Diario del 3 luglio. Cosa vedere in tv. cosa sapere, cosa leggere

 

    TOUR DE FRANCE

LA TAPPA-5

LA TAPPA DI OGGI

SAINT-JEAN-DE-MAURIENNE > SAINT VULBAS

Intorno a Saint-Jean-de-Maurienne il Tour si è trovato a gironzolare spesso, considerata la sua posizione felice ai margini delle Alpi. La giornata più memorabile rimane quella del 2006, quando Floyd Landis lanciò un attacco miracoloso. Aveva preso 10 minuti di distacco nella tappa precedente e invece si riportò a mezzo minuto dalla maglia gialla. Una prestazione troppo bella per essere vera ricorda Rouleur. Venne squalificato.

Ma oggi intorno a Saint-Jean-de-Maurienne si gironzola lontano dalla catena montuosa, il gruppo punta su strade calme e riparate verso Saint-Vulbas, una scoperta per il Tour, ma un arrivo caro a Nacer Bouhanni – il velocista che qui vinse al Delfinato e al Tour de l’Ain. Uno sprinter da 70 successi e nemmeno uno al Tour.

LE STRADE DEL TOUR

KM 0 Nel VI secolo arrivarono a Sain-Jean-de-Maurienne tre dita. Tre dita che si dice provengano dalla mano destra di Giovanni Battista, e quindi dalla mano che battezzò Gesù. Furono portate da Alessandria d’Egitto e continuano a rendere la cattedrale in città una meta di pellegrinaggio. Del resto fu nella frazione di Gevoudaz, a due passi da Saint-Jean-de-Maurienne, che Joseph Opinel, figlio di un sarto, perfezionò il coltello che porta il suo nome in un angolo dell’officina del padre. Era il 1890. Fu un successo immediato e il piccolo laboratorio sulle rive dell’Arvan si espanse. Joseph si stabilì nei pressi di Chambéry nel 1915 e scelse allora una mano coronata come marchio per la fabbrica, una mano benedicente che ricorda le tre dita.

Dal 2006, l’allevatrice di lumache Carole Milan si è insediata nel villaggio di Fontcouverte, tra Saint-Jean-de-Maurienne e La Toussuire, e vende i suoi prodotti nei mercati, nei negozi e nelle gastronomie della regione. La fattoria, nota come L’Escargot de la Maison Blanche, ospita circa un migliaio di lumache. 

KM 127   Nella sua newsletter per Bidon, Leonardo Piccione ricorda che Château de la Barre, dimesso maniero incrociato a una cinquantina chilometri dall’arrivo, questo castelletto fu nel 1827 il teatro di un fattaccio che ispirò uno dei romanzi più letti del secolo, e chi lo direbbe vedendo di sfuggita quell’anonimo forte? A Château de la Barre vivevano gli aristocratici Cordon, che assunsero come precettore Antoine Berthet, un ex seminarista di un paesino dell’Isère che finì con l’innamorarsi di una delle figlie dei suoi datori di lavoro. Dopo che, in seguito allo smascheramento della relazione, venne licenziato dai Cordon,

Berthet si vendicò sparando durante una funzione religiosa alla madre della fanciulla, e per questo fu condannato a morte. Il giornalista e scrittore Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, lesse questa notizia sulla “Gazzetta dei Tribunali” e ne trasse spunto per la trama del suo romanzo più famoso, “Il rosso e il nero”, l’epopea di un giovane di provincia che tenta di salire la scala sociale attraverso una combinazione di talento, inganno e ipocrisia. Il rosso e il nero del titolo simboleggiano il contrasto tra l’esercito e il clero, tra Marte e Saturno, ma soprattutto tra il cuore e l’ambizione, tra la passione e la morte, conflitti che riguardano ciascun essere umano a prescindere dall’epoca, a dispetto dell’età, perché a Stendhal riuscì il miracolo che la letteratura e lo sport al loro meglio riescono a compiere: elevare vicende secondarie, apparentemente insignificanti, a epica universale, che parla di tutti, a tutti

Km 177  Il prodotto di San Vulbas è invece la crostata alle noci salate, A una ventina di km da qui si viene per il Printemps de Pérouges, uno dei principali festival dei paraggi: ci sono stati Sting, Johnny Hallyday e Santana. L’edizione del 2024, fino a domenica scorsa, ha accolto Mika, Zucchero, Véronique Sanson e Gilbert Montagné. È un festival fondato da tre sorelle, Marie, Anne-Lise ed Elsa Rigaud, si è tenuto per lungo tempo al Plaine de l’Ain Polo Club di Saint-Vulbas, prima di trasferirsi al Château de Saint-Maurice-de-Rémens, in sostanza la casa d’infanzia di Antoine de Saint-Exupéry. Così oggi resta da stabilire chi sarà il Piccolo Principe della tappa e chi la lumaca. 

LA TAPPA DI IERI

COME TADEJ POGACAR SI E’ RIPRESO LA MAGLIA GIALLA

La cosa più affascinante di tutte è provare a capire quale fosse l’urgenza di liberarsi della maglia gialla il lunedì, per andare con la stessa urgenza a riprendersela martedì. Per entrare nella psicologia di Tadej Pogacar e della sua furia sulle Alpi, bisogna forse considerare che su questa montagna aveva subito una sconfitta irritante da Jonas Vingegaard  [TUTTO QUI]


IL TOUR DE FLAMME

LA FIACCOLA NEL PAS-DE-CALAIS DELL’IMMIGRAZIONE POLACCA

-23 GIORNI A PARIGI

Il sacro fuoco di Olimpia continua la sua passeggiata al Nord. Oggi tocca il Pas-de-Calais – che il sito olimpico celebra come un luogo che coltiva la sua unicità, con le sue coste, i suoi paesaggi plurali, la sua storia e la sua capacità di guardare al futuro, testimoniata da 125 scuole. Qui siamo nel cuore della Francia di cui si parla in questi giorni, in queste ore, la Francia dell’onda nera in politica, Sette anni fa, nell’estate del 2017 Gianni Mura scriveva: Dove la disoccupazione tocca i picchi più alti, nel Pas de Calais e nel Midi, si sceglie di votare Le Pen. Più si lascia il centro di Parigi per entrare nel disagio (eufemismo) delle periferie, più si sceglie Le Pen.

