Emergenza o percezione: il dibattito negli USA sulle scommesse sportive

▬▬▬▬▬         ▬▬▬▬▬

Discussioni

 

 

Basket, baseball, boxe: due visioni opposte dinanzi agli ultimi scandali

Nelle ore che precedono l’incontro del 2 novembre tra i pesi piuma Isaac Dulgarian e Yadier Del Valle, il mondo del betting osserva rapito cosa accade. Le quote su Dulgarian, il favorito, crollano improvvisamente, come reazione immediata dei bookmaker a un improvviso afflusso di milioni di dollari di scommesse su Del Valle. Tutto sembra sospetto. Dana White, presidente della UFC, chiama lo staff di Dulgarian e chiede cosa diavolo sta succedendo, se per caso si sia infortunato, o se deve dei soldi a qualcuno, se per caso sia stato avvicinato da qualche tipo losco. Dulgarian si rizela. «Assolutamente no. Se si avvicina qualcuno lo ammazzo». Il combattimento conferma ogni sospetto. Dulgarian perde rapidamente il vantaggio presunto e permette a Del Valle di dominare. Dopo qualche tentativo fiacco e teatrale, si arrende con oltre un minuto ancora sul cronometro nel primo round. 

A raccontare tutto questo è Albert Burneko su Defector, scrivendo che è difficile immaginare un epilogo del genere se non fosse vero che Dulgarian ha gettato via il match. C’è un’indagine in corso del FBI. Siamo negli stessi giorni in cui il Dipartimento di Giustizia USA pubblica un’incriminazione di 23 pagine contro i pitcher Emmanuel Clase e Luis Ortiz dei Cleveland Guardians, accusati di manipolare dei lanci durante le partite. Per le scommesse. Secondo il DOJ, «i due hanno cospirato con alcuni scommettitori non identificati per vincere almeno 400.000 dollari combinando intenzionalmente i lanci». Le accuse dovranno essere provate in tribunale. Se saranno confermate, le loro carriere sono finite. 

Burneko racconta tutto questo perché negli USA è in corso un grosso dibattito sul tema, con asprezze da scontri mediatici d’altri tempi. Così, il suo intervento è soprattutto un’avvelenata contro Jay Caspian Kang e il suo articolo pubblicato sul New Yorker dal titolo Is Gambling Really Threatening The Integrity Of Sports? [si trova qui], definito «uno dei più imbarazzanti e malargomentati che leggerete in qualsiasi pubblicazione di rilievo quest’anno». 

Che ha combinato Kang per finire dentro questo dissing? Intanto va detto che al tema Kang si dedica con frequenza. È uno dei temi a cui si dedica più spesso. L’ultima volta ha paragonato il betting sportivo a droga e alcol parlando della diffusione di app come DraftKings e FanDuel e proponendo tre punti di riflessione prima di giudicare gli scandali più recenti. Il primo: Le persone, compresi gli atleti, hanno sempre scommesso sullo sport”. Ecco perché paragona il betting a droghe e alcol, per dire che non è l’attività più salutare, può rovinare le persone, ma non c’è proprio niente di nuovo, Resta da capire – la sua tesi – se stiamo assistendo a una nuova epidemia di scommesse o se chi scommetteva illegalmente ora lo fa alla luce del sole.

Secondo punto: le scommesse sportive legali generano una quantità considerevole di entrate fiscali. A New York, le app autorizzate devono versare allo Stato il 51% dei loro ricavi. Il valore di tutto questo dovrebbe essere considerato quando si valutano i possibili svantaggi delle scommesse legalizzate.

Terzo punto: Le persone che scrivono e parlano di sport per lavoro tendono a farsi prendere dal panico di fronte al gioco d’azzardo, perché più dell’appassionato medio amano osannare l’innocenza americana e l’integrità del gioco. La maggior parte dei tifosi invece, scrive Kang, presume che le partite siano sempre state truccate e non gliene importa davvero.

