
Le due squadre che hanno giocato l’unica finale tutta italiana di una Champions sono rimaste escluse insieme, ventitré anni dopo quella notte a Old Trafford. Juventus e Milan sono fuori tutt’e due, e da quando esiste la chance di partecipare alla Coppa con più di una formazione non era mai successo. Dietro Inter e Napoli che si sono spartiti gli ultimi quattro scudetti, sono passate una squadra che non si qualificava dal 2018 e un’altra che nel 2018 giocava in serie D. È l’arrevuoto del calcio italiano, uno scompiglio inatteso, raro. Nelle ventinove edizioni di Champions con partecipazioni multiple, l’Italia aveva ruotato in tutto 11 iscritte. Il Como sarà la 12esima. La Spagna ne ha avute 14, la Germania 15.
Il nome del Milan è legato al ciclo di Berlusconi, alle cinque coppe e le altre tre finali divise tra Sacchi Capello e Ancelotti, eppure resta fuori per la nona volta nelle ultime 13 edizioni. L’eccezione sta diventando qualificarsi. La Juventus è fuori per la seconda volta in quattro anni, un passo lento che aveva conosciuto solo come conseguenza di Calciopoli.
Ci sarà la tentazione di sminuire la piena che si è alzata dal lago di Como, dove il calcio è in mano al proprietario dal patrimonio personale più ricco della serie A. È vero che ha speso 110 mln in estate, ma il Milan è arrivato a 157 e la Juventus a 136. Inoltre, nessun acquisto nella storia del Como ha superato finora i 22,5 mln di euro [Jesús Rodríguez]. Sono meno di quelli spesi per Nkunku e Openda. Nico Paz è stato una grande idea, non una grossa spesa. Perrone è costato meno della metà di Jashari, Addai meno di Zhegrova, Baturina molto meno di Francisco Conceição.
È una classifica che non finisce qui. Avrà conseguenze economiche e operative sul mercato. Ma ne ha pure sull’idea che possiamo cominciare a farci della prossima stagione. Negli ultimi 25 anni, per 23 volte la squadra che ha vinto lo scudetto si era piazzata fra le prime-tre del campionato precedente. Le due eccezioni sono state la Juventus del 2012 e il Napoli del 2025. Venivano da un 7° e un 10° posto. Entrambe erano allenate da Antonio Conte. Se 25 esiti sono un campione sufficiente, Juventus e Milan sono fuori dalla prossima corsa. Il cerchio per lo scudetto del 2027 si stringe stamattina a Inter, Napoli e Roma. Oppure Juve e Milan devono andare a prendersi Conte. Perché no. In fondo si è appena liberato, e sono le sfide che gli vestono più comode.
CONTINUA A LEGGERLO NELLA VERSIONE COMPLETA SU SUBSTACK
