Oggi i sorteggi: cosa aspettarsi
Tra pomeriggio e sera, mentre l’estate si spegne e le giornate si accorciano, arriva il secondo sorteggione del calendario unico. Paolo Condò l’ha analizzato alla vigilia sul Corriere della sera, mettendo in prospettiva partecipanti e favorite. Il panorama è questo: “I campioni in carica e il Barcellona del prodigioso Lamine Yamal si dividono la prima fila, con Liverpool e Real Madrid in seconda, Arsenal e Chelsea in terza, Bayern e speriamo un’italiana in quarta, visto che il Manchester City continua a subire gol che fanno pensare a una certa usura della filosofia di gioco di Pep Guardiola. L’Inter e il Napoli lotteranno, e un posto nelle prime otto è il loro traguardo: intendiamo i quarti di finale, più semplici da raggiungere evitando il playoff (l’anno scorso letale per tre italiane su tre). Dipenderà dal sangue fresco dell’Inter, che l’anno scorso esaurì nella leggendaria semifinale col Barça ogni energia, consegnandosi così alla figuraccia di Monaco. Dipenderà dal desiderio di rivalsa di De Bruyne, che ha lasciato il City non per scelta ma perché glielo hanno detto, e da quanto Antonio Conte consideri necessario il grande risultato europeo che gli manca”.
Fabio Licari sulla Gazzetta vede otto squadre imprendibili, così le definisce: sono le due spagnole della faida quotidiana, quattro inglesi [Liverpool, Chelsea, Manchester City se arriva Donnarumma, Arsenal], il Bayern, il PSG. Tuttavia aggiunge che “s’è visto l’anno scorso che la nuova Champions non è scritta in anticipo: le due partite in più nel gruppo, le fatiche supplementari, le piccole che lottano come le grandi. Il Psg sembrava out fino all’incredibile rimonta contro il City, settima giornata, da 0-2 a 4-2, e da allora non s’è più fermato. E poi una sorpresa c’è sempre”.
Aggiungiamo che stavolta il calendario davvero scontenterà qualcuno e farà felice qualcun altro. La nuova formula fa ricadere sulla stessa classifica sorteggi che possono essere sproporzionati. Esiste una certa disparità tra la pesca in quarta fascia di un Newcastle, di un Monaco, o di un Athletic Bilbao rispetto al il Kairat Almaty. E poi ci sono i viaggi da considerare, le trasferte ai confini dell’Europa per andare oltre la linea del circolo polare artico nel caso del Bodo/Glimt oppure a 200 km dal confine con l’Asia e a mille dalla Cina nel caso dei kazaki: il punto più a nord e il punto più a est mai toccati dalla Champions nella storia. Pafos sarà peraltro il punto più a sud di sempre con l’eccezione di Israele, che però sta sulla mappa dell’Europa del pallone per motivi politici e non geografici.