Con la diffusione delle app di scommesse, continua Kang, c’è stato un aumento degli scandali pubblici legati agli atleti, ma molte delle infrazioni di cui si viene a conoscenza sono minori: sono giocatori che infrangono inconsapevolmente le regole delle loro leghe, o che scommettono su partite a cui non partecipano. Il numero di giocatori noti per aver scommesso su sé stessi o sulla propria squadra resta basso. Kang parla allora di panico mediatico: alcune accuse, come quella rivolta a Damon Jones o al coach Chauncey Billups, riguardano attività completamente scollegate dai risultati sul campo, come giochi di poker truccati. Si potrebbe dire che l’integrità delle scommesse legali sia minacciata dalle fughe di notizie, l’integrità dello sport molto meno

Kang racconta che sua figlia di otto anni, non ha mai chiesto di DraftKings o del perché i commentatori in tv parlino di quote e dunque invita a non usare l’argomento dell’esempio sui bambini e le bambine. Il suo punto è chiaro: vogliamo davvero trasformare lo sport in un’attività dell’infanzia, dove ogni elemento è innocuo e sanificato, ignorando le contraddizioni del mondo reale? Ci sono ex giocatori NFL che muoiono giovani, atlete e atleti alle prese con problemi di salute mentale, legami finanziari della NBA con paesi coinvolti in conflitti, e gli paiono tutte questioni più gravi di qualche giocatore che scommette su partite a cui non partecipa.Gli sport professionistici – dice – sono imprese per profitto, capaci di generare una competizione atletica divertente, a volte violenta e a volte ispiratrice. Non è già abbastanza?.

Questa posizione ha mandato Burneko su tutte le furie. La sua critica più feroce è che Kang non si occupa del rischio concreto per le persone, ma si concentra sull’integrità dello sport in astratto, parlando del problema come se fosse accademico. Il cuore della questione, secondo Burneko, riguarda le cosiddette prop betsi, cioè le scommesse secondarie legate a frammenti specifici di una partita. I calci d’angolo, le rimesse dal fondo, cose così. Non servono prove di combine su larga scala, anche pochi episodi possono minare l’integrità del gioco, trasformando singole partite in operazioni clandestine di manipolazione delle scommesse. Ma coloro che scrivono e parlano di sport per vivere – questo è l’affondo più pesante – la gente che possiede e popola la narrazione dello sport ha ogni interesse professionale a non farsi spaventare dal betting, perché in gran parte è di fatto al servizio del betting stesso

Comunque sia. Bellissima discussione. God Bless America. 

ombre

Eva Lys e gli scommettitori stalker

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

E poi ci sono anche le vittime delle scommesse. In Germania. Eva Lys, la migliore tennista tedesca del momento, è stata minacciata nell’ultimo periodo da alcuni stalker. Ne ha parlato per la prima volta con Die Zeit raccontando che «alcuni di loro sono entrati in possesso degli indirizzi degli hotel e persino dei numeri delle camere. Questo ha superato ogni limite». Insieme alla WTA sono state adottate misure di sicurezza per proteggersi. Lys ha detto che gli autori dei commenti violenti e delle minacce di odio che riceve online arrivano spesso da persone che hanno perso delle scommesse. «Ma è stato messo a tacere per molto tempo», dice, e lei non ha voluto assecondare l’andazzo: «Se non ne parli, non cambierà mai nulla». Anche a lei era stato consigliato di ignorare tutto. «Arrivano da quando ho 16 anni. Dopo ogni sconfitta. Mille messaggi di odio direttamente nella mia casella di posta. Purtroppo, questa è la vita di tutti i giorni». Ecco perché evita Instagram subito dopo le partite. Nel 2024 la WTA ha censito 8.000 messaggi violenti alle giocatrici. Sono stati ricevuti da più di 450 tenniste. Le indagini aperte sono state 12. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.