Lo Slalom del 22 settembre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

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#3 giorni alla Ryder Cup

     

►  LA BILLIE Jean King Cup è stata vinta dall’Italia per il secondo anno di fila. Battute le USA nella finale di Shenzhen: Elisabetta Cocciaretto e Jasmine Paolini non hanno lasciato neppure un set a Emma Navarro e Jessica Pegula. 

◇  La Nazionale di pallavolo ha battuto per 3-0 l’Argentina negli ottavi di finale dei Mondiali. 

◇  Max Verstappen ha vinto il GP di Baku davanti a George Russell e alla Williams di Carlos Sainz. L’olandese si è portato a -69 dal leader Oscar Piastri, andato a muro al primo giro.

◇  La Roma ha vinto il derby, l’Inter ha battuto il Sassuolo, l’Atalanta ha ritrovato Lookman e tre gol. Stasera Napoli-Pisa

◇  Lorenzo Musetti ha battuto in due set il georgiano Basilashvili con 7 ace e il 77% di punti con la prima di servizio e oggi sfida in semifinale l’ucraino Shevchenko.

◇  Il Mondo ha battuto l’Europa nella Coppa Laver con il successo di Taylor Fritz su Sascha Zverev. Tra qualche giorno arriva invece la Coppa Ryder e terremo in vita il nome Europa su un campo di golf in America. 

 

  

L’esperienza non è ciò che accade a un uomo: è cio che un uomo fa con quel che gli accade

Aldous Huxley

 

    

 

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Il bilancio dei Mondiali di Tokyo

 

Sono stati i Mondiali del sovvertimento, con un mucchio di nomi grossi finiti nella schiera dei battuti: Jakob Ingebrigtsen e  Karsten Warholm, Soufiane El Bakkali e Grant Halloway, Miltiadis Tentoglou e Keely Hodgkinson.

Più della metà delle donne che si è presentata a Tokyo in testa alle classifiche stagionali non è riuscita a vincere la medaglia d’oro. Ce l’hanno fatta in 10 su 24 [Melissa Jefferson-Wooden sui 100, Faith Kipyegon nei 1.500, Beatrice Chebet nei 5.000, Femke Bol sui 400 ostacoli, Nicola Olyslagers nell’alto, Tara Davis-Woodhall nel lungo, Leyanis Pérez Hernández nel triplo, Valarie Allman nel disco, Anna Hall nell’eptathlon, Maria Pérez nei 35 km di marcia]. Ancora meno gli uomini, la metà della metà, in tutto cinque [Noah Lyles sui 200 Emmanuel Wanyonyi su 800, Cordell Tinch sui 110, Armand Duplantis nell’asta, Evan Dunfee 35 km marcia]

Chi si ferma arretra. Chi smette di aggiornarsi viene raggiunto. I paesi saliti sul podio sono stati alla fine 53. A Budapest nel 2023 erano 46, a Eugene nel 2022 erano 45, agli ultimi Mondiali novecenteschi erano stati 42. Il mondo dell’atletica si allarga e l’Italia c’è. Come nel nuoto, l’altra colonna olimpica.

Un oro, tre argenti e tre bronzi: sette medaglie complessive sono il record di sempre per il movimento azzurro, una in più di Goteborg 1995. Ne hanno sommate di più solo gli USA [26], il Kenya [11] e la Giamaica [10]. Non è bastato per entrare nel G-10: il Portogallo ne ha prese due ma d’oro. La Spagna ha vinto due marce con Maria Pérez e sta davanti. Anche Botswana, Svezia e Nuova Zelanda hanno vinto di più [due ori] ma hanno messo la loro bandierina un fra i primi-8 posti solo altre quattro volte. 

È per questo che alla fine un movimento si pesa pure dalla classifica a punti che considera qualità media e piazzamenti [fino all’ottavo posto], dove la Nazionale azzurra è la sesta al mondo, dietro lo squadrone britannico rimasto addirittura senza ori. L’Italia ha avuto 15 finalisti [uno in meno di Atene 1997], 62 punti [uno in meno di Goteborg 1995] ma in un campo decisamente più largo, un campo composto da 74 nazioni che hanno portato almeno una persona in finale. Trent’anni fa erano 56. 

