Le squadre sono trentadue, i sindaci e le città sono 27, le giunte comunali con una guida e una maggioranza progressista sono 21. Con un sistema elettorale una squadra-un voto, andrebbero al governo della Coppa dei Campioni con il 78.1% dei voti. Siamo dalle parti di quelle che chiamano percentuali bulgare, solo che la Bulgaria sta in Europa League.
◉ LE DONNE Sono sette ► Sette su 27 fa il 26 percento. Molto di più che in Italia, dove nell’ottobre scorso – tra i comuni capoluogo – le donne raggiungevano il 9%. Ma a maggio 2022, nei quattro andati al voto, è stato sempre un uomo a subentrare alla uscente.
Le sette sindache della Champions stanno tutte nel centro-sinistra e almeno in tre possono vincere la Coppa.
Anne Hidalgo, socialista, 63 anni, a Parigi sta in carica da più tempo. Era il 2014 quando vinse le elezioni. In giro c’è una foto di lei che gioca a calcio con il presidente del CIO Thomas Bach durante una visita a un centro sportivo. Aspetta le Olimpiadi, lei che da adolescente aveva creato con la sorella Mary una sezione di calcio femminile a La Duchère, Lione, la città in cui è cresciuta. Ha giocato a pallamano e a pallavolo, oggi dice di fare un po’ di pesi, cyclette e nuoto. Mette i 400 metri di Colette Besson a Città del Messico 1968 tra i suoi ricordi di gioventù più forti.
Coltiva ambizioni Joanne Anderson, 50 anni, laburista, dallo scorso anno alla guida di Liverpool, eletta nel giorno della disfatta elettorale per il suo partito e per il leader Keir Starmer. È la prima sindaca nera di una grande città britannica, la prima a essere eletta al primo turno, nonostante lo scandalo e le accuse di corruzione avessero travolto il suo predecessore, sempre laburista, un Anderson pure lui, Joe, ma non sono parenti. Su Twitter scrisse che in tanti le chiedevano per quale squadre facesse il tifo. Se la cavò mescolando il rosso del Liverpool al blu dell’Everton, fino a ottenere il Viola, the Purps, il colore della sua campagna elettorale.
Possiamo mai escludere dalla corsa per il titolo Ada Colau Ballano? Quarantotto anni, in carica a Barcellona da sette, un’ala sinistra, anche lei prima donna a ricoprire il ruolo in città, eletta con la lista Barcelona en comú, una piattaforma urbana che si batte per la difesa della giustizia sociale, dei diritti della comunità, per la promozione della democrazia partecipativa.
Prima donna nella storia di Amsterdam anche Femke Halsema, 56 anni, eletta a luglio 2018, nelle liste della sinistra verde, mentre da dieci mesi Copenhagen si è affidata a Sophie Hæstorp Andersen, 48enne, socialdemocratica. Ha vinto le elezioni impegnandosi sui temi legati alla cultura, all’immigrazione, alla sanità, all’edilizia abitativa, alle condizioni di vita delle persone con problemi di salute mentale.
Una pioniera è anche Einat Kalisch-Rotem, 52 anni, laburista, dal 2018 al municipio di Haifa, prima donna in una grande città, dalla fondazione di Israele.
Glasgow ha in Jacqueline McLaren il Lord Provost della città, il ruolo per molti versi equivalente all’istituzione di sindaco. È membro del SNP, il partito nazionalista e socialdemocratico che si batte per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito e per l’adesione all’Unione Europea.
◉ IL CENTRO-DESTRA Madrid e lo strano caso Donetsk ► Qui l’uomo di spicco vive nella città che detiene la Coppa, José Luis Martínez-Almeida Navasqüés, 47 anni, sindaco di Madrid dal giugno 2019. È del partito popolare, ma ancora più spiccatamente è dell’Atlético. È così dell‘Atlético che nel suo stato WhatsApp porta scritta la frase pronunciata da Diego Simeone dopo la finale persa a Lisbona: «Tenés todo, tenés nada». Quando Marca chiese di intervistarlo, si presentò all’appuntamento con una cravatta biancorossa. Ha il suo posto fisso allo stadio e in Spagna dicono che nella capitale non c’è mai stato un sindaco più tifoso di lui. Ha detto che sua madre lo ha vaccinato con il virus dell’Atlético. La prima partita che ricorda di aver visto è stata al Calderón contro il Saragozza nel marzo 83, vittoria per 2-0, gol di Hugo Sánchez e Julio Prieto.
Cosa significa essere dell’Atlético? Lui risponde: «È un certo modo di intendere la vita. Ho trascorso quattro anni all’opposizione nel Comune di Madrid e ho sempre detto che essere dell’Atletico mi ha aiutato molto. Ma non sono anti-Real. L’Atlético è abbastanza grande da non dover pensare agli altri. La correttezza politica non deve farmi nascondere da quale squadra vengo La prima maglia che ho ricevuto da sindaco è stata quella del Real Madrid. Se c’è da andare in tribuna al Bernabéu, ci vado. Così come vado al Rayo Vallecano. Spero da tifoso, anche se non dovessi essere più io il sindaco, di festeggiare un giorno la Champions. Sarebbe una questione di poetica giustizia, dopo essere stata l’unica squadra ad aver giocato tre finali di Coppa dei Campioni perdendole tutte e tre. E in circostanze piuttosto crudeli». Il suo idolo è Futre.
