L’irrequieto Harden cambia ancora squadra

È la fine del culebrón, così dicono in Spagna, ma LeBron non c’entra, questa è la fine della telenovela di James Harden, che ha lasciato Philadelphia per andare ai Clippers, come nel 2022 aveva lasciato Brooklyn e l’anno prima Houston, tre movimenti dopo la pandemia, il segno senza equivoci di una irrequietudine presente nel Barba. 

Nel dicembre di quattro anni fa era ancora un tiratore da 60 punti in una notte per i Rockets. Scoprì che un solo pallone era poco, cominciò a essere un problema dividerlo con Russell Westbrook. Andò dal general manager per dirgli: o lui o io. Non sapeva che pure Westbrook era passato in quella stanza. Con la stessa frase. Se ne andarono tutt’e due. Nessuno ha trovato altrove quello che cercava. Scrisse The Ringer: James Harden ha prima costretto i Rockets a pagare più del dovuto Russell Westbrook e un anno dopo ha chiesto di andarsene

Finì nel super team dei Nets, anche lì la luna di miele è stata brevissima. Con Kevin Durant e Kyrie Irving è durato 13 mesi. Il bello di essere un giocatore con questo tipo di influenza – sempre The Ringer dell’epoca – è che non devi convivere con le conseguenze delle tue decisioni sbagliate. Ora scappa dai 76ers che si erano illusi di avere in lui il cerotto da mettere sulla ferita Ben Simmons. 

 

Harden metterà la quarta maglia diversa in quattro stagioni. Ben Golliver sul Washington Post fa notare che non è la prima volta che Harden usa tattiche di una certa energia per cambiare squadra. In questo caso: assentarsi dagli allenamenti, vivere da separato in casa, disertare il palazzo mentre i compagni giocavano. Anche i Clippers rischiano di essere poco più di un parcheggio. In estate Harden sarà un free agent senza restrizioni. Ma chi dovrà trattare con lui, non potrà dimenticare che ha giocator solo 79 partite con Philadelphia, prima di essere stufo. A Los Angeles troverà una squadra di veterani che ha raggiunto le finali della Western Conference nel 2021 ma è stata frenata dagli infortuni a Leonard e George nelle ultime due stagioni. Soprattutto: ai Clippers ritrova Westbrook. Per la terza volta dopo Oklahoma e Houston.

Perché i Clippers si prestano? Secondo il Washington Post perché non hanno abbastanza registi da affiancare alle ali. Con il Barba, le prospettive miliardarie di Steve Ballmer dovrebbero migliorare a breve termine, mentre Philadelphia fa i conti con una nuova coppia che si sfascia. Embiid è stato lasciato solo anche da Jimmy Butler, dopo Ben Simmons. Il ruolo da co-protagonista ora spetta a Tyrese Maxey, che sta segnando una media di 30,3 punti, prende 6,7 rimbalzi e serve 6,3 assist. Ai 76ers arrivano Batum, Morris e Covington con contratti in scadenza a fine stagione.

 

Nella newsletter The Bounce legata a The Athletic, Zach Harper si mostra scettico sull’operazione, da qualunque lato la guardi. Tutto quello sbuffare e sbuffare e sbuffare – ha scritto – tutto quel non farsi vedere per 10 giorni ha funzionato. Harden realizza il suo desiderio di lasciare Daryl Morey. Perché dovrebbe funzionare questa volta? I Clippers sono già una squadra con un mucchio di dubbi sui playoff, e noi gettiamo nel mucchio un ragazzo che scompare misteriosamente in molte partite importanti. È lui che dovrà compensare le assenze di Leonard o George durante la stagione? Mi era piaciuto il modo in cui Russell Westbrook si è integrato neii Clippers. L’arrivo di Harden incide anche su quest’aspetto. Quanto ai Sixers, uno degli analisti più apprezzati dell NBA sostiene che non sia un brutto scambio in sé. Semplicemente – dice – non hanno fatto lo scambio che supponiamo Morey avrebbe voluto chiudere. Quando si è trovato di fronte alla richiesta di cessione di Ben Simmons, ha aspettato pazientemente mesi prima che l’accordo con Harden si concretizzasse. Questa volta? Ha aspettato solo una settimana

E sono sempre quarant’anni senza anello. 

Da Los Angeles la visuale è diversa. Bill Paschke sul Los Angeles Times dice che questa cosa succede al momento giusto. È una stella. È a casa. È felice. È perfetto. Funziona. Ha un senso. In questa stagione dell’ultima chance per Kawhi Leonard e Paul George, Harden potrebbe essere il collante che li terrà qui.

 
 

1 commento su “L’irrequieto Harden cambia ancora squadra

  1. Fede Rispondi

    Grazie per il lavoro che fate. Al momento, per me, la miglior cosa di sport che si trova in rete.

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