Leao centravanti può diventare la mossa della stagione

Quattro gol di Allegri al Liverpool: signora che faccio, lascio?

  Max Allegri chiedeva di vedere qualche segno di progresso rispetto all’amichevole persa contro l’Arsenal per 1-0 in Singapore. Sono arrivati quattro gol contro i campioni d’Inghilterra del Liverpool, ma magari i maxisti integralisti si indispettiscono perché quelli subiti sono il doppio, vai a sapere [eh eh, satira politica].

Il Corriere della sera parla di mutazione alla milanese, come la cotoletta, e rilancia il saturo giochino su Allegri, quella storia del calcio semplice: difesa e ripartenze perché le reti di Lotus-Cheek e Okafor [una doppietta addirittura] sono arrivate a campo spalancato”.

Anche per la Gazzetta è già il Milan di Max [8.5 in pagella per Leao: Sontuoso. Non è certo diventato un centravanti di ruolo, ma quando è lanciato in velocità, non lo ferma neppure Van Dijk. Un gol, un assist e altre giocate da campione. Aggiunge rincorse difensive. Se continua così…”].

[Se continua così, rischia di diventare il fatto del campionato, ‘o fatto come dicevano i vecchi del mestiere sulla salitina dei passi perduti di Soccavo]

Monica Colombo scrive sul Corriere che forse è prematuro convincersi che il Milan è tornato, che la rosa — pur priva di pedine fondamentali che il mercato ancora dovrà fornire — è già competitiva, che Leao è prossimo a vivere la sua stagione da protagonista e che Max Allegri non è il tecnico superato che dalle parti di Torino lo scorso anno ci hanno indotto a pensare. Forse è presto credere a tutto questo però, dopo un ottavo posto e due esperienze sgangherate in panchina, è difficile non lasciarsi trasportare dalle recenti indicazioni positive.

A proposito di calcio estivo e di come dobbiamo considerarlo, la pagina facebook Calcio da dietro era un pochino infastidita nei giorni scorsi dalle parole girate intorno alla sconfitta di Singapore ma pure quelle per lo 0-2 del Napoli con l’Arezzo. Davide Zennaro lo ha chiamato populismo calcistico augurandosi di trovare nei resoconti e nelle cronache d’agosto i concetti ed i processi dietro preparazioni atletiche, visto che siamo nel periodo giusto per affrontare l’argomento? Speranza vana, eh?.

Oh, poi ricordava pure che il 25 luglio del 2014, nella prima uscita stagionale, la Juventus di Allegri perse dal Lucento, squadra di Eccellenza, ma alla fine tutti sanno come andò a finire la stagione.

Cosa cambia invece nell’Inter

Paolo Condò esamina stamattina sul Corriere della sera che cosa pare cambiato nell’Inter con l’inizio della nuova stagione e al primo giorno di raduno. Lookman è importante non solo tecnicamente, per dare insieme con Pio Esposito e Bonny delle alternative in attacco ma anche perché psicologicamente occorre una faccia (famosa) nuova per dare il senso del cambio di stagione, della ripartenza da premesse diverse da quelle che ti hanno portato molto lontano, ma concretamente da nessuna parte. Inoltre, scrive Condò, “le stesse voci interne al fondo Oaktree, che balenano nei discorsi comunque più conservativi di Marotta e Ausilio, indicano la necessità di ringiovanire quello che dal 2021 a ieri è stato un eccellente instant team, una squadra capace di rigenerarsi senza più chiedere soldi all’azionista, ma così facendo è salita di età media oltre il livello di guardia. Nelle partite mondiali di giugno le altre squadre che hanno superato la fettuccia delle 60 partite in stagione (Real, Psg, Chelsea, City) correvano. Magari non come in autunno, ma per essere ormai in estate sulla loro condizione atletica c’era poco da eccepire. L’Inter no. L’Inter in America camminava

 