La fiaccola toccherà poi Saint-Omer e Boulogne-sur-Mer, prenderà la strada per Berck-sur-Mer e per Arras, prima di passare per il Parc d’Olhain e approdare presso la comunità urbana di Lens-Liévin.  tappa finale della giornata in Place Jean Jaurès, dove si terranno luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon,

Tedofori di giornata: Karine Boucher, ex ginnasta, campionessa europea nel 1998; Guillaume Chaine, judoka, medaglia d’oro a Tokyo 2021 nel concorso per squadre miste; Marie Delattre, ex canoista, doppia medaglia di bronzo a Pechino 2008; Yannick Lalisse, ex calciatore; Delphine Ledoux, ex ginnasta; Éric Sikora, ex calciatore; Éric Srecki, ex schermidore, quattro volte medaglia olimpica a squadre; Robert Korzeniowski, ex marciatore polacco, 4 ori olimpici, il primo nella storia a vincerne due nella stessa edizione, il primo a confermarsi nella 50km a distanza di un quadriennio.

Korzeniowski è francese d’adozione. Si è trasferito in Francia all’età di 22 anni, e il Pas de Calais è una zona storicamente legata agli immigrati dal suo paese. Qui ci sono le radici di Kopaszewski, diventato Kopa per i francesi, la stella della nazionale ai Mondiali del ‘58. Noeux-les-Mines – ha scritto Gianni Mura, la nostra guida nel Tour de Flamme – non è un bel posto per nascere, dalle miniere si usciva neri ma il pane era bianco e il lavoro assicurato. Ai margini del trattato di St. Germain si consentiva libero accesso ai lavoratori polacchi. La Francia aveva perso un milione di uomini in guerra e mancavano i minatori. Con altre migliaia alla fine del ‘19 arrivarono i nonni Kopaszewski con quattro figli, tra cui il tredicenne Franz, futuro padre di Raymond. Anche la madre, Hélène, famiglia di minatori da tre generazioni, aveva origine polacche. In casa si parlava polacco, e questo non avvantaggiò Raymond a scuola. «Malissimo matematica e storia, male il resto». Bene il pallone. Ma un tributo alla miniera lo pagò: due dita della mano sinistra maciullate da una frana e parzialmente amputate. Poi, siccome era bravo col pallone, gli trovarono un lavoro meno rischioso in superficie, alle caldaie. A Noeux, come in altri centri del Pas de Calais che vivevano sulle miniere (ultimo pozzo chiuso nel ‘68) lo sport era importante per inserire e distrarre. In una partita tra Lens e Lilla, nel ‘48, erano 9 i polacchi nati in Francia. Altri, Stablinski campione del mondo, Walkowiak sorprendente vincitore di un Tour, avevano scelto le due ruote.

Al Pas de Calais sono legati altri due nomi a Mura cari. Qui nei paraggi, tra Calais e Dunkerque, scorre il suo fiume preferito, l’Aa, perché è Il primo fiume di Francia, recitano le parole crociate. Qui era nato Bruno Metsu, il ct del primo sorprendente Senegal a un Mondiale di calcio. Metsu – ha scritto Mura – non era un allenatore poliziotto ma un uomo libero. «Sono un bianco dal cuore nero», disse, ricalcando senza saperlo una famosa frase di Pietro Mennea. Diventò uno di loro. Imparò a parlare il wolof, conobbe una ragazza di lì, Vivienne, e la sposò. Si convertì all’ Islam e diventò Abdul Kareem. Tre figli: Enzo, Noah e Maeva.

 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

 

ACQUE

8.30 Europei junior di nuoto, giornata-2 – in streaming su Euroaquatics Tv

PALAZZETTI E DINTORNI

11.00 Europei Under 18 femminili di pallavolo: Spagna vs Italia – sul canale  YouTube della Federatia Romana de Volei

16.30 Mondiali Under 17 basket, ottavi di finale, Italia vs Australia – sul canale YouTube della FIBA, The Basketball Channel

19.55 Pre-olimpico basket: Georgia vs Repubblica Dominicana – su Sky

22.00 Europei Under 22 femminili: Turchia vs Italia – sul canale YouTube della Federazione italiana pallavolo

23.25 Preolimpico di basket: Lituania vs Costa d’Avorio – su Sky

RUOTE

11.15 Giro dell’Austria: tappa-1, Bad Tatzmannsdorf-Bad Tatzmannsdorf  – sul canale YouTube Tour of Austria

13.30 Tour de France, tappa-5, Saint Jean de Maurienne-Saint Vulbas  – su Eurosport 1 e Rai Sport, dalle 14.45 Rai 2

TENNIS

12.00 Wimbledon, giornata-3 – su Sky


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

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Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa.  La Francia celebra la presa del potere di Tadej Pogacar al Tour de France, la Spagna si gode i suoi campioni giovani e scalda l’attesa per il quarto di finale agli Europei contro la Germania, in Italia tanto tanto calciomercato. 

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