I signori del tennis tra le braccia dei milioni sauditi

 

 

I signori del tennis tra le braccia dei milioni sauditi

Potrebbe sembrare una coincidenza, se pochi giorni dopo l’abbraccio fra Al Saud e Trump a Sharm el-Sheikh, i vertici sauditi si preparano a sedere in tribuna per il Six Kings Slam, la ricca esibizione di tennis che mette in palio un assegno da 6 milioni di dollari per il vincitore. Piero Valesio su Domani dice che una coincidenza non è e adopera una serie di definizioni critiche: una esibizione monstre, una baracconata, un giochino da tavolo allargato di cui, francamente, non si sentiva la mancanza.

Nella cultura popolare in Partenope, i soldi fanno venire la vista ai cecati. A Jannik Sinner sono passati i crampi. Ma non è stato trattato da numero 2 del mondo. I due bye per la semifinale sono stati assegnati a Djokovic e Alcaraz. Sono loro che i sauditi non volevano correre il rischio di vedere subito eliminati. Sinner dovrà giocare il turno preliminare con Tsitsipas, una partita in più, ma evidentemente ha recuperato dal malore di due domeniche fa a Shanghai. Massimo Calandri su Repubblica ricorda il chiacchiericcio di inizio anni, quando si diceva che lo stop di tre mesi concordato a febbraio con la Wada avrebbe dovuto consentirgli di chiudere la stagione col piede sull’acceleratore.

Adriano Panatta pensa che il tour de force gli faccia male, Paolo Bertolucci sostiene che Jannik è stato fermo tre mesi e deve giocare più possibile, Novak Djokovic ha meno sfumature di cui tener conto e dice papele papele che «il calendario intasato è un tema di cui parlo da quindici anni. I giocatori si lamentano, poi spariscono, poi tornano a lamentarsi». Gaia Piccardi sil Corriere della sera ha scritto che si lamentano che giocano troppo, poi volano in Arabia Saudita come api sul miele, anche se Sinner, a onor del vero, tra i top 10 è quello che protesta meno

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Valesio su Domani aggiunge la consueta considerazione che il Six Kings Slam sia un emblema del soft power saudita, un format che fa del mondo dello sport di altissimo livello una sorta di continua e perenne esibizione”. È lo stesso meccanismo che anima l Mondiale per club e la LIV Golf, dice, dove b”a ridere sono soprattutto quelli che vi hanno aderito. Valesio chiude scrivendo: I tempi in cui l’esibizione era Jesse Owens quadrimedagliato a Berlino ’36, che per sbarcare il lunario sfidava un cavallo in una gara di corsa, sono lontanissimi. Tristi come oggi, però

Oh, nel frattempo fra ieri e oggi, i tre quotidiani sportivi ci informano del fatto che Il tennista Matteo Berrettini, 29 anni, ha una nuova fidanzata, una ragazza che nel suo percorso artistico è stata ballerina del programma Amici. Bene. Sua sorella maggiore deve essere una specie di portavoce di questo amore, perché a una rivista ha raccontanto come si sono conosciuti, i dettagli sullo scambio di sguardi e che «poi sono andati velocissimi, presi l’una per l’altro, al punto che mia sorella ha voluto presentarcelo quasi subito». 

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