Cinque anni fa, gli errori di Loris Karius segnarono la finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Real Madrid. Le due squadre sono di nuovo avversarie stasera nell’andata degli ottavi di finale. La carriera del portiere è stata spezzata, ma per una serie di circostanze domenica potrebbe essere il titolare del Newcastle, nella finale di Coppa di Lega contro il Manchester United.
Era il portiere dei meme e adesso ha tra le mani la partita della redenzione. Così stanno chiamando in Inghilterra la prima che Loris Karius potrebbe giocare dopo due anni da spettatore, proprio nella settimana di un’altra Liverpool-Real Madrid, l’appuntamento che gli ha guastato se non la vita, almeno la carriera. Il calcio fa certi giri assurdi, quando decide di portarti una carezza.
Karius fu un delizioso ragazzo d’altri tempi, quella sera. Decise di sbagliare all’antica. Niente vanità, niente pallone tra i piedi, quegli appoggi sbagliati nella costruzione dal basso che fanno tanto giovane. Loris scelse di diventare un eroe di Youtube con il vecchio numero uno dietro la maglia e un paio di strafalcioni, a pieno titolo delle papere, come le abbiamo chiamate sempre, un rinvio sciagurato con le mani e le dita piegate con un tiro da lontano.
Il giorno dopo il Liverpool andò a prendersi Alisson dalla Roma per 66 milioni di sterline. Karius fu consegnato da un corriere Amazon al Besiktas, contratto di prestito per due anni, poi vediamo. Martin Hardy sul Times ricorda che ci furono degli errori anche là, una disputa salariale, un trasferimento all’Union Berlino, dove ha giocato solo quattro volte in Bundesliga. Nella stagione scorsa lo hanno restituito a chi spediva. Non si è scomposto. Klopp gli ha detto che poteva restare, ma sarebbe stato il quinto portiere. Ha resistito. Finché c’è stata l’occasione di spostarsi al Newcastle, dove avevano bisogno di una riserva, anzi, della riserva di una riserva.
Karius ha 29 anni e non vive una partita ufficiale da due. Il Daily Mail racconta che ha quasi dimenticato di essere un calciatore. Fuori dallo spogliatoio del Newcastle in Arabia Saudita, a dicembre, aveva appena giocato 45 minuti in un’amichevole vinta 5-0 contro l’Al-Hilal, e non sapeva bene cosa rispondere al giornalista che gli chiedeva da quanto tempo non andasse in campo.
“Non riusciva a ricordare la sua ultima partita – dice il Mail – scuotendo la testa e piegando il labbro in cerca della risposta”
Risposta: un pareggio per 1-1 dell’Union Berlin contro l’Hoffenheim, febbraio 2021. Non è più stato convocato. La gerarchia al Newcastle è chiara. Karius è la riserva della riserva.
Ma come può spaventarsi uno che porta un tatuaggio sul collo che dice: fearless?
Sabato scorso si stava allenando per conto suo, al campo di Benton, non era in trasferta con la squadra, quando ha saputo che Nick Pope, il titolare, si era fatto espellere dopo 22 minuti per un fallo di mani fuori area, tentando di spazzare via un rinvio. Di chi? Di Alisson. Il portiere del Liverpool, avversario in campionato. Una foresta di segni, direbbe Baudelaire.
In genere, spiega The Athletic, le uscite fuori area sono un punto di forza per Pope. Le società di statistiche ne hanno contate 52, il massimo per qualsiasi portiere in Premier, la seconda cifra nei primi cinque campionati europei dopo Manuel Riemann del Bochum. Pope è il portiere della miglior difesa del campionato inglese. Il Newcastle ha preso 15 gol in 23 partite. In 12 giornate non ne ha subiti. Nella Coppa di lega, Pope è rimasto imbattuto quattro volte su cinque, un solo gol subito. Ma per quel cartellino rosso, domenica non potrà giocare la finale.
L’assenza è più pesante perché il portiere di riserva Martin Dubravka non può essere schierato. Lo impedisce il regolamento. È appena tornato da un prestito, proprio al Manchester United. Dove lo hanno mandato in campo nello stesso torneo. E le norme inglesi vietano di giocare la stessa competizione in due club diversi.
Nel pomeriggio dell’assalto al primo titolo per la nuova proprietà plurimilionaria, resta il terzo portiere. La riserva della riserva. Lui. Il meme.
A meno di non volersi buttare sul quarto, Mark Gillespie, a sua volta senza una partita ufficiale da anni. Il Sun li ha messi a confronto. Gillespie ha 3 presenze che risalgono al 2020 e Karius zero. Alla voce “motivo per cui è famoso”, su Karius c’è scritto: le papere di Kiev. Su Gillespie c’è scritto: niente.
| WHAT IF COME ANDREBBE CON LE REGOLE ATTUALI ► Racconta the Independent che con il regolamento attuale, Karius non vivrebbe più quel che gli è capitato. Prima di sbagliare due volte, era stato colpito da Sergio Ramos con un gomito, un colpo alla testa. Si lamentò con l’arbitro, non successe niente. Centotrentadue secondi dopo, regalò la palla a Benzema. Avremmo saputo col tempo dal dottor Ross Zafonte che Karius aveva subito una commozione cerebrale a causa dell’incidente con Ramos. Un colpo che probabilmente – probabilmente – ha influito sulla prestazione.
All’epoca non esistevano protocolli Uefa per casi di colpi alla testa. Sono stati introdotti nel 2021. Consentono ai giocatori di essere visitati in campo per un periodo di tre minuti dal medico del club, così da stabilire se possono continuare o meno. Nel caso di Karius, il dottore del Liverpool avrebbe potuto fare i suoi test e decidere di sostituirlo con Simon Mignolet.
Se ci fosse nei paraggi Frank Capra, racconterebbe la vita meravigliosa di Karius senza quei due errori, e di come l’angelo Clarence abbia deviato il corso degli eventi.
Ma senza quell’infortunio, Karius non avrebbe la chance per la partita della redenzione, nella settimana di un altro Liverpool-Real.
| ROTTE UNA MEDAGLIA PER DUBRAVKA ► È meraviglioso anche il destino di Dubravka, andato in prestito allo United in estate, in campo solo per due partite prima di essere richiamato dal Newcastle a gennaio. Due partite, e tutt’e due in Coppa di Lega, terzo e quarto turno, contro Aston Villa e Burnley. Ora, le regole gli impediscono di giocare, ma gli consentono anche di essere considerato uno dei vincitori della Coppa. Così, comunque vada la partita di domenica, Dubravka potrebbe ricevere la medaglia.
La regola è buffa. La spiega il Daily Mail. Il club che vince riceve 30 medaglie. Sono i dirigenti a stabilire la distribuzione, tra i titolari, le riserve, chi ha giocato nei mesi scorsi, lo staff, eccetera. Sia lo United sia il Newcastle hanno utilizzato 25 giocatori. Dubravka è nelle condizioni di essere premiato in entrambi i casi, ma “sembra improbabile – dice il Mail – che gliela dia lo United, avendo lasciato il club. Sembra pure improbabile che gliela dia il Newcastle, considerato che ha zero minuti nel torneo”.
Tuttavia, vale la pena sottolineare che pure il club perdente riceve trenta medaglie per il secondo posto. Vale lo stesso meccanismo, e chissà con Dubravka come si regoleranno.