 Il secondo test del Napoli

Dopo il 2-1 al Catanzaro di Aquilani, il Corriere dello sport-stadio scrive con Fabio Mandarini che nel primo tempo il 4-3-3 di Conte ha fatto registrare ottimi progressi e ha messo anche in evidenza i grandi colpi a disposizione in tutte le zone del campo. Hanno segnato Raspadori e poi Lucca su rigore, senza litigare con nessuno per tirarlo. De Bruyne, Lang e Neres volano, si legge. Re Kevin ha lavorato da mezzala sinistra e fino a esaurimento scorte ha alzato l’intensità del pressing, s’è inserito e ha dispensato calcio puro negli ultimi trenta metri. Averlo è un lusso, sfruttarlo un must. Splendidi alcuni duetti con Neres sull’asse destro.

Oh, poi c’è la storia dello stadio. Il San Paolo non è dentro gli standard per gli Europei del 2032. Sarebbe stata una sorpresa il contrario, nonostante il maquillage per le Universiadi di qualche anno fa. L’UEFA ha comunicato quali sono i parametri da rispettare, ma De Laurentiis non è d’accordo sul restyling e Antonio Giordano sulla Gazzetta esplicita come si vada ora a un braccio di ferro politico tra il Napoli e il Comune. Anche se non ha avuto la rilevanza mediatica di San Siro, la storia – scrive Giordano – in realtà ha vari capitoli che la trasformano in una serie televisiva, e però rifugiandosi nelle ultimissime puntate, si resta in un orizzonte opaco: al Comune sognano di rifare il Maradona mentre il Napoli guarda altrove, è partito da Bagnoli ed è arrivato sino a Caramanico, zona Centro Direzionale. Però il viaggio pare ancora lungo.

 

Ahia, Baroni parla come Spalletti

Gianluca Oddenino su La Stampa fa il punto sulle prossime mosse di mercato del Torino [I soldi non mancano a Cairo per costruire una squadra di qualità dopo le ricche cessioni di Ricci e Milinkovic-Savic] e racconta il 4-1 in amichevole sulla Cremonese: La squadra di Baroni ha proposto idee, si è mossa con intelligenza nel calcio relazionale che chiede il suo allenatore (tanti scambi di ruolo e molta pressione per attaccare la difesa avversaria) e soprattutto ha colpito al momento giusto. I primi 30 minuti sono stati brillanti, con un 4-2-3-1 dove Adams era il terminale offensivo sostenuto dall’inedito tridente con Vlasic esterno destro, Sanabria trequartista e Lazaro adattato come esterno a sinistra.

 

Sotto la curva tedesca di Totti

Ferguson ha segnato il gol della vittoria romanista nell’amichevole di Kaiserslautern e Jacopo Aliprandi ricorda sul Corriere dello sport-stadio che si è giocato al Fritz-Walter Stadium, laddove il 26 giugno 2006, al minuto 95 della sfida tra l’Italia e l’Australia, Francesco Totti scagliava il suo destro all’incrocio dei pali della porta lato curva nord portando gli azzurri ai quarti di finale del Mondiale 2006. Dietro quella porta ieri ottocento tifosi romanisti hanno sostenuto la nuova squadra di Gasperini nel primo vero test importante di questa stagione.

 

  La diffidenza intorno alla Lazio

Ha vinto con un gol anche la Lazio di Sarri [Guendouzi su rigore], ma era contro l’Avellino. Contestazione a Lotito in occasione di questa prima uscita pubblica dopo la rinunzia al ritiro in Cadore e il lavoro svolto nel centro blindato di Formello. Il Corriere dello sport-stadio riferisce che nel primo tempo Sarri sceglie la via “usato sicuro” sulla destra, mettendo i suoi tre fedelissimi Hysaj (terzino), Vecino (mezzala) e Pedro (ala) a calpestare le stesse zolle, mentre la corsia di sinistra è stata quella sperimentale, con i due volti nuovi per il Comandante, Nuno Tavares e Dele-Bashiru, a dare supporto a Zaccagni. Il risultato è un gioco molto più orientato sul versante mancino

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