I Detroit Pistons erano arrivati a questa stagione NBA con modeste speranze. L’ultima cosa che si aspettavano è che la realtà fosse finamche più piccina. Prima di andare in campo contro i Brooklyn Nets a ridosso di Natale sono arrivati a toccare 25 sconfitte consecutive. Ancora una ed è record eguagliato, ancora due e diventano gli unici titolari della serie, ufficialmente la squadra peggiore di sempre nella storia NBA. L’ultima volta che hanno vinto una partita – il 28 ottobre – gli United Auto Workers erano in sciopero in città. In questi ultimi anni avevano messo in fila mollichina mollichina una serie di scelte per arrivare finalmente a risollevarsi. Hanno assunto un nuovo allenatore , non uno qualunque, ma Monty Williams, l’allenatore dell’anno 2022 con i Phoenix Suns, e gli hanno dato uno stipendio di 13 milioni di dollari all’anno, il più alto in NBA fino a quando Gregg Popovich non ha accettato un prolungamento del contratto con i San Antonio Spurs a luglio. Sembrava la mossa migliore per una squadra che aveva perso più partite di chiunque altro l’anno scorso. Hanno iniziato la stagione immaginando che le cose potessero solo migliorare. Invece sono peggiorate, e anche di parecchio.
A differenza di altre squadre con strisce analoghe, i Pistons non stanno puntando a scivolare sul fondo della classifica per godere di scelte migliori al prossimo Draft. Non esiste una strategia astuta, dietro questa rovinosa caduta. Quando i Philadelphia 76ers persero 26 partite di fila nel 2013-14 erano nel bel mezzo del famigerato Process, il piano sviluppato dall’allora direttore generale Sam Hinkie per affondare e scegliere bene. I Cleveland Cavaliers del 2010-11 lo stesso, avevano appena visto LeBron James andarsene da free agent e non avevano altra via da percorrere se non quella, toccare il fondo e rialzarsi. Detroit no, Detroit ha iniziato la stagione con i talenti che voleva già dentro il suo spogliatoio. Doveva raccogliere i frutti di una serie di Draft lungimiranti. Il playmaker Cunningham è stato preso come prima scelta assoluta nel 2021. Jaden Ivey, quinto nel 2022, era al college un marcatore di alto livello. Ausar Thompson, quinta scelta nel 2023, si presenta come il tipo di difensore istintivo che può scompaginare i piani degli attaccanti avversari quasi da solo. I Pistons erano pronti al passo successivo. Lasciarsi i giorni dello scorno alle spalle. Invece si ritrovano con un’abbondanza di giovani guardie che si fanno concorrenza per guadagnare minuti. Una coppia di attaccanti come Marvin Bagley e James Wiseman che non incide quanto potrebbe. Cunningham è un maestro di strategie, ma avrebbe bisogno di tiratori attorno. Monty Williams dice che i suoi ragazzi hanno bisogno di imparare da questi momenti. Il Wall Street Journal ironizza: “Potrebbero presto diventare il gruppo di giocatori di basket più colto che lo sport abbia mai visto”.
L’intervento di John Hollinger nella newsletter di The Athletic è pieno di sarcasmo. Scrive che “questa squadra dei Pistons è peggiore di tutte le altre cattive squadre della storia. Cade Cunningham giura che questa non è una squadra da 2-26. Sono d’accordo, nel senso che è sconcertante capire come siano arrivate le due vittorie”.
Riepilogando. Per evitare di eguagliare i Cleveland Cavaliers del 2010-11 e i Philadelphia 76rs del 2013-14 [26 sconfitte consecutive in una stagione], i Pistons devono battere Brooklyn stanotte. Le peggiori percentuali di vittorie in una singola stagione vengono dai Charlotte Bobcats 2011-12 (0,106, 7-59, stagione ridotta dalla serrata), Philadelphia 76ers 1972-73 (0.110, 9-73 in totale) e 2015-16 76ers (0.122, 10-72 complessivi).
Quei Sixers allungarono la loro striscia di ko fino a 28 perdendo anche le prime due partite della stagione successiva.