocchio a un’avversaria. una giocatrice transgender ha lasciato il calcio a causa dei club rivali che si rifiutavano di giocare contro di lei. Secondo la politica adottata dalla federcalcio britannica, giocatori e giocatrici transgender possono fare domanda di partecipazione al campionato del loro genere affermato. Le domande vengono valutate su base individuale. Ora, sarà il caso sapere che il Rossington Main Ladies è una squadra con sede nel South Yorkshire e gioca nella prima divisione della Sheffield and Hallamshire Women and Girls League, il settimo livello del calcio femminile in Inghilterra. La serie G. Ma per Francesca Needham non c’è posto nemmeno in settima divisione. «Nell’interesse del mio club e delle mie compagne di squadra che mi sostengono, ho preso la decisione lasciare il calcio. Questa decisione non è stata presa alla leggera». Ah, nel frattempo anche Danielle McGahey dopo la messa al bando ha annunciato l’addio al cricket. D’altra parte, che poteva fare. È una donna. Non potrà mica giocare tra gli uomini. Anche se il cricket è inclusivo.
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