Stamattina che c’è chi voleva ma non poteva, chi poteva ma non voleva, stamattina c’è la solita nebbia da diradare per capire chi potesse rinviare Fiorentina-Juventus e invece ha preferito non farlo. L’opposizione attacca il governo, la maggioranza è difesa da un editoriale di Capezzone in prima pagina su Libero.
La ricostruzione di Alessandro Bocci sul Corriere della sera: “I primi ad alzare la voce sono stati i tifosi della Fiesole, che venerdì hanno chiesto il rinvio e sabato hanno deciso di disertare. I politici si sono accodati, muovendosi tardi. Una protesta bipartisan, destra e sinistra unite. Il sindaco Nardella ha posto il problema a Casini, presidente della Lega di serie A e ne ha parlato con il ministro Piantedosi. «Mi auguro prevalga il buonsenso». Non ha prevalso. Anche il governatore Giani era favorevole a chiudere il Franchi, lo ha detto all’ora di pranzo dopo aver parlato con il ministro Abodi. Un altro ministro, Salvini, è andato giù duro: «Fosse dipeso da me non avrei giocato, ho apprezzato l’impegno dei tifosi». Renzi ha minacciato «un’interrogazione parlamentare». La Fiorentina ha scelto di non parlare per rispetto della Toscana coinvolta in questa tragedia. In Lega fanno sapere che i due club erano d’accordo: lo spettacolo a ogni costo”.
Poteva fare qualcosa il Viminale? «Sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica – hanno fatto sapere nel pomeriggio dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive – non ricorrono i motivi per disporre un divieto di svolgimento» dell’incontro. Il Messaggero spiega che il Viminale non può vietare un evento pubblico se non c’è una ragione precisa. E un motivo “etico”, di vicinanza alle popolazioni colpite, non basta. Si introdurrebbe un precedente. La prefettura di Firenze con Francesca Ferrandino ha ricordato che la partita non ha causato «alcuna sottrazione di risorse per il dispositivo di soccorso». Poteva decidere la Lega o potevano decidere le autorità locali per lutto cittadino, dice il governo. “E dal momento che nessuno si è imposto, il match, alla fine, si è giocato” scrive il Messaggero.
Ernesto Poesio sul Corriere fiorentino la chiama “una serata da dimenticare. E la sconfitta della Fiorentina ad opera della Juventus non è stata la macchia peggiore di una domenica a dir poco surreale. Da una parte la politica che fin dal mattino si è prodigata in appelli forse tardivi (tra accuse e contraccuse dal sapore elettorale) per chiedere il rinvio della gara, dall’altra la Lega calcio e il governo (con le decisioni della prefettura) rimasti inflessibili fino all’ultimo, ognuno secondo la propria sfera di competenza”.
Il giornale cittadino di Firenze, La Nazione, ha scritto che stavolta i tifosi avevano ragione. Nel suo editoriale Doriano Rabotti dice che “se c’è una lezione che dovremmo imparare tutti dalle polemiche che hanno preceduto Fiorentina-Juventus, è quella di non fidarsi mai degli stereotipi. Siamo abituati male da troppi brutti episodi del passato, quando frange leggibili delle curve hanno fermato il circo, per interessi non cristallini. Ma stavolta era diverso, molto diverso. La richiesta dei tifosi nasceva da uno spirito di solidarietà che affiora anche nella nostra società civile, ma solo nei momenti più tragici, mentre nella galassia del tifo è un’abitudine. Può non piacere ai moralisti in servizio permanente effettivo, ma le curve sono uno dei pochi posti in cui il famoso tessuto sociale esiste ancora. Con le sue storture da combattere, per carità. Ma stavolta meritavano di essere ascoltati”.