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I temi del giorno

 

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La fatica di Fiorentina e Lazio

Aspettando che arrivi Napoli-Pisa, il campionato è andato a dormire ieri sera con sei squadre davanti in due punti. Se Conte vince anche stasera nel giro di quei due punti restano in due. L’anno scorso erano cinque. Il ruolo esuberante della clandestina ce l’aveva l’Udinese, adesso la Cremonese, con la sensazione che Davide Nicola avrebbe potuto essere perfino più su. Ma lui è iscritto a un’altra corsa, e nella sua corsa ha 6 punti di vantaggio sulla terzultima. Una enormità. 

Il Cagliari è uscito dai blocchi all’altezza del Como e se Anguissa non avesse trovato un lampo nei minuti di recupero ora in Sardegna avrebbero negli occhi una classifica con il loro nome davanti a quello dei campioni d’Italia. C’è vita tra le righe di un campionato che nelle dieci posizioni della parte destra ospita due delle nostre squadre europee, la Fiorentina dei soli 2 punti e il Bologna che fa una grande fatica a tirare in porta senza Ndoye, ma che più di tutte ha un’occasione alle porte. Mentre gli scontri diretti incalzano [Juventus-Atalanta e Milan-Napoli alle prossima, Juventus-Milan prima della sosta], il Bologna non affronterà nessuna delle prime-4 dello scorso torneo fino all’undicesima giornata. Si vedrà. 

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image.png   I graffi del capitano senza fascia

il cerchio di fuoco   Non giocava dall’inizio di maggio. Ha segnato per la quarta volta alla Lazio e per la seconda avendo un piede e mezzo fuori da Trigoria. Gasperini ha ripetuto il gioco di prestigio fatto da Ranieri a inizio 2025. Pellegrini era ormai del Napoli, Conte lo aspettava al mercato di gennaio, un gol nel derby fece deviare il corso del fiume. E adesso non è forse la stessa cosa? Giulio Cardone su Repubblica dice che il derby è di chi lo conosce. Lorenzo Pellegrini ne ha giocati tanti, li vive da romano e tifoso della Roma, era nella storia di questa partita — di nuovo brutta — che la decidesse lui, l’uomo più atteso. Ha avuto ragione Gasperini. Il derby se lo prende chi lo conosce, sì. Nuno Tavares non ha capito lo spirito di questa partita, non era connesso con il resto della squadra, attentissima a non sbagliare: per la Lazio, senza coppe e senza mercato, il trofeo dell’anno doveva essere questo. E invece il terzino portoghese si ingolfa sul pallone, se lo fa soffiare da Rensch, il sostituto di Wesley, Soulé lo passa a Pellegrini e ciao derby. Ora il derby lo conosce anche Gasperini, che potrà lavorare con più serenità sui limiti di una squadra decisamente imperfetta.

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Le analisi

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L’indomabile Verstappen

Le parole sfocate di Vasseur sulla crisi della Ferrari

DI ROBERTO LIBERALE

 

image.png   ①  PANORAMI  Il preludio delle sorprese

Il weekend si presentava con bel un po’ di stravolgimenti. Un GP nel quale era assente il recordman della pista. Sergio Pérez, nei precedenti otto GP di Azerbaigian, aveva vinto due volte, era salito sul podio in quattro occasioni e messo insieme 100 punti, più di tutti. Lui non poteva ripetersi, in attesa che torni in gara in Australia nel weekend del 6-8 marzo 2026 alla guida della Cadillac. 

L’altro primatista del circuito, Charles Leclerc, poleman nelle quattro edizioni precedenti, poteva farlo e non l’ha fatto. È finito nel muro durante le Q3.  

