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Piccola guida allo sport serale in tv
SPAGNA-SCOZIA
Un’altra gaffe per la federazione spagnola
Con il Mundial 2030 in tasca, incassato nonostante Rubiales, la federazione spagnola pare incappata in un’altra gaffe comunicativa. Ne ha scritto stamattina Rafa Cabeleira su El Pais raccontando di come il nuovo staff ha “pensato che fosse una buona idea sfruttare la fama di un TikToker minorenne, per associarlo all’immagine della nazionale, una mossa a dir poco audace, visto il punto a cui l’istituzione è arrivata negli ultimi mesi”.
Insomma. Il ragazzo si fa chiamare Chiqui Ibai, ha subito diversi episodi di bullismo e ha acquisito una certa popolarità in rete, grazie al supporto di alcuni streamer più affermati. Tra loro c’è Ibai Llanos, da cui Chiqui prende metà del suo alias “grazie a una presunta aderenza a un difetto fisico – scrive il giornale spagnolo – è un bambino con un evidente problema di sovrappeso”.
Il video e le grida con cui il ragazzino viene incoraggiato, scrive El Pais, è “un compendio di tutto ciò che non ci si aspetterebbe mai di trovare nell’account ufficiale della Nazionale, a cominciare da un certo disprezzo verso l’ortografia più elementare. Il messaggio è accompagnato da un video in cui Chiqui balla come se anche lui avesse perso la virgola del vocativo strada facendo. È divertente a modo suo, immagino. Ma cos’è che troviamo di così divertente? È una delle domande a cui ogni adulto responsabile dovrebbe cercare di rispondere onestamente, prima di mettere un bambino indifeso davanti a una telecamera. A cominciare dai genitori, ovviamente, e proseguendo con i responsabili di una federazione costretta a comprendere la necessità di inviare alla società dei messaggi corretti. Chiunque capirebbe che non c’è nessun problema nell’invitare un ragazzo a incontrare le stelle della Nazionale. Non si tratta di questo, bensì di cercare un ritorno nel suo utilizzo. Conosciamo l’ossessione di alcuni uffici per allargare la fan base e attirare quella generazione perduta che, dicono gli esperti, non è capace di mantenere l’attenzione durante i novanta minuti di una partita di calcio. Potremmo anche accettare l’idea che si tratti di un risarcimento per le molestie subite in passato, pur senza perdere di vista che un’attenzione massiccia sui social non sembra proprio il modo migliore per evitare che si ripetano in futuro. Basta dare un’occhiata ai commenti ricevuti in entrambe le pubblicazioni, per rendersi conto del terreno paludoso in cui il ragazzo si troverà, non appena si spegneranno i riflettori della sua inaspettata fama”.
ore 20.45 in tv su Sky e Tv8