A proposito di portoghesi, da nove anni [ne ha 66] Rui Moreira amministra Oporto da indipendente, ma pendente a destra per il sostegno del Partido Popular e Iniciativa Liberal, la forza politica che si dichiara «alla completa opposizione del socialismo». Plzen ha eletto nel gennaio scorso Pavel Šindelář, 42 anni, avvocato, già vicesindaco, deputato, membro dell’ODS, il partito civico di orientamento conservatore liberale. È single, con un figlio. In Belgio, su Bruges governa Dirk Marc Luc De fauw, 65 anni, del Christen-Democratisch en Vlaams (CD&V). Nel giugno di due anni fa venne operato d’urgenza dopo un attentato: uno sconosciuto lo aveva accoltellato al collo.
A Salisburgo è in carica da cinque anni Harald Harry Preuner, 63 anni, imprenditore, ex capitano delle forze armate austriache, studente di ingegneria industriale a Graz, membro di OVP, il partito della classe media, considerato tradizionalmente vicino agli industriali e alla Chiesa cattolica.
Il caso più bizzarro si trova nella Donetsk in guerra, città dalla quale i calciatori stranieri sono stati autorizzati a uscire senza indennizzo per lo Shakhtar. Alexei Kulemzin, 47 anni, è nato sovietico, si è trovato ucraino, ma è un sindaco filorusso. Laureato in economia e in gestione della produzione presso l’Università Nazionale, aderisce al partito separatista che nel 2007 era stato dichiarato fuorilegge, un divieto superato dalle tensioni in Donbas del 2014. La guerra in Ucraina è scoppiata il 24 febbraio, proprio pochi giorni dopo che Vladimir Putin aveva riconosciuto l’indipendenza delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk. Con la messa al bando dei club russi, è del tutto paradossale che prenda parte alla Champions, sotto la bandiera dell’Ucraina, la squadra di una città per la quale l’esercito ucraino è un nemico.
◉ GLI UOMINI DEL CENTRO-SINISTRA Londra, Milano e Lisbona ► Ha due impegni in Coppa Carlos Moedas, 42 anni, ingegnere, economista, commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione nella Commissione di Juncker, sindaco di Lisbona dal 2021. Un socialdemocratico. Dovrebbe essere chiaro per chi palpita di più, quando dice che la storia del Benfica incrocia la storia della democrazia del paese, quando sottolinea che è l’emblema della diversità e del multiculturalismo, facendo analogie tra l’aquila simbolo del club e pure degli Stati Uniti d’America.
Sono due le squadre della Milano di Giuseppe Sala, 64 anni, in carica da sei anni, ma lui dichiaratamente interista. Due chance per la Coppa le ha soprattutto Sadiq Aman Khan, 52 anni, origini pakistane, sindaco di Londra dal 9 maggio 2016, laburista, musulmano. Ma sono chance solo istituzionali. Il suo tifo calcistico va al Liverpool. I tabloid hanno raccontato che la scelta si deve a un episodio dell’infanzia, quando due fratelli a Stamford Bridge furono vittime di insulti razzisti e allontanati dallo stadio da membri del Fronte Nazionale. Khan è un appassionato di cricket e ha praticato anche la boxe.
Tra City e United, il laburista di Manchester Andrew Burnham si è distinto per aver dato sostegno nel giugno scorso all’Oldham in crisi. Pratica il tifo eretico anche il sindaco di Napoli, ex ministro dell’universita nel governo Conte, il rettore Gaetano Manfredi, ingegnere in carica da quasi un anno, eletto con il sostegno di ben tredici liste, tra cui Pd e Cinque stelle, ma pure Italia Viva, e i Repubblicani, più una civica chiamata Azzurri per Napoli. Ma non c’entra il pallone. Lui è juventino. Slalom #742 del 3 ottobre scorso raccontò le polemiche [qui] – lo sdegno civico – per questo Sindaco del Rione Continassa. No, gli Azzurri per Napoli sono i fuoriusciti berlusconiani che stavano con lui, in una coalizione che Neri Marcorè, nell’imitazione di Casini, chiamerebbe un’orgia moderata e democratica.
La città-gemella ma non gemellata di Marsiglia, risponde con Benoît Payan, 44 anni, in carica da due, figlio di un falegname e di una madre agente dell’Unione per la riscossione dei contributi previdenziali e degli assegni familiari. Un frutto della borghesia cittadina che scrisse una lettera direttamente a Jospin per iscriversi al partito socialista. Come se per comprare un binocolo, uno mandasse una lettera a Gagarin. Ha sfidato Ségolène Royal sull’impatto dell’inquinamento delle navi da crociera in città, secondo Le Monde è un puro prodotto del vecchio sistema.
E poi, ancora, a Zagabria governa il rosso-verde Tomislav Tomašević, il più giovane sindaco di Champions, 40 anni, eletto a giugno 2021. A Dortmund c’è l’economista Thomas Westphal, a Torino il geologo Stefano Lo Russo: «Tifo per la Juve, ma la figura chiave della mia vita è stato un prete del Toro». A proposito di religioni, Burkhard Jung, 64 anni, sindaco di Lipsia, socialdemocratico, insegnante, ha una laurea in teologia. È un docente universitario Peter Manuel Feldmann, famiglia ebrea, a Francoforte ha appena celebrato l’Europa League dell’Eintracht. Guida Siviglia il socialista Antonio Muñoz [62 anni], a Leverkusen c’è Uwe Richrath della SPD, ex venditore al dettaglio di tessuti. Dieter Reiter è il sindaco di Monaco di Baviera, 64 anni, socialdemocratico anche lui, oltre che cantante e chitarrista per hobby. Con la Paul Daly Band ha pubblicato un CD di canzoni di Natale, con introiti in favore della Fondazione dell’ospedale pediatrico della città.