Forse è ancora troppo presto per esser certi che stia accadendo qualcosa dalle parti del Tottenham. Ma quando si mettono a confronto i risultati e il gioco di Ange Postecoglou con quel che combinarono gli Spurs sotto Antonio Conte e José Mourinho, allora si coglie un’enorme differenza.
Così spiega James Gheerbrant, opinionista del Telegraph nella sua newsletter che con un guizzo di fantasia si chiama Football.
Il Tottenham è arrivato alla sosta in testa alla classifica della Premier League, stessi punti dell’Arsenal, più gol segnati, dopo le prime otto partite sotto la guida del nuovo allenatore. Gheerbrant invita a notare alcune cose, tra cui la tendenza a cercare di dominare la partita, anziché provare a giocarla alla pari, il chiodo di Conte e Mourinho. C’è una netta superiorità nel possesso palla e nella distrizuione dei tiri. Il campione però è ancora limitato. Anche Mourinho e Conte partirono bene.
“Lo stile di Postecoglou – scrive l’editorialista del Telegraph – è più avventuroso e offensivo. Le partite del Tottenham sembrano piuttosto diverse rispetto al passato. Gli Spurs stanno di meno nella propria tre quarti di campo e di più nell’altra. Con Postecoglou generalmente giocano un possesso palla più lento e intricato, avanzando più lentamente, con più scambi per ogni sequenza. Se scendiamo davvero nei dettagli, le differenze sono più marcate. I periodi di possesso palla del Tottenham durano più a lungo e hanno più sequenze di 10 o più passaggi, hanno più attacchi mirati (cioè una sequenza di 10 passaggi che termina con un tiro o un tocco in area)”.
Tutto questo fa venir fuori la fatidica definizione. È un Angeball. Ecco qua. Eppure, abbastanza sorprendentemente, i dati del Tottenham dicono pure che ci sono più attacchi diretti verso la porta rispetto ai tempi di Mourinho o Conte. È una squadra insomma che sa come e quando mescolare le sue carte, se palleggiare o se tirar dritto con James Maddison o Pape Sarr.
Dice Gheerbrant che ora “il Tottenham gioca uno stile di calcio completamente diverso: gioca più alto, più al centro e dà più libertà al talento individuale. Siamo agli inizi, ma i primi segnali sono molto promettenti”.
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