L’ultimo schiaffo della FIFA all’Africa

 

   

L’Africa è un pensiero, un’emozione, quasi una preghiera

Claudia Cardinale

 

    

L’ultimo schiaffo della FIFA all’Africa

L’ultimo schiaffo all’Africa e alla sua Coppa  è arrivato poche ore prima di battere la palla al centro, quando il gran capo del calcio del continente – Patrice Motsepe – ha spiazzato con un annuncio inatteso. Si farà come voleva Gianni Infantino quando disse che un torneo ogni due anni era inutile. L’Africa si è arresa. Si giocherà ogni quattro anni a partire dal 2028, mettendo fine a una storia e una tradizione cominciata nel 1957. Motsepe ha annunciato allo stesso tempo il lancio di una Nations League africana annuale a partire dal 2029 per colmare il vuoto, dicendo che  «la Coppa era la nostra risorsa principale di finanziamento, ma ora ne arriveranno ogni anno. Una nuova organizzazione che contribuirà a un’indipendenza finanziaria sostenibile e garantirà una maggiore sincronizzazione con il calendario FIFA». 

Simon Hughes su The Athletic racconta cosa è successo. Motsepe è arrivato con 55 minuti di ritardo alla conferenza stampa di Rabat e non si è scusato per la mancanza di puntualità, ma ha spiegato dove si trovava. Dopo essere atterrato in Marocco alle 7 del mattino, aveva saltato la colazione e il pranzo a causa di una serie di incontri. Uno di questi era con il comitato esecutivo dell’organizzazione, insieme a personalità di spicco della FIFA, tra cui Gianni Infantino. Ma Infantino non era tra i sei delegati accanto a Motsepe quando ha iniziato a parlare, nonostante la decisione storica presa nelle ore precedenti. Motsepe lo ha definito il momento più importante a cui ha partecipato in quasi un quarto di secolo di storia del calcio in Africa.  «L’Africa ha bisogno di più soldi che mai  – ha detto – non si può competere con il resto del mondo senza risorse finanziarie».

È presumibile – dice The Athletic – che per aver accettato lo schema Infantino, il montepremi per la vittoria di questa edizione del torneo è aumentato alla vigilia da sette a dieci milioni di dollari. Motsepe ha riconosciuto che la pressione subita da alcuni calciatori africani prima del congedo dai club ha influenzato la sua posizione.  «Sappiamo quanto sia frustrante per i giocatori sentire i club che dicono: – Abbiamo bisogno di voi. È ingiusto metterli al centro di un braccio di ferro ». Motsepe ha chiarito il punto insinuando che i giocatori africani rischiavano di essere svalutati, sotto la minaccia che i club europei avrebbero cercato altrove, nei continenti dove gli impegni internazionali non si sovrappongono al calendario. 

Ma Hughes scrive: “Sebbene abbia insistito sul fatto che sia stato raggiunto un compromesso e che diverse personalità del calcio africano sostengano la mossa – tra cui Samuel Eto’o, ora presidente della federazione calcistica del Camerun – Motsepe dovrà affrontare le critiche di coloro che credono che Infantino e la FIFA abbiano ottenuto ciò che volevano. In teoria, i club europei avranno meno scuse per rifiutare la partecipazione dei propri giocatori, a meno che il torneo non si svolga in inverno. Eppure, il problema non è del tutto risolto. La maggior parte dei paesi subsahariani non può ospitare la Coppa d’Africa durante l’estate europea a causa delle piogge. Sembra che si sia prestata poca attenzione al fatto che l’Africa è il continente con il clima più vario al mondo. E se la Coppa d’Africa si svolgesse durante l’estate europea, si troverebbe in competizione con gli Europei per visibilità e per denaro. La CAF ha parlato apertamente del numero di accordi di trasmissione assicurati per questo torneo. Otterrà gli stessi accordi se si troverà a competere con gli Europei? L’allineamento del calendario offre dei pro, ma anche dei contro. Resta da vedere in quale periodo dell’anno si svolgerà l’edizione 2027 della Coppa d’Africa (che si terrà in Tanzania, Uganda e Kenya) e chi sarà il paese ospitante nel 2028.  La notizia dell’ultima ora con le conseguenze più ampie è arrivata prima ancora dell’inizio del torneo”.

Nei giorni scorsi, Osasu Obayiuwana sul Guardian raccontava l’irritazione del calcio africano per aver avuto i calciatori a disposizione con soli sette giorni d’anticipo sul torneo. 

Aveva scritto: “Infantino ignora – o trascura – due fatti essenziali: la Coppa d’Africa è la principale fonte di ricavi per la CAF, a differenza degli Europei per l’UEFA, che vive della Champions. Le condizioni climatiche molto diverse nel continente rendono quasi impossibile fissare un’unica data stabile per il torneo. Più di 1 miliardo di dollari di introiti garantiti dal futuro contratto di 8 anni per diritti media e marketing – con IMG e Iris Sport Media in ballottaggio – dipende dal mantenimento della cadenza biennale. Il presidente CAF, Patrice Motsepe, è centrale nella trattativa”. Ma la trattativa è andata da un’altra parte. 

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