L’Italia fuori dalla Champions. Cosa dicono in Spagna dell’Atlético

I RUMORI DELLA CHAMPIONS

Uno, due, tre, poof. Tutta l’Italia è sparita dalla Champions nel giro di due martedì e un mercoledì. Non c’è neppure una squadra nei quarti, per la terza volta nelle ultime 10 edizioni [come nel 2021 e nel 2022] e per la sesta nelle ultime venti [fuori anche nel 2009, nel 2014 e nel 2016]. Sono rimasti in corsa tutti gli altri quattro paesi dell’élite e nessun Minions ha infilato un suo club fra i migliori otto dell’anno in Europa.

La Spagna ha tre squadre ai quarti [le due madrilene e il Barcellona] come nel 2022 e come in precedenza aveva fatto per cinque stagioni di fila fra 2014 e 2018. L’Inghilterra ne ha due [Arsenal e Manchester City] per la quarta coppa consecutiva e per la sesta edizione nelle ultime sette, dopo il tunnel del 2015-2017 con una sola qualificata in tre tentativi. La Germania affianca il Borussia Dortmund al Bayern a distanza di tre anni dall’ultima volta. Ha due club ai quarti per la quinta volta in 10 edizioni. La Francia sia riaffaccia con il PSG dopo il vuoto seguito alla finale+semifinale del 2020 e 2021. Il Portogallo è fuori per la prima volta dal 2020. L’Olanda non ce la fa dal 2019. L’uscita di scena del PSV Eindhoven ha prodotto una certezza nel ranking UEFA: la Francia è certa di chiudere al quinto posto e di poter portare quattro squadre anche alla Champions 2025-26. Non era più così scontato, anzi. La stagione era cominciata con la Ligue1 alle spalle della Eredivisie di 0.719 punti, saliti a 2.769 al termine dei gironi. Con il solo Ajax ancora in corsa in Conference League, l’Olanda potrà spingersi al massimo a 64.100 punti la Francia ne ha già 64.998.

Fabio Licari sulla Gazzetta fa il punto a proposito del famoso posto in più in Champions nell’anno che verrà. Siamo sempre in testa al ranking Uefa stagionale, ma c’è da stare molto attenti. Il nostro contingente s’è ridotto, Germania e Spagna in questi giorni hanno fatto passi avanti. Dobbiamo chiedere aiuto a Milan, Roma, Atalanta e Fiorentina in Europa e Conference League per guadagnare punti.

 

L’eliminazione dell’Inter

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  Due rigori su tre [Sanchez e Klaassen] sono stati sbagliati da chi era entrato nel secondo tempo supplementare, un’inquietante somiglianza con quanto accadde agli inglesi nella finale di Wembley contro l’Italia. Ma dopo – sapevamo tutto prima. 

Luigi Garlando sulla Gazzetta scrive: La Spagna ci ha spazzati via dalla Champions. Barcellona e Atletico Madrid, annunciate in crisi, hanno eliminato il Napoli campione d’Italia e l’Inter che lo diventerà. Non un figurone per una nazione che pretende la quinta poltrona Champions. l a Spagna ci ha spazzati via dalla Champions. Barcellona e Atletico Madrid, annunciate in crisi, hanno eliminato il Napoli campione d’Italia e l’Inter che lo diventerà. Non un figurone per una nazione che pretende la quinta poltrona Champions

Nelle sue pagelle per il Corriere della sera, Paolo Tomaselli ha dato 7.5 a Sommer, il migliore dell’Inter: Non solo esplosivo, ma anche sempre ben piazzato: dal diagonale di Lino, alla zuccata di Morata, fino al piatto di Griezmann e all’occasione di Depay nel primo supplementare, dà sempre grande sicurezza. E ai rigori ferma Saul.

Lautaro chiude con un 4.5: Solo palloni smozzicati su cui lottare. Ma alla prima giocata lancia Thuram. Il rigore decisivo però finisce in piccionaia. E fa male. Quanto a Simone Inzaghi, anche Tomaselli sottolinea che si chiude forse in area troppo presto e la resistenza non basta. Tradito ai rigori, riempie la Coppa di rimpianti.

 

WOW

La Spagna celebra invece le sette vite dell’Atlético Madrid, che sommate alle sette del Barcellona fanno quattordici. Ladislao J. Moñino su El Pais: Un Atlético epico, grandioso e storico. Ha inscatolato l’Inter con un calcio viscerale e verticale

Alberto R. Barbero su Marca: L’Atlético è ancora in piedi. La squadra di Simeone si iscrive a un altro ballo dopo aver eliminato quello che doveva essere uno dei migliori ballerini del momento sulla pista. Suona la musica, in questo caso la musica della Champions, e questa truppa ridiventa quello che era, quello che è e quello che sarà. Il tempo dirà se è diventata grassa in una sera solo per morire, fatto sta che nessuno potrà togliere questa notte al popolo biancorosso. Jan Oblak è un eroe a tutto tondo. Ha parato prima il rigore di Alexis Sanchez e poi quello di Klaassen. Con una grinta che altre volte è mancata, ma chi se ne frega del passato quando c’è il presente. Il riferimento è all’accusa ricorrente rivolta spesso a Oblak: non para i rigori. 

Così mentre noi riflettiamo sulla Pazza Inter, in Spagna dicono pazzo Atlético. Alfreo Relano, decano dei giornalisti calcistici, giurato per il Pallone d’oro, su As ha scritto: Non smettere mai di crederci, benedetta follia… Le frasi a cui si aggrappano i tifosi dell’Atlético nei momenti difficili hanno avuto perfettamente senso in una serata fenomenale, una di quelle che ogni tifoso conserverà per sempre tra i suoi ricordi più cari. Nelle grandi occasioni l’Atlético è grande, come nessun altro. Venerdì avremo tre spagnole nel sorteggio per i quarti. Possa Dio distribuire la fortuna

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