Il Poggio è il luogo dei luoghi secondo Merckx

Il Vecchio Kwaremont ha 50 anni. A metà dei suoi 2 km e 200 metri al 4 percento di pendenza si incontra il ristorante In’t Palet, prima del lungo falsopiano esposto al vento dove è ormai impossibile recuperare il Giro delle Fiandre se ti sta sfuggendo dalle mani e dai pedali. È nel tracciato dal 1919, la sua versione asfaltata è stata scoperta nel 1974, ma è dal 2012 che decide la corsa. Per molto tempo è stato una golosa anticipazione del Grammont con il traguardo ancora lontano.

È il più leggendario fra cinque posti leggendari del ciclismo. Lo ha stabilito L’Équipe con un referendum tra i lettori, la redazione e alcuni ciclisti. 

A due giorni dalla Milano-Sanremo, con 32 punti il vecchio Kwaremont ha battuto fra i giornalisti la foresta di Arenberg della Parigi-Roubaix [25], la Redoute della Liegi ex aequo con il Poggio [22] e in ultima posizione il Ghisallo del Lombardia [19]. 

Però. Colpo di scena. Squillo di trombe e rullo di tamburi. Il Poggio è stato indicato come il luogo dei luoghi dal signore dei signori del ciclismo. Eddy Merckx dice che nel ciclismo non c’è niente che possa eguagliare il fascino di quei 3 km e 700 metri al 3 percento, neppure adesso che hanno smantellato la vecchia cabina telefonica sulla sinistra, faceva da punto di riferimento per i corridori, annunciava che il punto critico era finito e che stavano per arrivare i 23 tornanti della discesa. 

Ai piedi del Poggio, quando i corridori svoltano a destra invece di dirigersi dritti verso Sanremo, mancano solo 9 km al traguardo di Via Roma. Ma ce ne sono 290 nelle gambe e questo balcone quasi innocuo divenuto un vero e proprio mito come scrivono Le Gars e Roos su L’Équipe chi ha ancora gambe le usa come un rasoio.

La spiegazione di Merckx è più sentimentale che tecnica: «Dico il Poggio perché ho vinto sette volte la Milano-Sanremo ed è lì che ho costruito le mie vittorie. Quel posto è sempre rimasto speciale per me e quando oggi guardo la gara davanti alla televisione ho ancora immagini molto forti in mente. Mi vedo ancora lì».

Mathieu van der Poel è il solo altro ciclista che lo abbia messo nelle prime due posizioni, ma preferisce il Kwaremont. Il Poggio viene al terzo posto per Pogacar e Hinault, al quarto posto per Tchmil, Tafi e Gilbert, solo al quinto per Bartoli. Hinault ha messo il Kwaremont all’ultimo posto, Gilbert la foresta di Arenberg. 

Sedicimila lettori hanno invece messo la foresta in cima alle preferenze e il Poggio al terzo posto. 

La pagina è uno spettacolo

 

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