| TOUR DE FRANCE
LA TAPPA-5
LA TAPPA DI OGGI SAINT-JEAN-DE-MAURIENNE > SAINT VULBAS Intorno a Saint-Jean-de-Maurienne il Tour si è trovato a gironzolare spesso, considerata la sua posizione felice ai margini delle Alpi. La giornata più memorabile rimane quella del 2006, quando Floyd Landis lanciò un attacco miracoloso. Aveva preso 10 minuti di distacco nella tappa precedente e invece si riportò a mezzo minuto dalla maglia gialla. “Una prestazione troppo bella per essere vera” ricorda Rouleur. Venne squalificato. Ma oggi intorno a Saint-Jean-de-Maurienne si gironzola lontano dalla catena montuosa, il gruppo punta su strade calme e riparate verso Saint-Vulbas, una scoperta per il Tour, ma un arrivo caro a Nacer Bouhanni – il velocista che qui vinse al Delfinato e al Tour de l’Ain. Uno sprinter da 70 successi e nemmeno uno al Tour. LE STRADE DEL TOUR KM 0 Nel VI secolo arrivarono a Sain-Jean-de-Maurienne tre dita. Tre dita che si dice provengano dalla mano destra di Giovanni Battista, e quindi dalla mano che battezzò Gesù. Furono portate da Alessandria d’Egitto e continuano a rendere la cattedrale in città una meta di pellegrinaggio. Del resto fu nella frazione di Gevoudaz, a due passi da Saint-Jean-de-Maurienne, che Joseph Opinel, figlio di un sarto, perfezionò il coltello che porta il suo nome in un angolo dell’officina del padre. Era il 1890. Fu un successo immediato e il piccolo laboratorio sulle rive dell’Arvan si espanse. Joseph si stabilì nei pressi di Chambéry nel 1915 e scelse allora una mano coronata come marchio per la fabbrica, una mano benedicente che ricorda le tre dita. Dal 2006, l’allevatrice di lumache Carole Milan si è insediata nel villaggio di Fontcouverte, tra Saint-Jean-de-Maurienne e La Toussuire, e vende i suoi prodotti nei mercati, nei negozi e nelle gastronomie della regione. La fattoria, nota come L’Escargot de la Maison Blanche, ospita circa un migliaio di lumache. KM 127 Nella sua newsletter per Bidon, Leonardo Piccione ricorda che Château de la Barre, “dimesso maniero incrociato a una cinquantina chilometri dall’arrivo, questo castelletto fu nel 1827 il teatro di un fattaccio che ispirò uno dei romanzi più letti del secolo, e chi lo direbbe vedendo di sfuggita quell’anonimo forte? A Château de la Barre vivevano gli aristocratici Cordon, che assunsero come precettore Antoine Berthet, un ex seminarista di un paesino dell’Isère che finì con l’innamorarsi di una delle figlie dei suoi datori di lavoro. Dopo che, in seguito allo smascheramento della relazione, venne licenziato dai Cordon, Berthet si vendicò sparando durante una funzione religiosa alla madre della fanciulla, e per questo fu condannato a morte. Il giornalista e scrittore Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, lesse questa notizia sulla “Gazzetta dei Tribunali” e ne trasse spunto per la trama del suo romanzo più famoso, “Il rosso e il nero”, l’epopea di un giovane di provincia che tenta di salire la scala sociale attraverso una combinazione di talento, inganno e ipocrisia. Il rosso e il nero del titolo simboleggiano il contrasto tra l’esercito e il clero, tra Marte e Saturno, ma soprattutto tra il cuore e l’ambizione, tra la passione e la morte, conflitti che riguardano ciascun essere umano a prescindere dall’epoca, a dispetto dell’età, perché a Stendhal riuscì il miracolo che la letteratura e lo sport al loro meglio riescono a compiere: elevare vicende secondarie, apparentemente insignificanti, a epica universale, che parla di tutti, a tutti“ Km 177 Il prodotto di San Vulbas è invece la crostata alle noci salate, A una ventina di km da qui si viene per il Printemps de Pérouges, uno dei principali festival dei paraggi: ci sono stati Sting, Johnny Hallyday e Santana. L’edizione del 2024, fino a domenica scorsa, ha accolto Mika, Zucchero, Véronique Sanson e Gilbert Montagné. È un festival fondato da tre sorelle, Marie, Anne-Lise ed Elsa Rigaud, si è tenuto per lungo tempo al Plaine de l’Ain Polo Club di Saint-Vulbas, prima di trasferirsi al Château de Saint-Maurice-de-Rémens, in sostanza la casa d’infanzia di Antoine de Saint-Exupéry. Così oggi resta da stabilire chi sarà il Piccolo Principe della tappa e chi la lumaca. LA TAPPA DI IERI COME TADEJ POGACAR SI E’ RIPRESO LA MAGLIA GIALLA La cosa più affascinante di tutte è provare a capire quale fosse l’urgenza di liberarsi della maglia gialla il lunedì, per andare con la stessa urgenza a riprendersela martedì. Per entrare nella psicologia di Tadej Pogacar e della sua furia sulle Alpi, bisogna forse considerare che su questa montagna aveva subito una sconfitta irritante da Jonas Vingegaard [TUTTO QUI] |
RASSEGNA..
CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIROEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. La Francia celebra la presa del potere di Tadej Pogacar al Tour de France, la Spagna si gode i suoi campioni giovani e scalda l’attesa per il quarto di finale agli Europei contro la Germania, in Italia tanto tanto calciomercato.
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