Tante novità già in qualifica, con Sainz secondo, prima volta in carriera in prima fila su una macchina diversa dalla Ferrari. E la stessa Williams in prima fila dopo 1484 giorni. L’ultima c’era stata con Russell nel GP del Belgio del 29 agosto 2021, la gara famosa per essere durata un solo giro sotto il diluvio. 

Poi Lawson terzo in griglia. Il suo miglior risultato nei precedenti 27 Gran Premi era stato il quinto posto in terza fila in Brasile 2024. Con i sicuri apprezzamenti di Verstappen che da compagno di squadra alla Red Bull lo aveva sempre difeso nei momenti più bui. 

In gara sono solo continuati gli stravolgimenti. Tutti tranne due: Max che vince e la Ferrari anonima. 

Dietro Verstappen le sorprese sono state molteplici: secondo buco della McLaren dopo Monza, Piastri fuori e match point per il mondiale costruttori sprecato. Poi Sainz, le Mercedes, Lawson e Tsunoda. Ma è tutto negli altri sei cilindri.

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Dai campi

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La crono ai Mondiali del belga e il sorpasso lungo la strada allo sloveno

Forse poteva succedere solo qui, in questo posto ricostruito non solo con il cemento ma con la memoria, con la coscienza di chi ha visto, ricorda e ha deciso che tutto doveva essere diverso. Forse solo in un posto dell’altro mondo poteva succedere che qualcuno raggiungesse e superasse Tadej Pogacar, partito due minuti e mezzo prima. Non è un qualcuno uguale agli altri. Remco Evenepoel è un autore di trame uniche, ma una così assurda non l’aveva immaginata manco lui. 

Sulle colline di Kigali che nelle foto di Getty cambiano tonalità e colori da un lato all’altra della strada, prima di arrampicarsi su certe strade che sembrano rampe di garage, la prima cronometro corsa in Africa  è passata fra tetti rossi, botti d’acqua piovana e alberi di jacaranda, lasciandosi alle spalle larghe avenue alberate, piazze pulite, facciate ben tinte, edifici piazzati di fianco a mercati colorati, dove stoffe kitenge erano mosse dal vento e dal desiderio. Caffè all’aperto, panini al mais, e poi un odore di fagioli ovunque, fagioli mescolati a quel profumo che fa la terra umida dopo il temporale. 

Remco ha tirato dritto senza potersi concedere il privilegio di sbirciare quel che da casa non era dettaglio, ma scena, strade di ciottoli, botteghe artigiane, barbieri all’aperto, tessitrici con le mani su certe fibre antiche. E poi gli hotel lucidi, i ristoranti eleganti, le strade che quell’italiano residente in città ha detto alla RAI sono sicure anche di notte, non come l’Etiopia da cui è scappato. 

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Interpreti

 

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La nuova  Coppa King vinta dalla Nazionale di Tathiana Garbin

Prima di tirar somme affrettate sulle cause e sugli effetti, annotiamo tutto come una meravigliosa coincidenza. L’Italia che ha nella Nazionale femminile di pallavolo una squadra da oro olimpico e oro mondiale, l’Italia che ha nella Nazionale femminile di tennis una squadra da due Coppe King in due anni è il paese nel quale i due sport più praticati dalle donne sono la pallavolo e il tennis. 

I dati sono stati diffusi a maggio da Sport & Salute, sulla scorta di una ricerca dal titolo “Sport e parità di genere. Dalla partecipazione alla leadership: il cammino delle donne nello sport italiano”, commissionata a SG Plus Sport Advisor. Il 78% dei tesserini usciti dalla federazione volley sono in tasca a una donna [383 mila]. La pallavolo richiede tecnica,  elasticità mentale, movimento aerobico e anaerobico, favorisce la socializzazione, il rispetto di ruoli. Al secondo posto viene il tennis con 320 mila, ma in questo caso il terreno è ancora tutto da esplorare. Le donne tesserate rappresentano il 39%. Seguono ginnastica [118 mila e 88% donne], nuoto [104 mila e 49%] e sport equestri [100 mila e 78% donne]. 

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