▥ E sono ancora qua: canta Novak Djokovic
Mentre la Nazionale di calcio perdeva contro il Portogallo, la Germania del tennis perdeva anche Sascha Zverev dal torneo del Roland-Garros. In semifinale si presenta – attenzione, reggetevi – quel Novak Djokovic che un paio di settimane fa era sull’orlo del disarmo e accennava alla pensione. È il primo giocatore ad aver ottenuto almeno 10 vittorie contro uno dei primi-5 in classifica in più tornei dello Slam da quando le classifiche si fanno al computer. All’età di 38 anni e tre giorni è il secondo giocatore più anziano nell’era Open ad aver raggiunto una semifinale, più giovane solo di Richard Gonzales che ne aveva 40 e 18 giorni nel 1968. Ora le sue semifinali Slam sono salite a 51, seguono Federer con 46, Nadal con 38, Connors con 31, Lendl con 28, Agassi con 26, Sampras con 23, Murray con 21, Edberg e McEnroe con 19.
▥ Ma certo, certo: Sinner
Jannik Sinner ha sbrigato il compito Bublik nel tempo necessario a sbrigare il compito Bublik. Bella maniera di ringraziare un tipo che ti ha sbattuto fuori Jack Draper, onestamente l’ostacolo più alto che si poteva incontrare prima della semifinale [e forse della finale]. Sinner è diventato il terzo giocatore più giovane nell’era Open ad aver raggiunto le semifinali sia dell’Australian Open sia del Roland-Garros per due anni consecutivi, più precoci di lui sono stati Jim Courier e Mats Wilander. È anche il più giovane ad aver raggiunto 19 vittorie consecutive nel singolare maschile degli Slam da quando Rafa Nadal nel 2008 le mise insieme tra il Roland-Garros 2008 e i quarti di finale degli US Open. Il numero 1 del mondo è rimasto in campo complessivamente finora per 9 ore e 35 minuti: il record degli sbrigativi appartiene a Novak Djokovic con le sue 7 ore e 44 minuti di tennis vissuti nel 2011 per arrivare alla semifinale del 2011. In realtà godette di un walkover avversario. Nadal impiegò 7 ore e 53 nel 2017 con un ritiro strada facendo. Ma poi in fondo che c’importa, no?
LA POSTURA Il magazine Tennis spiega che i tennisti sono sempre alla ricerca di modi per migliorare, cambiano la tecnica, inseriscono nuove teste nel team, sperimentano aggiustamenti tattici. Così, al Roland-Garros di quest’anno stiamo vedendo uno Jannik Sinner che adotta una postura in risposta diversa, cominciando il movimento in posizione chiusa, “poi usa il piede anteriore come spinta propulsiva. Una soluzione che chiaramente dato i suoi frutti finora, dato che l’italiano non ha ancora perso un set in quattro partite”.

▥ Il tennis afro-americano al culmine
All’età di 21 anni e 73 giorni, Coco Gauff è la più giovane americana dell’era Open ad aver vinto più di 25 partite in carriera nel singolare femminile al Roland-Garros. La più giovane in assoluto è stata Martina Hingis con 19 anni e 241 giorni. Negli eventi Slam, Gauff ha ottenuto la decima vittoria contro un’ex campionessa, una quota che a 21 anni non si vedeva dai tempi di Serena Williams. Due semifinali consecutive al Roland-Garros in simile età non si vedevano invece da quando le fece Andrea Jaeger a 16 anni e 354 giorni nel 1982.
La rivista Tennis fa notare che per la prima volta nella storia in tutt’e cinque i tornei in corso al Roland-Garros c’è stato un afro-americano-a ai quarti di finale: singolare maschile [Tiafoe], singolare femminile [Gauff e Keys], doppio maschile, doppio femminile e doppio misto con Evan King e Taylor Townsend.
“Nel corso degli ultimi 75 anni – dice Tennis – gli afroamericani hanno avuto un impatto e una continua evoluzione nei tornei più prestigiosi. Le vittorie rivoluzionarie di Althea Gibson e Arthur Ashe, il dominio delle sorelle Williams, gli exploit di MaliVai Washington e Zina Garrison hanno ispirato le nuove generazioni. Sebbene il Roland-Garros potesse essere probabilmente lo Slam meno probabile a ospitare un’impresa così storica, il traguardo arriva proprio qui”. Sulla superficie per tradizione meno gradita alla scuola tennistica americana