La Champions femminile di volley: un posto dove l’Italia è più forte che nel tennis

La banda delle quattro nella Champions italiana

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Più egemone del tennis, più profonda del tennis è forse solo la pallavolo italiana, soprattutto nel suo movimento femminile. Non solo per il doppio oro olimpico e mondiale arrivato nel giro di tredici mesi ma anche per la capacità di far fronte a infortuni e indisponibilità. Una platea vasta con un serbatoio rassicurante: la Under-21 ha vinto i Mondiali in Indonesia in agosto, la Under-16 ha vinto gli Europei in Albania. I club avevano imposto il loro dominio sull’Europa ancora prima della Nazionale di Velasco. Quattro delle ultime sei edizioni della Champions sono state vinte da squadre italiane [tre a Conegliano, una a Novara], in tre si sono qualificate alla scorsa Final 4. 

Se non esiste al mondo un paese che può vincere la Coppa Davis lasciando fuori tutti insieme il numero #2, il numero #6 e il numero #26 al mondo, non esiste una Nazionale di pallavolo che possa permettersi di lasciare in panchina un braccio come quello di Kate Antropova, micidiale cannoniera della scorsa Coppa dei Campioni, riserva di Paola Egonu in azzurro. Eleonora Cozzari ha raccontato su Supervolley il giochino con cui Kate entra, sfrutta il suo talento e toglie a Egonu la pressione costante che si porta sulle spalle. 

“Nelle partite che assegnavano le medaglie – ha scritto Cozzari – Egonu è stata a tratti devastante (l’ultimo punto con il Brasile è suo, come merito suo è praticamente il terzo set con la Turchia dove ha messo a segno ben 13 punti) ma a tratti poco incisiva (i primi con le sudamericane o nel tie break con la Turchia). Ed è allora che a prendere in mano la squadra c’ha pensato Antropova, che ha chiuso 25 punti con il Brasile e il giorno dopo è entrata in campo a metà del parziale che valeva la storia, il quinto, e ha spaccato la partita con il muro del 9-7. L’intuizione di Velasco ha permesso ad Antropova di crescere senza l’urgenza di dimostrarlo ogni volta. Egonu è ancora la prima scelta, ma questa Italia ha di fatto due opposte titolari, che a volte si danno il cambio, altre moltiplicano la forza”. 

Le quattro squadre italiane più forti [Conegliano, Scandicci, Milano, Novara] cominciano oggi il cammino in Champions con la consapevolezza che nel girone d’andata ne è spuntata una quinta al loro livello in serie A1, Chieri, stessi punti di Novara al quarto posto, tre in meno di Milano ma in meno pure una partita. 

Le avversarie sono le solite. Le squadre turche. A loro ha dedicato un approfondimento Rachele Sangiuliano su Sky Sport Insider scrivendo che “la Turchia vuole riprendersi l’Europa. Per capire la portata dell’ambizione basta guardare le panchine: Giovanni Guidetti è la colonna del Vakifbank dal 2008 e ha costruito un ciclo infinito vincendo sei Champions. Giulio Bregoli, alla sua prima esperienza sul Bosforo, guida l’Eczacibasi. Marcello Abbondanza è tornato sulla panchina del Fenerbahçe con una squadra costruita per vincere tutto grazie anche al prestigioso arrivo in regia di Alessia Orro”.

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